Magazzini on air: “Urban Nights” speciale “Eddie Lang Jazz Festival XXVI edizione”

La XXVI edizione del Festival dedicato a Salvatore Massaro in arte Eddie Lang è stata, a dir poco, stupenda. L’“Eddie Lang Jazz Festival” ha aperto i battenti alla fine del mese di Luglio del 2016 con un elegantissimo concerto, tenutosi in Piazza del Duomo a Termoli, dal quintetto governato dal sassofonista Post-Bop americano Kenny Garrett chiudendosi poi il 14 Agosto con l’esibizione del chitarrista svedese Ulf Wakenius in Piazza Vittorio Veneto a Campomarino (concerto aperto dal Luigi Nunziata Quartet). Nel mezzo, un’immancabile serie di serate molto variegate presso gli storici giardini del Castello Pignatelli di Monteroduni cui hanno fatto da corollario le lezioni di chitarra Gypsy tenute dal Maestro Dario Napoli ad un nutrito gruppo di allievi giunti da diverse parti d’Italia. Sarà proprio il Maestro Napoli ad aprire le danze, con il suo Dario Napoli Modern Manouche Project accompagnato da un entusiasta Sébastien Giniaux, chitarrista francese dalle innate doti d’improvvisazione, cui ha fatto da apripista la giovane cantautrice Chiara Stroia, con la sua formazione Gypsy Connection, prima di due formazioni che l’ha vista protagonista come bandleader.  La seconda serata al Castello è stata una delle più interessanti, aperta dai Quasar H7, una giovane formazione interamente molisana che con il progetto “Miles after Miles” ha proposto in chiave Progressive un Principe delle Tenebre inedito. Tra i brani proposti durante la serata hanno fatto capolino, qua e là, esecuzioni del loro album d’esordio dal titolo Nanodroids, successivamente presentato durante la trasmissione radiofonica “Urban Nights” qualche mese più tardi. La serata è proseguita con scintille di Funk senza sosta, con l’arrivo sul palco del James Taylor Quartet, di cui ben poco si potrebbe dire se non trascinante e meraviglioso: unica nota dolente, per gli appassionati, la scoperta della presentazione dell’ultimo album della formazione senza la sezione orchestrale che avrebbe colorato in maniera fluorescente l’esibizione. Dopo Chiara, le serate successive sono state una doverosa dedica al Jazz italiano con diversi artisti, vecchie e nuove proposte del territorio, tra cui la conferma del chitarrista Paolo Mignogna (alla guida del suo Parallel Jazz Quintet), il ritorno del batterista Elio Coppola (in trio con Wayne Tucker e Ben Paterson), Gianluca Petrella in un trio dedicato alle sonorità degli anni 70 e la mitica Chiara Stroia con il progetto (divenuto album l’anno successivo) ContaMINAta, dedicato a Mina. Menzione particolare per il concerto, tenutosi in apertura della quinta serata, presso il salone del Castello Pignatelli: il Maestro molisano Piero Ricci (primo musicista ad aver portato la zampogna all’attenzione del pubblico del Teatro alla Scala di Milano) ha incantato il numeroso pubblico con la sua Ecletnica Orchestra Novamusa, con un repertorio inedito sia per il Festival sia per chi scrive, rimasto piacevolmente sorpreso dalla nuova ed interessante scoperta.

Mattia “Blackjack” Chiarella © RIPRODUZIONE RISERVATA

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