Magazzini on air: “Urban Nights” speciale “Eddie Lang Jazz Festival XXIII edizione”

Di Salvatore Massaro, in arte Eddie Lang, si tornò a parlare poco più di cinquant’anni dopo la sua morte quando, un non ben noto giornalista di un’importante testata nazionale si presentò alla Pro Loco di Monteroduni (un paese con poco meno di tremila anime in provincia di Isernia) alla ricerca della Memorie di Salvatore. Nel 1987, anno dell’inchiesta giornalistica, pochissimi in paese sapevano chi fosse il grande chitarrista ma nessuno fermò l’entusiasmo di un gruppo di amici che, guidati da Gino Scarduzio (presidente della Pro Loco dell’epoca), inaugurarono il primo storico “Eddie Lang Day”. Per ben quattro edizioni, questa giornata significò molto per la popolazione monterodunese che approfondì la conoscenza della musica Jazz e, attraverso seminari, incontri e performances, la figura del grande “concittadino” (che in realtà era nato a Philadelphia). L’arrivo di Adriano Mazzoletti in paese si rivelò provvidenziale… tanto che qualche anno più tardi, il giornalista pubblicò il primo libro in italiano dedicato a Massaro (“Eddie Lang: stringin’ the Blues” – Pantheon editore 1997) e suggerì al direttivo dell’“Eddie Lang Day” di espandere questa giornata ad un vero e proprio festival. “Eddie Lang Jazz Festival” nascerà quindi nel 1991 e si inserirà col tempo tra i festival Jazz italiani più importanti. Diversi furono i Direttori Artistici che si alternarono nelle diverse edizioni: da Adriano Mazzoletti (insieme al quale i cittadini monterodunesi inaugurarono una piazza in Memoria di Eddie Lang, targa e statua annesse) a Gegé Telesforo, passando per Nicola Cordisco ed Antonio Onorato… solo per citarne alcuni. Fin da subito, il direttivo scelse come quartier generale il Castello Pignatelli della Leonessa, i cui giardini diventarono presto teatro di concerti molto apprezzati, ad esclusione di un periodo di ristrutturazione, avvenuto tra la prima e la seconda metà degli anni Novanta, in cui i concerti si tennero nelle piazze sottostanti la location principale. Il Festival, oltre che un omaggio a Eddie, divenne subito una manifestazione più ampia, con gli altri generi musicali eredi del Jazz, ospitando musicisti di fama nazionale ed internazionale quali, tra gli altri, Marcus Miller, Michel Petrucciani, John Scofield, Shawnn Monteiro, Billy Cobham, Tullio De Piscopo, Eumir Deodato, Stanley Jordan, Marco Zurzolo, insieme a tutta una serie di giovani musicisti nazionali ai quali il Festival propone da sempre un’ampia vetrina (come Chiara Stroia che ha calcato il palco del Castello Pignatelli prima di scrivere un pezzo per Annalisa) proponendo i concerti ad un prezzo largamente popolare. Importantissima, fin dagli esordi della manifestazione, fu l’istituzione del premio chitarristico “Il genio di Eddie Lang” che per molti anni baciò giovani musicisti di grande talento, sia italiani che provenienti da altre nazioni, tra i quali spicca Alessio Menconi che ha potuto, fin dall’inizio della carriera, affiancare musicisti di grande rilievo grazie al prestigioso riconoscimento. Con l’insediamento, nel 2009, del terzo direttivo, vennero avviati i corsi di strumento che, grazie ad insegnanti provenienti dalle migliori Istituzioni musicali italiane, incoraggiarono tantissimi giovani studenti e appassionati, a raggiungere il borgo di Monteroduni per passare una simpatica ed istruttiva settimana in compagnia. Particolarmente degni di nota i corsi di chitarra con Daniele Gregolin, Dario Napoli, Salvatore Russo e Simone Magliozzi, che furono, alternativamente, insegnanti ed assistenti di altrettanti grandi Big della chitarra Gypsy (strumento particolarmente caro al Festival) quali Angelo Debarre, Dorado Schmidt, Stochelo Rosemberg (per citarne solo una minima parte), William Stravato ed Andrea Antonilli per la chitarra Fusion e, tra gli altri, Eddy Palermo quale autorevole insegnante di chitarra Jazz. Anche se, per un breve periodo, è stato chiesto all’organizzazione del Festival di portare il cartellone anche in altre città del Molise, l’“Eddie Lang Jazz Festival” resta a Monteroduni, ormai punto di riferimento degli appassionati che vogliono godersi una settimana (la prima di Agosto, per essere precisi) all’insegna del relax, della buona musica e dell’ottima compagnia. Una manifestazione che, seppur con qualche difficoltà, continua a programmare grandi eventi gemellati all’“Eddie Lang Day” di Philadelphia, manifestazione curata dal chitarrista Richard Burns che, dal 2010, tributa la musica del grande Salvatore Massaro nato proprio in quella città la cui leggenda si è fatta storia.

Mattia “Blackjack” Chiarella © RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.magazzininesistenti.it/eddie-lang-litaloamericano-che-ha-cambiato-il-jazz-di-gabriele-peritore/

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