Magazzini on air: Aldo Pedron: “Ry Cooder – il Viaggiatore dei suoni” (2018)

“C’è Ry Cooder e poi veniamo tutti noi”. Questa citazione tratta dal libro di Aldo Pedron dal titolo “Ry Cooder – Il viaggiatore dei suoni” edito da Arcana nel 2018 può, senza ombra di dubbio, esserne un valido riassunto. Sonny Landreth, il chitarrista Blues americano autore della breve introduzione al libro, definisce Ryland Peter Cooder come “quintessenza” nel mondo della chitarra bottle-neck slide: Ry Cooder, chitarrista americano di origini italo-tedesche, è il simbolo dell’eclettismo che ha saputo destreggiarsi abilmente in diversi ambiti, dalle colonne sonore alla musica cubana, passando per il Blues ed il Rock di cui è una delle icone incontrastate. Non è un grande mistero quindi che Aldo Pedron, decano tra le grandi firme della cultura Rock nazionale, abbia deciso di fare il bis: proporre cioè, a distanza di vent’anni e per la stessa casa editrice, un nuovo libro dedicato al chitarrista. “Non sarebbe dovuto essere questo il titolo” commenta precisando l’autore “questa non è un’edizione aggiornata di quanto scritto nel 1998, bensì qualcosa di completamente nuovo frutto di ricerche approfondite ed arricchito di una discografia completa e dettagliata”. Il libro, infatti, lo si potrebbe definire un insieme ragionato di ricordi, citazioni, giudizi, testimonianze, critiche ed opinioni: da una selezione di trenta canzoni essenziali a cura dell’autore ad una serie di fedeli trascrizioni (una delle quali, The tattler, ad opera di Davide Facchini) di alcune sue celebri composizioni fino ad arrivare all’esplorazione tecnica dei suoi strumenti musicali più utilizzati, i suoi stili chitarristici ed i suoi studi. D’altronde, come già testimoniato da Gianni Zuretti ed Ezio Guaitamacchi (che hanno redatto, rispettivamente, prefazione ed introduzione di questo lavoro insieme a Sonny Landreth), l’approccio da vero e proprio etnomusicologo di Cooder porta l’ascoltatore/lettore in un mondo a volte fantasioso, a volte malinconico e talvolta velato di noir, proprio come il suo libro di racconti dal titolo “Los Angeles stories” pubblicato nel 2011. Inutile negare che in “Ry Cooder – Il viaggiatore dei suoni”, un riferimento riguardante i Buena Vista Social Club è stato un inserimento obbligato, con l’aggiunta di un ricordo personale di Pedron del grande Compay Segundo, che ha salutato questo mondo nel 2003. Non voglio svelare nient’altro che non sia stato raccontato da Aldo Pedron durante la trasmissione “Urban Nights” andata in onda su “Radio Cernusco Stereo inBlu” nel mese di Aprile del 2018 che qui vi proponiamo. Solo un’ultima significativa considerazione: questo lavoro andrebbe fatto leggere nelle scuole. La passione, la tenacia e l’impegno di Ry Cooder dovrebbero essere d’esempio per molti studenti di qualsiasi disciplina… e il lavoro di Aldo Pedron rispecchia perfettamente l’essenza di questo grande protagonista della musica mondiale.

Mattia “Blackjack” Chiarella © RIPRODUZIONE RISERVATA

http://www.magazzininesistenti.it/aldo-pedron-ry-cooder-il-viaggiatore-dei-suoni-1998-di-maurizio-galli/

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