L’uomo che scrisse “Dazed and Confused” – di Gianluca Chiovelli

1967, il cantante folk Jake Holmes licenzia il suo disco d’esordio, “The Above Ground Sound”. La prima traccia del lato B si intitola Dazed and Confused. Quel furbone di Jimmy Page, ancora negli Yardbirds, ci getta un orecchio interessato. Sempre con gli Yardbirds ne fa già una versione tutta sua e la presenta in concerto. Un annetto più tardi si presenta negli studios assieme ai suoi nuovi compagni d’avventure: Robert Plant, John BohnamJohn Paul Jones sono un quartetto talentuoso e accortamente manipolato per sfondare in classifica… da New Yardbirds cambiano il nome in Led Zeppelin. Non so cosa sia successo durante le registrazioni. A un certo punto, tuttavia, Page potrebbe aver detto ai suoi compari, tirando fuori dal cilindro il coniglio scappato dal cortile di Holmes:
“Ragazzi, sentite qui che roba, buona eh, il testo mi ci è voluta una notte per scriverlo, mica male no? Aggiungo un assolo furibondo sul finale, tutti d’accordo?… e qualche urletto di Robert sulle mie strimpellate con l’archetto e sarà perfetta, mi raccomando John, la linea di basso all’inizio, come dire? Conferisce un aspetto drammatico al tutto… la chiamiamo, la chiamiamo? Boh… facciamo Dazed and Confused dai, mi ispira e la chiudiamo lì… cosa scrivere nei credits? Page, cosa vorresti scrivere?”. E Dazed and Confused fu. Un capolavoro, come il primo disco dei Zeppelin. Chissà come ci sarà rimasto Jake Holmes quando le radio di mezzo mondo avranno rimandato il brano. Sarà rimasto stupito? Arrabbiato? Basito? Forse ammirato. Chi lo sa. 
Una cosa è sicura: per tutti (o quasi tutti, meno una decina di rompiscatole) Dazed and Confused è una canzone dei Led Zeppelin, una canzone di Jimmy Page e Jake Holmes un perfetto sconosciuto che, fra le altre sue cose folk, si è permesso una cover di Dazed and Confused, addirittura. Un succhiaruote, insomma, del genio altrui. Anche un po’ matto, occorre dire, tanto che una volta (c’è da compatirlo) ha persino cercato di contattare Page per discutere di royalties e soldi. Page, ovviamente, manco gli ha risposto. Magari, nel tempo, i quattro gli hanno allungato un po’ di talleri sottobanco; e lui ha accettato. Anche questo non posso saperlo. Se li ha accettati, però, ha fatto bene. Nella vita, infatti, ci sono due leggi inderogabili, ed è bene che tutti, prima o poi, vi si rassegnino (credetemi, ci si guadagna in salute). La prima: la giustizia degli uomini si acconcia sempre ai vincitori, al potere e ai talleri (o ai dobloni o alle sterline). Qui il potere è rappresentato in forma di dirigibile Zeppelin. La seconda la desumiamo da una battuta del film “L’uomo Che Uccise Liberty Valance”, di John Ford: “Quando la realtà incontra la leggenda è sempre la leggenda a vincere“. 
E così sia.

© RIPRODUZIONE RISERVATA 


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