Luka: “First Steps of Letting Go” (2020) – di Michele Faliani

Quando, qualche giorno prima di Natale, il postino si è presentato con un pacco di cartone rigidissimo delle dimensioni di circa un metro quadrato, completamente sigillato con un nastro da pacchi zebrato, credevo che avesse sbagliato destinatario. Invece nel pacco c’era (imballato alla perfezione per evitare che il trasporto piegasse accidentalmente la copertina), il long-playing di debutto di Luka, bellissimo fin dall’aspetto: copertina gatefold con i testi trascritti nella parte interna, e vinile bianco latte. Lisa Lukaszczyk è una bella ragazza nata a Città del Capo poco più di 20 anni fa, di chiare origini polacche che vive da qualche anno nei Paesi Bassi, precisamente a Rotterdam, e che ho avuto il piacere di portare in concerto a Livorno nel 2018, quando “First Steps of Letting Go” (2020) era ancora allo stato embrionale, l’unico titolo disponibile nella sua discografia era l’EP “Welcome, Generation Everything” e la accompagnava il batterista e percussionista Joost Wesseling.
Nel disco, invece, alla batteria e ai rumori (chiamati nelle note copertina soundscapes, come Robert Fripp chiama le sue nubi sonore create alla chitarra) c’è Wallis Salomé, a testimonianza che sì, Luka è una band, ma è una gruppo aperto e tutto ruota intorno a Lisa, autrice dei brani e polistrumentista. Il disco, pubblicato dalla Snowstar, è secondo me il disco più bello del 2020: un gioiellino che si sviluppa su dieci canzoni e su 37 minuti e mezzo di indie-pop mescolato con elementi di folk ed elettronica. Si sentono echi di Radiohead come nell’iniziale Lost Today / Found Tomorrow ma viene alla mente anche Bon Iver nella splendida Without U, tutta costruita sull’intreccio fra sintetizzatori e percussioni, o l’influenza di certa new wave nel pezzo a mio avviso più bello dei dieci, First Steps, un pop-rock sporco e grintoso dalle dinamiche superbe.
Ma quello che stupisce, oltre alla ricerca quasi maniacale del suono perfetto, è che in questo disco non c’è niente che è “troppo“. Tutto è dosato impeccabilmente, senza nessuna sovrapproduzione, senza nessuna esagerazione. Ci sono un paio di canzoni smaccatamente pop come Same Song o Underwater che sono irresistibili, ci sono l’eterea Nightcap e il dream-pop di Anywhere, c’è la bellissima voce di Lisa che in Tiptoe cita addirittura Wes Anderson. C’è tutto quello che serve per “sedersi e non fare altro che ascoltare. Se vi lasciate guidare meno dal vostro ambiente, dove pensate di dover costantemente fare qualcosa, e date ascolto a quello che vi viene da dentro, potrete scoprire davvero quello che vi rende felici”.

Luka: “First steps of letting go” (Snowstar Records 2020).
1. Loat Today/Found Tomorrow. 2. Same Song. 3. Tiptoe (featuring YORI).
4. Numbers. 5. Without You. 6. Nocturnal Animals. 7. First Steps.
8. Underwater. 9. Nightcap. 10. Anywhere.

Foto e articolo di Michele Faliani © tutti i diritti riservati
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