Luciano De Crescenzo: “Zio Cardellino” (1981) – di Riccardo Panzone

La leggerezza con cui Luciano De Crescenzo, intercalando grandi autori del passato a gustosi “fattarielli” della Sua Napoli, ha reso la filosofia leggera e fruibile, è paragonabile soltanto alla stessa operazione posta in essere da Indro Montanelli con la sua “Storia d’Italia”. Luciano De Crescenzo lascia ai posteri la voce sapiente di un grande letterato, inizialmente prestato all’Ingegneria (per di più informatica), e l’ironia di uomo di grande vitalità che riconosceva, anche in tarda età, la forza benefica de “La Distrazione” (romanzo del 2000), opposta alla pochezza del quotidiano. Dall’amata speculazione filosofica anti-dogmatica, De Crescenzo ha imparato, insegnando al mondo intero, che nella vita il ruolo che compete all’uomo cosciente della propria forza intellettuale, è quello di “sacerdote del dubbio”, che soltanto domande continue stimolano la crescita, che bisogna sempre diffidare della banalità di uomini portatori di certezze e verità assoluta. De Crescenzo, tra le innumerevoli attività artistiche, è stato anche regista, collezionando delle piccole opere”, tendenzialmente di nicchia estrapolate dalla Sua Letteratura, in cui lui stesso ha interpretato la parte di ‘O professore Bellavista, accompagnato da presso dalla sua piccola corte Socratica composta dal portinaio e dal netturbino di quartiere: “Così parlo Bellavista” (1984) e “Il mistero di Bellavista” (1985) sono le due pellicole principali di De Crescenzo che vedono la partecipazione anche di grandi attori quali Isa Danieli, Renato Scarpa e Marina Confalone. Tra le Sue tante uscite letterarie, tutte di respiro internazionale, ci piace ricordare “Zio Cardellino” (pubblicato nel giugno 1981), uno dei pochi libri di De Crescenzo strutturato in intreccio narrativo, che resta nel nostro cuore per la delicatezza del personaggio e la profondità dell’argomento. Luca Perella, da poco assunto presso una grande multinazionale nel ruolo di impiegato, sentendosi ingabbiato da quella vita fatta di gesti ripetitivi e atteggiamenti stereotipati, un bel giorno inizia di colpo a cinguettare e sbattere le braccia a mo’ di ali. Le stranezze del protagonista lasciano senza parole gli adulti: familiari e colleghi di lavoro iniziano ad isolarlo fino a quando Luca Perella non perde il posto di lavoro. L’unica che, nella sua profonda innocenza, rimane accanto a Luca è la nipotina di nove anni che ribattezza quel bizzarro parente, appunto, “Zio Cardellino”. Il romanzo dal sapore agrodolce, si conclude con lo “Zio Cardellino” che spicca il volo da una finestra… metafora amara che sancisce l’ultimo atto di un uomo probabilmente stanco della vita. Luciano De Crescenzo ha spiccato il volo verso altri lidi, probabilmente controvoglia, lo scorso 18 luglio: nell’immaginario Cristiano dell’aldilà, con certezza, sarà già impegnato a disquisire di etica e morale passeggiando sottobraccio al suo amato Socrate.

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