Luca Rovini: “Figure Senza Età“ (2017) – di Luca Paoli

Nell’anno appena passato in Italia abbiamo potuto apprezzare parecchie uscite discografiche indipendenti di ottima qualità. Vari dischi, molto validi, sono usciti in ambito Rock, Folk, Blues, Jazz e Progressive/Rock. Questo a confermare (semmai ce ne fosse bisogno) che anche nel nostro Paese si produce ottima musica. Bisogna saperla cercare però, perché purtroppo i prodotti di qualità non vengono quasi mai pubblicizzati da Radio e TV. Fortunatamente c’è Internet che ci viene in aiuto. Oggi vogliamo occuparci di “Figure Senza Età“ di Luca Rovini, quarto album della sua discografia (incluso l’EP “Fuckin Bloody Folk” del 2013), sempre di notevole spessore artistico. Un cantautore sensibile e nello stesso tempo critico nel raccontarci la vita di tutti i giorni con le sue gioie e i suo dolori. Autore di splendide ballate cantate in italiano (questo è un particolare non indifferente) ma con un suono che profuma di Texas, di deserto e dei suoi artisti migliori come Guy Clark, Edward Bunker e Townes Van Zandt… ma anche della grande tradizione del cantautorato nostrano (De Gregori & co.).  Un suono per lo più acustico, con pochi strumenti ad accompagnare la voce espressiva di Luca e con la chitarra che accarezza la melodia sostenuta da una batteria discreta quanto precisa. Registrato presso Big Green di Pisa e prodotto dallo stesso Luca Rovini con Stefano Cudia (presente anche alla chitarra acustica ed alla chitarra slide, si presenta così con la nota di copertina: “Queste canzoni sono figlie dei bambini che devono scappare dalle bombe e lo sono anche di questa povera Italia che non è diventata quella che volevano i nostri nonni, quando l’hanno salvata molto tempo fa. Queste canzoni sono figlie del mio tempo o di un tempo remoto, sono figure che si muovono. In certi giorni mi piace credere che siano figure senza età”. I dodici brani che compongono l’album sono stati testati e suonati on the road da Luca e la sua band centinaia di volte e sempre per il piacere di condividere l’amore per la musica e la passione con quegli amici che, come dice lui “incontro lungo la strada”. Ascoltiamo allora Corri Uomo Corri“che piacere rivedersi sulla strada fra i bicchieri tra le nuvole di fumo un domani e molti ieri”; e poi le belle ballate Fermando La Notte e Ti Porto Per Mano; il sound travolgente di Boogie Finchè Mi Va; Companeros, struggente brano con un ottimo intervento di Mike Perillo alla tromba e una bella chitarra pedal steel suonata da Paolo Ercoli; la title track Figure Senza Età, ballata Country con un intrigante dobro sempre di Paolo Ercoli a ricamare sulla  melodia; Tutto Quel Che Resta, con un intreccio di chitarra  slide ed acustica ed un’armonica a bocca che sbuffa come una vecchia locomotiva a vapore… il Folk’n’Roll di Vite Di Contrabbando. Piace molto anche Disperati In Cerca Di Una Via, traduzione ed adattamento a cura di Luca Rovini del celebre brano di Guy Clark. Fino Al Mattino commuove, in bilico tra la canzone d’autore Italiana e quella roots americana e, a concludere, L’ultimo Hobo che: una commossa dedica al compianto Carlo Carlini, promoter e grande appassionato di musica americana… “E lo vedevo fumare sotto un basco da pittore / E bere grappa e regalare un’emozione / Di una balera italiana / E lo videro volare / Con Elvis che cantava. Un gran bel disco che soddisfa sia gli amanti della musica d’autore italiana sia chi ascolta musica roots americana. Ora Luca ha formato una nuova band. Luca Rovini & Companeros, che propone, in versione elettrica, il suo repertorio. Una Guitar Band impreziosita dal polistrumentista americano Peter Bonta, con un passato di chiara fama, essendo stato tra i fondatori dei Nighthawks di Mark Wenner e Jimmy Thackery e priotagionista di altre centinaia di collaborazioni e dischi. Se li incrociate lungo la strada non fateveli scappare, sono uno dei gruppi italiani più interessanti di questo periodo. Ora li attendiamo anche su disco.

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