Luca Milani & The Glorius Homeless: “Fireworks For Loonely Hearts” (2016) – di Bartolo Federico

Ci sono un mucchio di cose che mi somigliano in “Fireworks For Loonely Hearts”, un disco di Luca Milani & The Glorius Homeless uscito nel 2016. Cose che mi sono portato in giro nella notte, strette al cuore. I confini perduti, gli orizzonti mai raggiunti, il buio e la tristezza, che ti coccola come fosse tua madre. La strada, i jukebox, i cinema di periferia, la pioggia che ti bagna le labbra, e una stella cadente, che ad averla non fa mai male. Ti meravigliano queste canzoni per quel piglio bastardo che hanno dentro, mentre suonano quei due tre accordi che hanno fatto grande il rock’n’roll. Questo è il luogo dove dormono gli angeli quando il diavolo è in cerca della sua bottiglia di liquore, e tu malconcio ti sei infilato in un vecchio motel con la testa piena di sogni, inzuppato di malinconia e, nella notte, quando ti risvegli da quel sonno senza pace e scruti fuori dalla finestra, li vedi nascosti nelle ombre come fuggiaschi alla Jesse James, correre a testa bassa per le strade secondarie. Uomini costretti a viaggiare sottovento e nella melma, per salvarsi la vita. È una città maledetta questa, specie se hai fatto il pieno di amarezza, e le cose possono solo peggiorare. Allora te ne vai dove qualcuno possa ascoltare i battiti del tuo cuore, e lo avverti fin dentro le ossa che queste canzoni sono casa tua, che stanno parlando di te e dei tuoi sogni. Dopo, anche se le nuvole hanno coperto il cielo, non hai più bisogno di nessuno. Steso nel buio hai messo queste melodie sotto il cappello, ed è a loro che svelerai i tuoi segreti battendo un bicchiere sul tavolo; quando al mattino schizzerai in strada con quel tuono nel cuore e gli occhi che brillano, non avrai più rimorsi, né paure. Sai però che fin quando le ferite non si saranno rimarginate, non tornerai più nella parte più buia dell’oscurità senza queste melodie e quella rosa rossa liscia e profumata, riservata e minacciosa.

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