Luca Giuoco: “L’Oracolo Di Berlino” (2018) – di Gianluca Fregni

Non ci ho capito niente, ma mi piace. Questa è stata la reazione la prima volta che ho visto il finale di “2001: Odissea Nello Spazio” e tutte le volte che l’ho rivisto. Ascoltando questo disco la sensazione è stata simile, anche se, è ovvio, stiamo paragonando un capolavoro della storia del cinema con il debutto di uno sperimentatore elettronico e, le grandezze in campo, non sono comparabili. Detto questo, “L’Oracolo Di Berlino” mi ha trasmesso una sensazione affine al finale, come un assemblaggio di frammenti di memoria rimasti incastrati in un hard disc, una realtà sospesa, dove il tempo storico e il tempo mitico convivono, nell’attesa del finale, che è per sua natura apocalittico e definitivo. Le premesse di questa apocalisse sono già contenute nei frammenti vocali campionati dal musicista torinese, provenienti da registrazioni di stazioni radio durante la guerra fredda. I comandi sono meccanici, solo numeri, in tedesco, con voce asettica, scanditi chiaramente, e domina lo zero, in tedesco: Null. La ripetizione è ossessiva, opprimente. Questi dovevano essere messaggi cifrati trasmessi dai vari servizi segreti, si pensa principalmente del blocco sovietico e nel tempo sono diventati un culto tra gli appassionati di teorie della cospirazione ma anche tra musicisti internazionali e sono anche stati pubblicati ufficialmente su CD. Luca Giuoco appartiene a quella schiera di sperimentatori undeground che per anni ha costruito reti sotterranee in tutto il mondo, basate principalmente sullo scambio di nastri, e prima ancora sulla mail art. L’impianto sonoro è quindi quello del primo industrial e di tutte le sue evoluzioni e, quindi, da una base più minimale, costruita su suoni di synth, passiamo a strutture elettroniche più articolate, influenze new wave e kraut, ambient e cyber. “L’Oracolo Di Berlino” non guarda però al futuro… non un disco di ricerca contemporanea ma uno sguardo alle varie idee di futuro che si sono alternate negli ultimi 30 anni, con passione, cura e un tocco di esperienza. Può esserci un altro futuro, o una visione di futuro propria di questi tempi, o abbiamo abbandonato tutti la speranza per rifugiarci nel passato? Questa è solo una riflessione, che prescinde dal buon lavoro fatto da Luca Giuoco, valutato ancor più positivamente, visto che si tratta di un esordio… ma vuole essere uno spunto in generale, perché forse a forza di “Retromania” sta finendo anche il passato da cui attingere.

Luca Giuoco: “L’Oracolo Di Berlino” (Seahorse Recordings)

Tracklist: 1. L’Oracolo di Berlino / 2. La Sfinge di Ferro / 3. Die Glocken /
4. La Sacerdotessa Elettrica / 5. La Macchina della Solitudine /
6. L’Abbattimento della Sfinge / 7. La Sacerdotessa Elettrica II /
8 Die Glocken II / 9.  L’Oracolo Muto / 10. The German Lady.

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