LOmB: “Cuts” (2018) – di Gianluca Fregni

Si è parlato molto negli anni della scena di Catania, negli anni novanta e ancora nei duemila, nomi come Uzeda e Flor, il fatto che la città siciliana fosse tappa di tour di artisti internazionali, ma forse c’è molto altro da scoprire; d’altronde se di scena si parla, doveva pur esserci qualcosa di più di due band e basta. LOmB, ovvero Giuseppe Lombardo è un veterano di quella scena ed è stato parte di band come Gothic Angels e poi Nerve’s Korut, con all’attivo collaborazioni con produttori artistici come Don Zientara (da ricordare i suoi lavori con i Fugazi) o Tony Carbone dei Denovo o, ancora, i Plank, prodotti da Agostino Tillotta degli Uzeda e i Baffos, gruppo che non ha pubblicato nulla ma ha aperto per Sonic Youth, Wire, Old Time Relijun e Melt Banana, oltre ad avere collaborato con Cesare Basile. Insomma, è un piacere solo leggere il curriculum del cantante catanese, ed è un piacere maggiore ascoltare il suo album di esordio solista, “Cuts”, quello che si può dire, un disco della maturità. I Don’t Wanna Call You è il singolo che presenta l’album e ci porta in un mondo da cantautore alternativo e oscuro, figlio dell’Americana degli ultimi anni come di classici quali Nick Cave e tutto il giro che ruotava intorno all’artista australiano. Who Knows è davvero suggestiva, voce effettata ed incedere funereo come il Leonard Cohen di Last Year’s Man e poi ancora What Does It Matter? che ricorda il migliore Howe Gelb. D’altronde, le radici sono quelle e quello il mondo di riferimento, ma Giuseppe Lombardo non trasforma questo in qualcosa di maniera, nel regno di “mi minore” e “la minore” e leva il Bigsby, giusto per rendere l’atmosfera ma fa qualcosa di più a livello sia compositivo, sia di interpretazione e arrangiamento. Sono “canzoni dolorose”, come afferma lo stesso artista, ma dentro c’è qualcosa di vivo e personale: non è poco di questi tempi e, anche musicisti con curriculum più prestigiosi, spesso indugiano nell’autocompiacimento… ma questo non è il caso. Non abbiamo idea di come il mondo possa accogliere questo disco, ma un ascolto lo merita, e anche di più. Interessante anche il suono e la produzione lo-fi in un brano come Princess, la scelta di rimanere scarno ed essenziale, anche con qualche rumore di fondo che permette alla voce di essere viva ed espressiva in ogni nota e sfumatura. Abbiamo trovato (o, ritrovato) un grande singer/songwriter, non resta che seguire i suoi sviluppi ed ascoltare senza pregiudizi: in fondo anche i grandi artisti, Nick Cave su tutti, avevano dei modelli (Leonard Cohen, Scott Walker) ed è quindi normale e giusto che LOmB possa inserirsi in questo filone.

LOmB: “Cuts” (Seahorse Recordings 2018)

Tracklist: 1. I don’t wanna call you. 2. Who knows?.
3. What does it matter?. 4. Five years. 5. Princess.
6. Go away from my dreams. 7. The moon is gone (hidden) behind the house.
8. Mario. 9. This is not a song written for you.

Giuseppe Lombardo: chitarre acusticha ed elettrica, armonica, percussioni.
Paolo Messere: arrangimenti digitali e fx, chitarra elettrica, basso.
Mr Red: batteria.

I don’t wanna call you: videoclip di Sebastiano Pavia.
Produzione e missaggio: Paolo Messere (Studio Seahorse Recordings Siracusa).
Progetto Grafico: Behance.

Distribuzione: Audioglobe – CD & Digitale.

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