Piero Calamandrei: Lo avrai camerata Kesselring (Epigrafe “ad ignominia”) – di Benito Mascitti

25 aprile 2019Oggi la lettura – o rilettura –  di questi versi di Pietro Calamandrei, privi d’odio o di cieca rivalsa vendicativa, per chi ancora conserva umanità e discernimento è un’esperienza emotiva dolorosa ma liberatoria e carica di speranza. La lettura porta con sé l’odore degli alpeggi, e quello del sangue dei martiri innocenti, i colori del cielo terso e quelli bui delle celle e delle stanze di tortura. Per chi ancora conserva la dignità d’essere umano, al di là delle convinzioni politiche, non può sentire altro che dolore e speranza. Dopo settantaquattro anni da questi tragici fatti però, chi ancora discerne, si rende conto che il riscatto che donne e uomini come Calamandrei ci donarono consegnandoci la Libertà, la Repubblica, la Carta costituzionale… è morto con la progressiva distruzione d’ogni Giustizia, annegato nella corruzione, nella prevaricazione dei più deboli, nel delirio d’onnipotenza da impunità e in ogni altra orrida manifestazione di cui l’essere umano può esser capace. La speranza invece è ancora viva… non potrebbe essere altrimenti nell’animo di uomini e donne che ancora conservano valori opposti alla barbarie. Speranza nel futuro davvero difficile da mantenere, vista la distruzione di ogni valore, sotto i colpi impietosi di  una classe dirigente corrotta e trasversalmente complice nel massacro della Libertà e della dignità di questo Popolo. Quei ragazzi che pur nel dolore assaporarono l’ebrezza impareggiabile della ritrovata Democrazia, non esistono quasi più e al loro posto ce ne sono altri, di altre “nuove” generazioni, che per la maggior parte ignorano la lezione della Memoria, non conoscono la Storia, non sentono quelle emozioni indispensabili per prendere in mano la propria esistenza. Sono i figli di questa sventurata Nazione, privati della speranza di un futuro di dignità, ridotti in povertà e somma ignoranzaspinti da una società putrefatta verso l’insensibilità, l’arroganza e la simulazione dei comportamenti più incivili e barbari, con l’illusione di godere della stessa impunità di quelli che dovrebbero aiutarli a crescere da umani e che invece li massacrano come bestie. Questa Nazione, è indubbio, ha bisogno di riscatto, di una nuova speranza… di una nuova Resistenza

“Lo avrai / camerata Kesselring / il monumento che pretendi da noi italiani
ma con che pietra si costruirà / a deciderlo tocca a noi.
Non coi sassi affumicati / dei borghi inermi straziati dal tuo sterminio

non colla terra dei cimiteri / dove i nostri compagni giovinetti / riposano in serenità
non colla neve inviolata delle montagne / che per due inverni ti sfidarono
non colla primavera di queste valli / che ti videro fuggire.
Ma soltanto col silenzio dei torturati / più duro d’ogni macigno

soltanto con la roccia di questo patto / giurato fra uomini liberi
che volontari si adunarono / per dignità e non per odio
decisi a riscattare / la vergogna e il terrore del mondo.
Su queste strade se vorrai tornare ai nostri posti ci ritroverai 
morti e vivi collo stesso impegno / popolo serrato intorno al monumento
che si chiama / ora e sempre / Resistenza”.

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Un pensiero riguardo “Piero Calamandrei: Lo avrai camerata Kesselring (Epigrafe “ad ignominia”) – di Benito Mascitti

  • Aprile 28, 2015 in 3:35 pm
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    ma lo sai che la lapide di questa epigrafe é stata messa sul palazzo comunale vecchio
    di Borgo S. Lorenzo nel mugello in toscana????…..ti metto la foto in magazzini inesistenti ….l’ho letto ora…..cia’ e bentornato el

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