Liturgia di un orrore annunciato – di Algaia Rosso –

 

“ Allāhu Akbar” hanno gridato nella sede parigina di Charlie Hebdo, e hanno sparato con i loro kalashnikov: dodici morti, otto feriti di cui quattro gravissimi. Morto Charb (Stephane Charbonnier) direttore della rivista, morti Georges Wolinski, Cabu (Jean Cabut) e Tignous (Bernard Verlhac); tutti illustratori e vignettisti, autori “colpevoli” di alcune fra le più provocatorie illustrazioni satiriche sull’integralismo islamico.
Coco, un’altra redattrice e vignettista di Charlie Hebdo, ha aperto il portone della sede del giornale digitando il codice numerico di sicurezza, costretta dalla minaccia violenta e determinata contro di lei e sua figlia. “Parlavano perfettamente francese” ha detto… “hanno rivendicato di essere di
Al Qaeda“.  In cinque minuti si è consumata una strage, dopo l’eliminazione con un’esecuzione da SS i due poliziotti di guardia all’entrata.
Ora, tra i mass media, si sta consumando invece il consueto rituale di indignazione, tristezza, riprovazione, biasimo, disgusto… messa in onda continua e a raffica delle stesse scene di violenza, accompagnate dai soliti commenti “a caldo” e “a freddo” degli amici, dei parenti, dei testimoni, dei colleghi illustratori e giornalisti, delle personalità politiche, ecclesiastiche, mondane… e della gente comune che segue le news.
Diciamoci la verità: lo sapevamo. Lo sapeva perfino Charb che, in una delle sue ultime copertine, aveva disegnato un talebano con l’aspetto di un pazzo  sotto il titolo TOUJOURS PAS D’ATTENTATS EN FRANCE – che, con l’indice alzato, commenta in due diversi fumetti: “Attendez!” e “On a jusqu’à la fin janvier pur présenter ses voeux”.
Lo sapevano i vignettisti, i giornalisti, i politici, i poliziotti, il Papa… e lo sapevamo pure noi gente comune. Se ne parla da mesi, in cui siamo stati allenati all’allarme con scene di decapitazione, rapimenti, violenze, minacce. Tra gli innumerevoli titoli giornalistici si legge: “Hanno attentato alla libertà!!!” … “L’attacco dimostra quanto sia temuta l‘arma della libertà di espressione!”
C’era bisogno di questo massacro per capirlo? Non bastava osservare come conciano le loro donne? Non era sufficiente captare attentamente tutti i segnali che da anni stiamo percependo con un’indifferenza mostruosa? Non occorreva forse penetrare con maggiore volontà di lettura nelle modalità quotidiane di vita, di guerra, di sterminio, di aberrazione culturale e psichica che ci hanno mostrato? Si tratta di “fondamentalisti”, gente disposta a tutto pur di imporre la propria visione del mondo. Non si tratta soltanto degli adepti dell’ISIS, ma di tutta una categoria di pensiero vetusta e pericolosa che farebbe fare alla nostra società tanto “evoluta” un balzo indietro nell’alto Medioevo, semmai fosse vincente.
Forse non molti sanno che quando Teodosio, con l’editto di Tessalonica, dichiarò il cristianesimo “religione di Stato”, per circa due secoli, finché non si fu certi che la nuova forma mentis fosse attecchita, furono perpetrati dai “fondamentalisti” cristiani del
V secolo assalti e distruzioni di templi, are sacre, modi, costumi, usanze, feste, rituali. Alla fine del paganesimo non rimase nulla. Ci vollero quasi mille anni prima che, dallo studio degli Umanisti, rifiorisse l’interesse per un mondo che sembrava ormai perduto ma che covava (e brucia ancora) sotto le ceneri dei massacri ammantati dall’oblio.
Il loro è un mondo diverso che si oppone a un altro, il nostro. Quel mondo che ci permette di ridere, fare satira, mostrare i nostri corpi nudi, esercitare quello che chiamiamo libero arbitrio.
Questa orrida marea montante risulta anche un buon servizio a chi vuole che prevalgano diffidenza, paura, odio verso i diversi. Odio degli uni contro gli altri, tra coinquilini dello stesso pianerottolo, mentre si sale insieme in ascensore, mentre si accompagnano i figli a scuola.
A qualcuno non va bene che tanta congerie umana si mescoli e conviva. I “lupi solitari” si sentono islamici… non francesi, tedeschi o italiani. Preferiscono dirsi iracheni, siriani o malesi e scelgono di essere addestrati a uccidere, piuttosto che accettare di vivere nella società in cui sono nati e cresciuti.

charliehebdodartqe

Ci sarebbe da chiedersi perché e tentare di capire che se da una parte si vive di sangue e orrore, dall’altra forse non va tutto così bene come i padroni del vapore vogliono farci credere, rassicurandoci sulla nostra protezione, svuotandoci le tasche in nome di un
Dio Denaro che non differisce molto dal Dio fantoccio degli integralisti islamici, imbottendo il nostro cervello  di false informazioni, di idiozie, ricatti, frustrazioni, malattie; depredandoci dei nostri costumi, del nostro patrimonio culturale, del nostro pensiero.
Siamo messi male… comunque vada, ci stanno privando, in un modo o nell’altro,
o tentano a più riprese di farlo, della libertà e del discernimento. Cerchiamo dunque di non farci trascinare dall’onda emotiva esacerbata dall’informazione ufficiale, restiamo padroni della nostra mente, affinché nessun pazzo, di qualsiasi provenienza e da qualsiasi pulpito, possa imporci un modo altro di condurre la nostra esistenza.

.

.

 

2 pensieri riguardo “Liturgia di un orrore annunciato – di Algaia Rosso –

  • Gennaio 8, 2015 in 5:33 pm
    Permalink

    …….Si tratta di “fondamentalisti”, gente disposta a tutto pur di imporre la propria visione del mondo. Non si tratta soltanto degli adepti dell’ISIS, ma di tutta una categoria di pensiero vetusta e pericolosa che farebbe fare alla nostra società tanto “evoluta” un balzo indietro nell’alto Medioevo, semmai fosse vincente. – See more at: http://www.magazzininesistenti.it/liturgia-di-un-orrore-annunciato-di-algaia-rosso/#sthash.QNzJU2Tw.dpuf
    ……
    ormai le nuove armi sono queste…..ma finchè ci sarà gente che con una vignetta…un articolo denuncerà …benvenga…e anche se siamo “in democrazia” non scordiamoci che tutto è forse già scritto…..e noi ancora non lo sappiamo…..la cosa che mi stupisce in fondo non costava nulla è stata la “non mobilitazione” generale per il diritto all’informazione o alla scrittura proprio come sto facendo ora io…..questo non me lo aspettavo…..

    Risposta
    • Gennaio 9, 2015 in 2:20 pm
      Permalink

      Sono completamente d’accordo con te.
      Diciamo che siamo in guerra. Loro lo sanno, noi no.
      loro usano le loro armi, noi dobbiamo usare le nostre. isolarli e circoscriverli, presentarli per quello che sono e, sopratutto, non rinunciare mai alla nostra visione di un mondo libero e solidale.

      Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.