L’IO: La Napoli dei cantautori torna alla ribalta – di Maurizio Garatti

L’Italia dei Cantautori è sempre vivaForse meno appariscente di prima, schiacciata da troppi e inutili Talent Show, ma comunque sempre pulsante e attenta alla realtà che ci circonda; e quando sul mio piatto gira un disco come quello di Flavio Ciotola, in arte L’IO, un sorriso si disegna sul mio viso, e i pensieri si fanno meno cupi.

Tracklist
1 Zero2 Quando sbagli3 Resta poco tempo4 Ma quanto è bello tradire.
5 Ridere per vivere6 Spiegami perché mi innamoro sempre delle troie.
7 Buongiorno un cazzo8 Vela e motore9 Al momento sbagliato.
10 Chiamo rivolta11 Difetti perfetti.

Siamo ancora in grado, musicalmente intendo,
di proporre Artisti che vanno oltre il semplice apparire?
La chiave di lettura di questo bel debutto discografico è la spontaneità. Quella che ha fatto la fortuna di tutta una serie di Cantautori (diciamo di cantastorie, nel senso letterale del termine) attivi dagli anni ’60 in poi; e con questo disco ritroviamo in un certo modo quel mondo. Certo, riveduto e corretto, d’altra parte siamo nel 2015, ma la verve e il senso musicale sono rimasti quelli… ma, andiamo con ordine.
Chi è L’IO?Flavio Ciotola in arte L’IO è un cantautore italiano. Nato a Napoli il 14 Marzo 1984.
Flavio, che era già stato fondatore della band Nube di Oort e chitarrista dell’Altro Parlante, nell’ottobre del 2014 crea il progetto solista L’IO. Sceglie tale pseudonimo non solo per il significato profondo del termine ma anche perché il progetto nasce in completa solitudine. Sempre nell’ottobre del 2014 firma un contratto discografico con Seahorse Recordings e inizia a realizzato il suo album di debutto.
Nel disco, batteria a parte, tutti gli strumenti (chitarre, synth, bassi, tastiere, xilofono, voci, cori…) sono stati registrati da Flavio. L’album, intitolato BonTon, è stato realizzato a Pescia Romana (VT), grazie al produttore Paolo Messere; ed è uscito il 3 giugno 2015 per Seahorse Recordings, con distribuzione Audioglobe… Questa, in sintesi, la sua scheda.

Ho anche avuto il piacere di chiacchierare con lui, ecco cosa mi ha raccontato:

Ciao Flavio, complimenti per l’Album, davvero bello
“Grazie Mille. I complimenti fanno sempre molto piacere”.
Ascoltando attentamente il disco ho avuto l’impressione che tu ti ricolleghi in qualche modo ai cantautori del passato, nel senso qualitativo del termine.
“Ti ringrazio. La cosa non è propriamente voluta, nel senso che non è una scelta cosciente, ma è un termine di paragone che mi lusinga”.
In te ho risentito la tradizione cantautorale napoletana tipica degli anni ’70, quella legata a Edoardo Bennato.
“Beh, questo è un grosso complimento. Parlando di cantautori napoletani, quelli moderni intendo, io mi sento effettivamente sullo stesso lato della strada di Edoardo. Ho il massimo rispetto per i grandi come Pino Daniele, e altri ancora, ma il mio lato è quello”.
Diciamo che sei un classico partenopeo anomalo, come lo è Bennato.
“Si, esatto, è quello che voglio dire”
Quale è il tuo approccio musicale? Come scrivi i tuoi pezzi?
“Mi baso molto sull’istinto. Attingo a quello che mi circonda. Prendo la chitarra e inizio a suonare.
Il resto viene da se. E’ una cosa molto istintiva appunto, amo ascoltare ciò che dice la gente, e alla fine la canzone esce di getto”.

Nell’attuale panorama musicale, quali sono gli artisti che ti piacciono? Quali sono i dischi che girano sul tuo lettore?
“Se devo citare un nome, direi in assoluto Carmen Consoli. Una che ha molto da dire, e lo dice nel modo giusto”.
Anche lei, come te del resto, appartiene alla vecchia scuola di pensiero, almeno per quanto riguarda la musica.
“Si, proprio così. Molto lontani dai Talent Show e dai loro prodotti patinati e standard”.
E’ difficile per quelli come te ritagliarsi uno spazio. Una volta lo era molto meno. Se arrivavi a incidere un disco, era più semplice farlo conoscere. La stampa specializzata era più varia e presente, le radio libere disponibili…
“Si. Oggi è tutto più difficile. Ti affidi a youtube e a riviste come la vostra, cercando di presentare la tua proposta musicale. E’ complicato”.
Come intendi promuovere l’Album?
“Con i concerti. L’attività live è importantissima. Si prende e si va in giro a suonare, cercando di raggiungere più persone possibili”.
Allora spero di vederti presto in concerto.
“Sarebbe fantastico…”.
A presto allora
“Ciao, e grazie”.

L’IO è una realtà musicale che vale la pena di conoscere…

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