Linda Collins: “Tied” (2021) – di Alessandro Freschi

Smell this stretch of road, clear out the buildings of compromises. Just saying we already know, we’re TIED toghether”. Sebbene siano solamente in quattro dietro di loro si muove un iridescente mondo di emozioni sonore. Preceduto dai singoli Kids#1 e Sometimes, caldeggiati in rete dalle immagini suggestive dei relativi videoclip, il 22 gennaio 2021 sarà distribuita dalla Urtovox Records l’opera prima della formazione torinese Linda Collins intitolata “Tied”. Collettore di compositi riflessi armonici e di eccentrici background il progetto percorre abilmente diagonali creative che lambiscono ardimentose contaminazioni sospese tra indie-pop, post-rock e pulsazioni electro. A dar manforte alla line-up di base composta da Alberto Garbero (chitarre), Massimiliano Esposito (synth), Vincenzo Morreale (basso) e Pietro Merlo (batteria) interviene una nutrita schiera di talentuosi artisti legati a doppio filo con il panorama alternative tricolore che risulta di imprescindibile valore nella sperimentale economia del laboratorio musicale.
Così se Ramon Moro fa la sua elegante irruzione nel disegnare visionare traiettorie “hasselliane” con la sua magica tromba (si ascolti a tal proposito, l’ottima Linda) e Luigi De Palma scandisce con i battiti del suo basso i distesi orditi di First Step#1, a metterci la faccia e soprattutto la voce nel materializzare il pensiero Linda Collins (rigorosamente in lingua inglese) si alternano in corso d’opera Jackeyed (del collettivo Megaphone), SavantPunk, Karyn Nygreen e Neverwhere. È un fil-rouge raffinato a legare le dieci istantanee di “Tied” animate da sottili ondulazioni oniriche e inquiete rifrazioni nostalgiche in un itinerario narrativo che non conosce derive di disturbo.
L’importanza di cristallizzare all’interno di una serie di composizioni il presente per ritrovarlo intatto in tempi futuri è il leitmotiv che ha spinto il collettivo a ritrovarsi in sala d’incisione per dare vita a quest’opera di pregevole spessore. Tra i passaggi più rappresentativi del disco si segnalano Overrated#1, First Step#2, il singolo apripista Sometimes, oltre al sopracitato intermezzo strumentale Linda. Una partenza quindi con il piede giusto per i Linda Collins, abili nel riuscire a tradurre in un unico pensiero le multiformi espressioni di una carovana in perpetuo movimento.

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