L’ideologia dello stupro (Lorenzin e dintorni) – di Cinzia Farina

Goccia a goccia. Poco a poco. Prima la terra le piante e gli animali, il cielo il mare e l’aria. Per stare meglio, pulizia confort benessere, prima hanno detto (il boom era per tutti). Poi è stata la paura. Che ci derubino ci facciano del male ci ammazzino, hanno detto, nascondendo palate di soldi (il mio é mio e ne voglio sempre di più…) nelle tasche senza fondo e tra i vestiti. A poco a poco (torri, terrorismi, stragi, religioni, invasioni, cavallette, epidemie…), soggetti a un Ministero della Paura perennemente in funzione (viva Cetto La Qualunque, il profeta), abbiamo accettato ogni sorta di stupro alla libertà collettiva. Controlli, confini, proibizioni interdizioni. Limitazioni nel movimento. Muri e fili spinati. Ghetti e lager. Pratiche dissuasorie al confine tra pestaggio e tortura. Divieto di parola dissenziente. Divieto di pensiero. Radiazioni da Ordini e Albi, stigmatizzazioni dispregiative nell’ennesimo nuovo “ismo” sempre pronto alla bisogna. Abbiamo abdicato, tra manipolazioni e fake news costruite a tavolino, a ogni pensiero autonomo, a ogni tentazione di ricerca e verità. Accettato, circondati da occhi e orecchie elettroniche, ogni restrizione della nostra privacy. Bramosi ormai solo di un microchip sotto pelle che ci impedisca di perderci, che ci salvi… La pelle. Il corpo. Siamo arrivati a un punto tale di abuso da un lato e assuefazione dall’altro, che l’estremo limite del proprio corpo non vale più come confine inalienabile e inviolabile della propria vita e della propria libertà… ed è qui che si celebra il trionfo dello stupro divenuto ideologia. Per questo, aldilà del merito della questione, la battaglia sulla libertà di scelta in relazione ai vaccini non è una battaglia settoriale, ma varrà come discrimine decisivo. Segna un ante e un post. Sì, è vero, abbiamo accettato esperimenti invasioni e commerci odiosi sul corpo degli altri, degli emarginati del pianeta…. ma sottobanco e non per decreto. Adesso è spudoratamente esplicito. E non possiamo dire come altre volte di non vedere questo intreccio mortale fra politica corruzione e multinazionali, per il quale il nostro corpo, divenuto semplice generatore di profitti, ci viene sottratto nella sua inviolabilità. Sta a noi decidere se accettare passivamente o rifiutare questa ideologia capitalista dello stupro che ci obbliga a introdurre nel nostro corpo OGM e grani tossici in virtù di discutibili accordi commerciali, che pretende di tenerci attaccati a tubi e tubicini anche se non vogliamo, di decidere per noi se e come curare o prevenire le nostre malattie… Lo stato e le sue leggi devono fermarsi davanti al limite invalicabile del mio corpo e di quello dei miei figli.

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