Leonardo Fibonacci e il suono del Cosmo – di Riccardo Panzone

Che suono ha l’armonia cosmica? Il primo ad affermare la centralità del “numero”, quale archè (principio di tutte le cose) filosofico e ontologico fu Pitagora (570 a.c. – 496 a.c.) per cui qualsiasi fenomeno naturale era, sempre e comunque rappresentabile in termini numerici (“Tutto è numero”). L’armonia è davvero rappresentabile in termini numerici? Pare proprio sia così se, successivamente, fu Euclide a rappresentare in parametri concreti l’armonia geometrica del cosmo, traducendo graficamente le regole di proporzione generale in semirette costantemente in rapporto tra loro in cui, l’una è sempre la differenza e il completamento della successivaPer Euclide, alla base di tutto ciò che percepiamo come armonico, vi è questa differenza e questo gioco di compensazione. Leonardo Pisano, detto “Fibonacci” (11751235), infine, ha tradotto la teoria dell’archè numerico e geometrico in una serie numerica, partendo proprio dai presupposti di differenza e completamento di EuclideLa serie di Fibonacci, infatti, è un elenco di numeri in cui il seguente è sempre la somma dei primi due e, pertanto, i numeri precedenti si completano dando vita al terzo, e il secondo, tuttavia, è la differenza tra il terzo e il primoQuesta è la serie numerica che la natura suggerisce a Fibonacci e che rappresenta il principio fondante dell’armonia cosmica: 1, 1, 2, 3, 5, 8, 13, 21, 34, 55La serie numerica di Fibonacci può essere rappresentata graficamente attraverso la sua costruzione in quadrati successivi che, a seguito del collegamento degli angoli, da vita ad una spirale, inscritta nel rettangolo Euclideo, rappresentativa del cosiddetto PHI (1.61803): la “sezione aurea”Nel corso dei secoli, è stato dimostrato che la traduzione grafica di questa serie numerica corrisponde a quasi tutte le proporzioni esistenti in natura: la spirale di una galassia, di un tornado, il tunnel di un’onda, la proporzione dei petali di una rosa ed altro. La serie numerica di Fibonacci, tuttavia, può essere anche tradotta in musica: suonando su di un pianoforte, insieme, le note corrispondenti ai numeri di Fibonacci, il suono, sarà sempre e comunque, armonico, mai disarmonicoSulla scala cromatica, comprensiva dei mezzi toni (i tasti neri) infatti, i numeri 1, 5, 8 e 13 corrispondono alle note Do, Mi, Sol, Do e danno vita ad una proporzione perfettamente armonica che, rimane tale, anche facendo salire o scendere, progressivamente l’accordoSulla scala diatonica, priva dei mezzi toni, la stessa scala (Do, Mi, Sol, Do), sempre perfettamente armonica, corrisponde ai numeri 1, 3, 5, 8, sempre compresi nella sequenza di FibonacciL’accordo che sale e scende, inoltre, è perfettamente in armonia anche con altri numeri compresi nella sequenza di Fibonacci, suonati con l’altra mano, quali ad esempio 1, 1, 2 (Do, Do diesis, Re) o 13 e 21 (Do e Sol diesis). L’accordo “perfettamente armonico”, allora, non fa altro che rispettare le proporzioni armoniche della natura, come se, nel momento in cui suoniamo o ascoltiamo l’accordo suggeritoci da Fibonacci, non facessimo altro che accordare il suono primigenio del cosmo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.