Lee Ranaldo: “Electric Trim” (2017) – di Pietro Previti

Era da tempo che, almeno discograficamente, si erano perse le tracce dell’ex sonico Lee Ranaldo. Per “Electric Trim”, il suo dodicesimo lavoro in studio a partire da “From Here to Infinity” del 1987, il chitarrista, produttore, videomaker, poeta e scrittore americano ha fatto le cose decisamente per bene, avendo deciso di affidare i nove brani dell’album, registrati tra New York e Barcellona, al collaudato ingegnere del suono catatalano Raül “Refree” Fernandez, per poi pubblicarli per la mitica Mute Records, label che sta ovviamente nel cuore di tutti gli appassionati della band nuovayoykese. Per Lee si è trattato di un ritorno a casa, insomma, e non ne ha fatto mistero. Se si eccettua l’intermezzo acustico del 2014 (“Acoustic Dust”), per scovare l’ultimo lavoro del Nostro bisogna risalire al 2013, anno di pubblicazione di “Last Night on Earth” a nome di Lee Ranaldo & The Dust. Questa sigla esiste ancora, segno che è band vera e non solo di supporto come testimonia la presenza dello storico sodale Steve Shelley alla batteria e la riconferma dei fidati Alan Licht (chitarra) e Tim Luntzel (basso). In questo nuovo progetto compaiono inoltre illustri collaboratori quali Kid Millions (Oneida) e Nels Cline (Wilco), mentre a Sharon Van Etten, cantautrice indie e alt-country nota ai più per il brano Tarifa, inserito nella colonna di “Twin Peaks 2017”Lee ha inteso riservare maggiore spazio, visto che compare in sei diversi brani dell’album e nel duetto di Last Looks. Da ricordare ancora la presenza di Naomi Young degli storici Galaxie 500, anche se soltanto nelle vesti di direttore del video del secondo singolo uscito a luglio ed intitolato New Thing, con cui si è dato seguito a Circular (Right As Rain), diffuso già a fine giugno scorso come brano di lancio. L’album si apre con Moroccan Mountains, un brano che sembra quasi un’outtake dimenticata dei REM inizio anni Novanta. Una sinfonia circolare e dal sapore vagamente etnico, composta da delicati arpeggi e cinguettii ‘paradisiaci’ e finale lievemente sonico. Uncle Skeleton è invece una serrata soundtrack dall’incedere epico a cui segue Let’s Start Again, disturbata e sognante ballata di Art Rock, forse il pezzo che meglio rappresenta il Ranaldo di questi tempi. Last Looks, in parte cantato in duetto con Sharon ed in parte spoken words, è delizia allo stato puro, con gli arabeschi chitarristici posti all’inizio e la deviante (ma non invasiva) chiusura noise. Circular (Right As Rain), forte della presenza di Nels Cline e Sharon Van Etten, è Jangle Pop declinato alla Sonic Youth, ma quelli d’indole più sixties. La scelta di renderlo primo singolo dell’album, complici le belle immagini del video girato da Fred Riedel, appare inevitabile. Il pezzo dispone di tutti i numeri per esserlo. Gli arrangiamenti fiatistici e la pianola scordata rendono Electric Trim il brano più ricercato ed articolato tra i nove incisi nel disco, grazie anche all’utilizzo della voce di Ranaldo che si fa per l’occasione stentorea. In Purloined si assiste nuovamente al fenomeno dell’incontro REM/Sonic Youth con orchestrazione finale alla “Sgt. Pepper”. Un altro brano che supera i sette minuti di durata, Throw over the wall, è una breve suite delle meraviglie in cui si alternano momenti delicati e scorrevoli ad altre suggestioni psichedeliche e rumoristiche. A New Thing è affidata la chiusura dell’album. Malgrado l’approccio mainstream è un gran pezzo di musica scritto ed affrontato da Ranaldo con animo rilassato se non, addirittura, radioso. Tutti noi abbiamo bisogno di una nuova cosa, una novità, anche a rischio di alimentare la nostra alienità urbana. Più alieni di così… In conclusione c’è da chiedersi cosa sia giusto attendersi da un musicista sessantunenne, cofondatore di una band che ha scritto pagine epocali per il Rock. “Electrim Trim” è un lavoro sincero e riuscito, ma certamente non innovatore o che aggiunga qualcosa di più nel percorso fin qui intrapreso dal solista Ranaldo. Difficile immaginare che con questo nuovo tassello discografico riesca a reclutare un nuovo pubblico di estimatori. Di certo, i suoi fans non rimarranno delusi. 

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