Le strenne Blues 2020 – di Maurizio Celloni

Stiamo attraversando un periodo difficile; nulla di nuovo purtroppo: la pandemia sta mettendo a repentaglio non solo la salute del genere umano, ma anche la tenuta del modello economico imperante da un secolo e più. Questo probabilmente non è un male, poiché si potrebbe vivere meglio e più equamente incentivando la naturale propensione alla relazione e al contatto tra esseri umani; le dinamiche sociali e il Welfare; la democrazia spesso sopraffatta da individualismo becero e deleterio per l’armonico sviluppo dei popoli, ritrovando il vero significato di un concetto, ora mistificato, di libertà. Barricati in casa a preservare la salute, tentiamo comunque di mantenere viva la nostra umanità, utilizzando la tecnologia per scambiare quattro chiacchere, o attraverso le buone letture e la musica.
Vi propongo quindi la mia personalissima proposta di ascolto e di regali da offrire ai vostri affetti e amici per queste imminenti feste di Natale e di fine d’anno. Si tratta di musica italiana, non quella dei nomi famosi per comparsate televisive o usciti da talent show, dove si confondono le emozioni generate dall’arte, quando va bene, per mero tecnicismo esteriore e fine a sé stesso. Spesso si tratta di musica autoprodotta oppure pubblicata per l’encomiabile lavoro di piccole etichette indipendenti, facile da reperire contattando direttamente gli artisti all’indirizzo internet segnalato. La qualità delle proposte è comunque molto elevata, almeno per quel che conta il mio modesto parere di appassionato cultore del blues e della buona musica. Se vorrete, di seguito ed in stretto ordine alfabetico, vi elenco alcuni titoli che possono essere occasione per regali non scontati e banali.

Enrico Cipollini & The Skyhorses: “Crossing (autoprodotto 2020). Il disco che non ti aspetti scritto e suonato dal giovane songwriter ferrarese Enrico Cipollini. Atmosfere country-blues e folk, nella grande tradizione americana. L’autore si dimostra anche un abile maestro della chitarra in chiave acustica, dobro, steel e slide ed è accompagnato da Iarin Munari alla batteria, Roberto Catani al basso, Fabio Cremonini al violino, Fabrizio Luca alle percussioni, Annalisa Vassalli al controcanto. I testi sono ben strutturati e affrontano temi di spessore, a volte drammatici, quali la disoccupazione, storie di ragazze-madri e solitudine. Consigliatissimo, sarà una gioia per chi lo riceve.

www.enricocipollini.com

Andrea Cubeddu: “Weak Like A Man” (autoprodotto 2019). Giovane chitarrista, cantante e compositore, Andrea Cubeddu è nato nel 1993. Trasferisce un tratto del Mississippi in Sardegna, sua terra natia. 13 brani originali nei quali si apprezzano lo stile dell’arpeggio alla chitarra acustica, resofonica e la tecnica slide. La voce, ben impostata sui canoni del blues primitivo, è rispettosa nelle sfumature più profonde tratte dai Maestri del Delta. Gran bella prova per un giovane musicista già alla terza prova discografica che ci invita a sognare e percorrere le vaste pianure del sud degli Stati Uniti.

andreacubeddu.bandcamp.com

Gabriele Dodero: “Natural Wings (autoprodotto 2020). Chitarrista, cantante e compositore padovano, al suo secondo lavoro, Gabriele Dodero pubblica un CD che contiene sei brani di sua composizione e tre standard di Eric Bibb, Townes Van Zandt e Bob Dylan. La musica di Dodero è raffinata, giocata tra blues e tradizione cantautorale americana e denota una profonda conoscenza dell’animo umano. Per l’occasione si fa accompagnare dal contrabbasso di Antonio De Zanche, dal violino di Stefano Chimetto e dalla fisarmonica di Michele Boscaro. L’ascolto del CD ci fa immergere nelle praterie dell’America profonda e le lagune tra mare e campagna del Delta del Po sembrano le stesse del Mississippi. Maestro della chitarra con tecnica fingerpicking, ci culla con note morbide e voce suadente.

www.gabrieledodero.com

Roberto Formignani: “Roberto Formignani” (Associazione Musicisti Ferrara 2020). Eccellente primo album solista del chitarrista ferrarese Roberto Formignani. Dopo le sue precedenti esperienze con The Bluesmen, ha voluto mettere in musica le riflessioni di una vita passata tra note blue, affetti e vicissitudini tipiche di chi ha passato la sua gioventù in un periodo fecondo, gli anni 70 e 80, e ricco di stimoli culturali, sociali e musicali. Non poteva che essere il blues il terreno da cui scaturiscono tali riflessioni, tra ricordi, un pizzico di nostalgia e speranza nel futuro e nei giovani cresciuti negli attuali complicati anni. Non solo il blues è presente nel disco: l’afflatto narrativo di Formignani si serve anche dei linguaggi del country, del western e del rock, generi musicali ben conosciuti dell’autore e padroneggiati con maestria alla chitarra, sia con tecnica flatpicking che fingerpicking e slide. Suonano con l’autore Alessandro Lapia al basso, Roberto Morsiani alla batteria, Massimo Mantovani alle tastiere, Ambra Bianchi al flauto.

www.robertoformignani.it

Roberto Menabò: “The Mountain Sessions – Blues & Guitar Excursions” (autoprodotto 2020). Questo bel CD di Roberto Menabò ci porta direttamente nel Deep Blues più profondo, quello nato dalla fatica dei neri delle piantagioni del Mississippi e dei bianchi del proletariato impiegato nelle antiche manifatture e nelle miniere della catena degli Appalachi. Roberto Menabò oltre che un grande chitarrista dello stile fingerpicking è anche un appassionato studioso e autore di alcuni dei più godibili libri sulla chitarra blues primitiva ed i suoi rappresentanti, vissuti tra la fine del 1800 e i primi anni del 900. Ma non pensiate sia un disco di tristi nenie, tutt’altro. Con la sua Martin HD28 tesse musiche frizzanti come un buon vino bianco fresco e la chitarra arriva a riproporre lo sferragliare del treno, il sobbalzare dei tram. 14 tracce, equamente ripartite tra originali composti da Menabò e classici del country blues accreditati a musicisti più o meno conosciuti quali Cliff Carlisle, Frank Hutchison, Ethel Waters, Jimmie Tarlton, Mississippi John Hurt, Buddy Boy Hawkins. Un CD allegro e vivace come le dita del Maestro che solletica le corde con piglio a volte veemente, altre dolce. Da ascoltare tutto d’un fiato.

www.robertomenabo.it

Piombo A Blues: “Piombo A Blues” (Cheyenne Records 2020). La scuola partenopea è da sempre un crogiuolo di musiche, dal melodico al jazz. In questo CD si manifesta il lato blues, quello un po’ sporco e scanzonato come solo la fantastica ricchezza popolare napoletana riesce ad elaborare. I musicisti stessi, Gigi De Rienzo al basso e chitarra, Mario Insenga alla voce e batteria, Gennaro Porcelli alla voce e chitarra, Daniele Sepe alla voce, sax, flauto e ocarina, si presentano dichiarando “Piombo a Blues è l’incontro di quattro amici musicisti mossi da una comune passione, quella per il blues ma non il blues di maniera, raffinato, didascalico… In definitiva un blues scostumato”. Insomma, una riuscita sintesi tra Chicago e Napoli suonata da quattro campioni della attuale scena musicale partenopea, ricca di ironia, di vita vera, di sapori e aromi del grande sud italiano, declinata in salsa piccantina i cui ingredienti sono gli undici brani che compongono il CD, sette dei quali sono firmati dai Piombo A Blues ed i restanti quattro sono di autori di spessore: Elvin Bishop, Fats Domino, Freddie King e Bob Dylan. Ascoltatelo, vi entusiasmerà.

https://www.cheyennerecords.it/shop/piombo-a-blues/

Francesco Piu: “Crossing” (Appaloosa Records 2019). Il più innovativo dei bluesmen italiani, Francesco Piu di Osilo, Sassari, Sardegna, pubblica un lavoro di rilettura magistrale del blues di Robert Johnson, raffinato e potente. Le sponde del Mediterraneo si uniscono in un ideale ponte con il Delta del Mississippi, ripercorrendo all’inverso il percorso che ha portato tanti africani in schiavitù nelle terre del sud degli States. Il blues ritrova le sue matrici ancestrali nella culla del Mare Nostrum, traghettato dal musicista sardo che arricchisce con strumenti tradizionali del Senegambia e sardi i celebrati, a buona ragione, brani di Johnson. Operazione da far tremare i polsi se pensiamo che molti grandi del rock si sono cimentati nel riproporre questi pezzi, tra i tanti Rolling Stones e Eric Clapton ma Piu si dimostra musicista, arrangiatore, chitarrista di alto profilo e con le idee chiare sulla potenzialità del blues e della necessità di aggiornarlo, anche servendosi di un D.J. alla consolle, senza rinnegare le sue origini, anzi, esaltandole in un elisir di lunga vita, nostra e dell’amato blues.

https://www.francescopiu.com/

Joe Valeriano: “Wild Wrecked World (autoprodotto 2020). Chitarrista e compositore di origini molfettane ma milanese d’adozione, Joe Valeriano approfitta del periodo di isolamento forzato per comporre i 10 brani dell’ottimo CD. Lavoro introspettivo, una sorta di meditazione sulla vita e sulle sue contraddizioni da parte del musicista, oramai uomo maturo, capace di trascendere dalle giovanili passioni per il blues rock dei suoi primi ispiratori Jimi Hendrix, Steve Ray Vaughan, per approdare a un sound meno esplosivo ma ugualmente coinvolgente. Ballate venate di blues, funky, rock talvolta con echi velvettiani, sono l’essenza di questo ispirato lavoro, i cui testi sono composti con la figlia Valeria. Valeriano, oltre alla chitarra acustica, elettrica, slide suona il basso elettrico, sua prima passione, e si fa accompagnare da Simone Leoni alla batteria, Tommaso Luzzi, Filippo Molinelli, Andrea Cazzulli, Massimo Bontempi, Simone Leone e Jacopo Martignoni ai cori.

www.joevaleriano.it

Lorenz Zadro & Friends: “Blues Chamaleon” (Vrec 2020). Definire il poliedrico Lorenz Zadro è complesso: innanzitutto è un appassionato cultore del blues, poi anche chitarrista, scrittore, giornalista e anima della rassegna Blues Made In Italy di CereaVerona. Questo CD raccoglie le collaborazioni con molti degli artisti passati da quel palco, amici con i quali ha condiviso esperienze musicali uniche come Leo BudWelch, anziano bluesman del Delta, purtroppo mancato nel 2017, con il quale ha suonato in due brani, forse i più emozionanti. Le diciotto tracce rappresentano, almeno in parte, il panorama del blues italiano, con la partecipazione di Ciosi, ottimo chitarrista flatpicking della riva veronese del Garda, Manuel Tavoni, chitarrista emiliano, Mora & Bronsky, duo di musicisti emiliani che si muovono nel solco del folk, blues e cantautorato, The True Blues Band, napoletani con la passione per Muddy Waters e T-Bone Walker, Simone Laurino giovane e promettente chitarrista. Gli altri amici presenti nel CD, oltre al citato Leo Bud Welch, sono Eddie Wilson, Rowland Jones e Sarasota Slim. L’ascolto del bel lavoro di Zadro offre l’opportunità di spaziare tra le varie forme del blues, per l’appunto camaleontico.

www.vrec.it

Non mi resta che augurarvi, assieme alla redazione di Magazzini Inesistenti, buon Natale e un nuovo anno, migliore di quello appena trascorso… non ci vuole poi tanto!

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