“L’Attesa” – di Cinzia Pagliara

Pete non aveva molta voglia di lavorare quel pomeriggio, e ancor meno di incontrare la modella irlandese dal sedere scolpito esteticamente perfetto. Cosa avrebbe dovuto dirle: Cosa ti aspetti, non sapevi che era una cosa senza un prima né un poi?”. Perché era così, sempre così. Mai un prima, né un poiSempre un Adesso: da mordere, sbranare, annusare, godere in modo quasi famelico. Da portarsi addosso come un odore selvatico quando se ne andava e da cancellare con una doccia che portava via tutto. Adesso… ma senza un poi con cui svegliarsi la mattina. Adesso… ma senza un prima che significasse attesa. Tutto molto semplice. Troppo semplice. Sempre uguale. Uscì dall’albergo con la scusa di un mal di testa non gestibile e, aiutato dal suo carattere insopportabile, in questi casi nessuno lo avrebbe fermato. Tutto quello che voleva era un’ora da solo. Indossò virtualmente il cartoncino che appendeva alla porta, Do Not Disturb, e si avviò verso il lungomare che si affacciava sulla scogliera di roccia nera e porosa. Possente. Si fermò su una panchina di ferro. C’erano scritte con uniposca colorati, Francesco e Maria for everw Juve … un cuore con due iniziali, ma senza freccia (Cupido non serve più)… qualche volgarità di rito, qualche pene mal disegnato (non mancano mai nei graffiti di strada). Chiuse gli occhi e respirò il mare. Sentì il profumo di vento e sale, di alghe e sole, di schiuma e nuvole… e questo profumo aveva colori, che poteva vedere benissimo. D’un tratto gli venne in mente che Cristiana avrebbe capito, e avrebbe saputo respirare quel mare. Accanto alla panchina, dentro un’aiuola non molto curata, tra qualche cicca di sigaretta e un fazzolettino usato, notò un biglietto piantato con cura, una specie di bandiera. C’erano parole: “i sogni son desideri” e, poco più sotto: “…Più felice, felice amore! Per sempre caldo e ancora da godere, per sempre ansimante, e per sempre giovane; siete superiori a ogni viva passione umana che lascia il cuore afflitto e nauseato, la fronte in fiamme, e la lingua arida.” (Ode all’Urna Greca – John Keats). Rilesse più volte il biglietto, risvegliando qualche assopita nozione di letteratura. Un amore in attesa, per sempre felice perché non ancora goduto, senza quella nausea che lui ancora provava in bocca, senza quel fastidio che provava addosso. In attesa: ansimante e per sempre felice. Ecco, quella era l’attesa che lui conosceva e che adesso gli mancava nella maniera assurda, illogica e violenta in cui possono mancare le cose che non si sono avute mai. Non aveva mai dovuto attendere, in amore. Non aveva mai voluto farlo. Non ce n’era stato motivo. Non aveva creato l’occasione… e questa bandiera-messaggio, folle e coraggiosa, inutile e battagliera glielo aveva sbattuto in faccia. Guardava il biglietto, si ripeteva le parole e inseguiva mentalmente l’idea sconosciuta di un amore atteso e felice. Chissà come ci erano arrivate in quell’aiuola quelle parole: “Non per caso” si disse. Tornò in albergo camminando lentamente,come a voler iniziare ad imparare la pazienza, e quindi l’attesa. Attraversò i portici con le vetrine dei negozi di lusso, i bar alla moda utili a fare incontri. Guardava la gente, da dietro gli occhiali scuri, mentre attraversava la strada per raggiungere il marciapiede con i platani già colorati di aranci e rossi autunnali. Chissà se conoscevano l’attesa, chissà se l’avrebbero accettata. Una ragazza con scollatura profonda su un seno prorompente lo guardò senza nasconderloUn ragazzo guardava senza nasconderlo la scollatura di lei. Lui mostrò senza nasconderlo un certo fastidio. Loro gli risero alle spalle, li sentì dire qualcosa, ma non provò nemmeno a capire. Gustando la nuova lentezza dei suoi passi, notava le sfumature delle foglie, e quelle del cielo… fotografo e adesso poeta. C’era odore di nuvole colorate dal tramonto. “Dove sarà Cristiana?”si chiese entrando nella hall dell’albergo.

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Un pensiero riguardo ““L’Attesa” – di Cinzia Pagliara

  • dicembre 1, 2015 in 9:42 pm
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    ho letto con gusto ed ammirazione
    Cinzia racconti esattamente quello che succede durante il rapporto d’amore consumato senza avere un passato ne un futuro.. quell’adesso che pero’ dopo tempo si vuole trasformare..
    la frase finale dove sara’ Cristiana .. e’ l’inizio di un nuovo viaggio!

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