La Voce dell’Anima: intervista con Paola Tagliaferro – di Gabriele Peritore

Paola Tagliaferro è un’artista che ha saputo dare alle sue tensioni espressive una forma unica e riconoscibile. Durante tutto il suo lungo e variegato percorso artistico, costellato da caparbietà e umiltà, ha sviluppato una ricerca musicale che mira a raggiungere le profondità più segrete dell’essenza umana per illuminarne i lati più oscuri e guidare alla trasformazione interiore. In questo caso la voce si fa Voce dell’Anima e il canto incanto in grado di sviluppare proprietà taumaturgiche. Abbiamo incontrato Paola per rivolgerle qualche domanda.
Il tuo è un percorso particolare: parte dalla musica Pop di fine anni settanta per passare poi al Prog, alla Classica, al concettuale minimale e quindi sfociare in questa musica di elevazione spirituale che forse è il compendio un po’ di tutti i generi che hai toccato. Quali sono stati i passaggi fondamentali per te in questo percorso? 
“Fin da piccola era per me naturale esprimere la mia Anima cantando, questo mi ha portato a studiare musica e danza. In un secondo tempo mi sono espressa anche nella pittura. Ho iniziato con la musica pop, poi con la fusion, poi con le improvvisazioni spontanee… La ricerca spirituale è stata costante fin dall’adolescenza e attraverso letture studi ed esperienze di vita mi ha portato a una percezione di ciò che non è evidente, ma che è. Nel silenzio e con la pratica, ho ritrovato le frequenze che portano a uno stato di armonia, pace e bellezza. I miei maestri sono stati P. Yogananda, J. Krishnamurti, Siddharta Buddha, il Vangelo, R. Steiner, M. Schneider, C. Pinkola Estès… e molti altri autori spirituali. Ho ascoltato musica classica, contemporanea e etnica. L. Beethoven, C. Debussy, K.Stockhausen, J. CageBeatles, King Crimson, Pink Floyd, Emerson, Lake and Palmer, Genesis… e musicisti Dhrupad… Ho studiato al Conservatorio di Vicenza Canto Dhrupad con la bravissima cantante Amelia Cuni e ho fatto seminari con i fratelli Gundeca. Questi incontri e alcuni più personali, con Maestri, mi hanno accompagnato nel mio cammino di ricerca spirituale e musicale”.
Tutti questi influssi li ritroviamo nel tuo progetto discografico più recente che si chiama “Fabulae”, di cui ci siamo già occupati sulla nostra rivista proprio alla sua uscita. È un vero e proprio progetto con composizione musicale, testuale (ha anche un bellissimo libretto in forma di quaderno con tutte le poesie contenute nel disco), con collaborazioni e affinità con musicisti internazionali e soprattutto la voce dell’anima, la tua. Cosa rappresenta per te questo disco? 
“Hai ragione Gabriele, “Fabulae” rappresenta la voce della mia Anima, è per me il vero punto di partenza. Finalmente dopo anni di studi e collaborazioni varie (Paul Roland, Francesco Paladino, Lino Capra Vaccina, Angelo Contini e Claudio Milano), ho avuto il coraggio di esprimere la mia musica. Tre anni di ricerche, studi, composizione e produzione. In “Fabulae” si fondono allegorie, simboli e suoni che raccontano una parte del mio viaggio verso la consapevolezza. La musica attraverso le favole e le antiche filosofie. È un album prevalentemente acustico dove mi sono sperimentata con la voce e vari strumenti, chitarra, dulcimer, zither, tampura, campana tibetana, tamburo sciamanico, cajon calimba, sassi, cembalo, nacchere… Importante per la realizzazione di “Fabulae” è stata la presenza di Pier Gonella, prima chitarra e ingegnere del suono e la collaborazione con altri bravissimi musicisti, che sono entrati in alcune stanze del mio castello: Giuliano Palmieri, Akhilesh Gundecha, Angelo Contini, Giulia Ermirio, Luigi Jannarone, Roberta Righetti Namastè e Bernardo Lanzetti. Molto bello il video ufficiale di Bianca Dea diretto da Francesco Paolo Pladino. Non essendo più la bimba che canta a squarciagola per il solo puro piacere di cantare, posso dichiarare che “Fabulae” è quello che sento di voler comunicare… So che il mio percorso mi ha aiutato, curato, guarito e dato “Luce nei momenti Bui”… ci sono passaggi comuni alla vita di molti… ho cercato e trovato i miei suoni in meditazione, che pratico quotidianamente, per questo amo portarli alle persone, perché penso e spero che “Fabulae” possa essere d’aiuto…”
Spirito, interiorità profonda, guarigione, consapevolezza, sono tutti concetti che sembrano essere estranei a questo mondo di oggi così tecnologico. Tu che sensazioni hai? Come è stato accolto il tuo progetto? 
“Proprio perché il mondo di oggi è soprattutto tecnologico abbiamo necessità di ricollegarci allo Spirito da cui tutto ha origine. Senza spirito il nostro corpo sarebbe un blocco di marmo. La vita è nata da un Suono Vitale, sono frequenze creatrici che accompagnano le particelle verso la Luce. L’unico stato in cui l’uomo è sereno e felice è l’Amore spirituale da cui tutto nasce. Il corpo è importante, la materia è uno strumento che ci permette di evolvere nella consapevolezza per raggiungere le Alte Frequenze. Penso che proprio nei momenti più bui l’uomo senta il vuoto e la necessità di ricollegarsi con il mondo spirituale. Ringrazio il mondo intellettuale che attraverso numerose recensioni di critici, poeti e scrittori ha sostenuto e sostiene “Fabulae”. Ringrazio ancora te Gabriele e la rivista Magazzini Inesistenti per la pubblicazione della tua recensione, che ha descritto con profondità e conoscenza il mio album”.
Siamo noi che ringraziamo te per questa esperienza in cui si sente anche il grande valore che dai al sentimento dell’amicizia. Greg Lake, Peter Sinfield, Bernardo Lanzetti e Steve Hackett. Quanto ha significato per te la loro presenza? 
Peter Sinfield dopo aver ascoltato il mio pezzo La notte di San Lorenzo ha dato a me e a Max Marchini due sue poesie da musicare e da interpretare per due miei album precedenti: “Poem to a blue painting” (Chrysalis 2009) e “Blossom on the tree” (Milioni di lune 2012). Ogni sua corrispondenza è stata pura poesia, lui è il poeta… la sua penna danza con le parole… è meraviglioso! Con Greg Lake ho avuto un incontro artistico e umano che mi accompagnerà per sempre. Ho organizzato per lui, in amicizia, tre concerti nel 2012 in collaborazione con l’agenzia che aveva organizzato il suo tour italiano. Grazie al Comune di Zoagli ho portato Greg Lake a Castello Canevaro nel 2012, dove ha tenuto un concerto intimo con risonanza internazionale. L’anno dopo con Claudio Pozzani, abbiamo riportato Greg Lake al Festival Internazionale di poesia di Genova. Durante questi eventi è nata con Greg Lake e con sua moglie Regina una bellissima amicizia. Greg ha ascoltato la mia voce e tra noi è iniziata una corrispondenza ricca, portatrice di perle: Greg Lake mi ha consigliato di procedere nel mio percorso in autonomia, mi ha detto cosa ascoltare, che strumenti e software comperare, mi ha incoraggiata a portare la “mia” musica. Nel settembre del 2016 in un’email ha scritto che non sarebbe più potuto venire a trovarmi perché stava morendo. Sapevo che stava lottando da qualche anno contro il cancro, ma quando mi ha scritto che “stava morendo” sono rimasta, per qualche minuto, sospesa… senza respiro… non sapevo cosa rispondere, non avevo mai parlato con Greg di spiritualità… ho mandato comunque un’email dove dicevo che “Caro Greg, grazie ai miei studi e al mio percorso spirituale io credo che questa non sia l’unica possibilità di vita che abbiamo. Io sono convinta che noi tutti avremo l’opportunità di molte altre vite in questa o in altre dimensioni… Seguendo le antiche filosofie e religioni ho capito che ogni vita è semplicemente un corso scolastico evolutivo e questo si ripeterà finché ci staccheremo completamente dalla materia per essere nell’Uno Spirituale…” Ho detto a Greg che siccome la sua voce toccava la mia anima io ero e sono certa di poterlo riconoscere, nella prossima vita, qualsiasi forma assumeremo… Greg mi ha risposto “Va bene Paola, noi resteremo in contatto… qualsiasi cosa accadrà…”. Greg Lake è morto nel Dicembre 2016 e nel Gennaio 2017, durante una meditazione ho avuto l’intuizione di proporre al Comune di Zoagli, la “Cittadinanza Onoraria” a Greg Lake per il valore del suo apporto alla musica mondiale e per il concerto del 2012 che aveva portato il nome di Zoagli sui media internazionali. Il Consiglio ha accettato con voto unanime. Io sento la presenza spirituale di Greg accanto quando suono e creo, anche grazie, alla bellissima amicizia con sua moglie Regina Lake, con cui sono in contatto costante. Quello che Greg ha portato nella musica assieme ai King Crimson e agli ELP è scritto nei libri di storia del rock-progressive internazionale ed è una ricchezza per l’umanità. Con Bernardo Lanzetti e sua moglie Amnerys è nata un’altra bellissima amicizia… sono entrambi due artisti e due persone incredibili. Ho invitato Bernardo ad esibirsi proprio per la Cittadinanza Onoraria a Greg Lake organizzata per il Comune di Zoagli nel 2017. Bernardo ha una bellissima voce e una creatività artistica in continua evoluzione. Lui ha cantato con me un suo pezzo ospite del mio album “Fabulae”, To Absent Friends. È stata un’esperienza che mi ha arricchito molto, perché Lanzetti non è solo un artista talentuoso, ma è anche molto professionale. La nostra amicizia è viva e il nostro dialogo è costante nel tempo. Anche con Steve Hackett e sua moglie Jo, ho avuto un incontro speciale, una cena, dove ho percepito la bellezza delle loro frequenze spirituali. Nonostante ciò, quando gli ho spedito il mio “Fabulae”. non pensavo di poter ricevere risposta, ma Steve mi ha smentito e dopo un breve periodo ho ricevuto il suo messaggio che diceva “Ciao Paola, ho ascoltato la tua musica, che trovo magica e ricca di atmosfera… pubblica e usa questa mia dichiarazione con chi vuoi…”. La chitarra di Steve fa risuonare le corde profonde dell’Anima… ritengo Steve un grandissimo musicista”
Toccante il saluto a Greg, esalta tutta la tua sensibilità che poi trasferisci nella tua musica e nella tua poesia. Inoltre sei anche organizzatrice e promotrice di eventi artistici attraverso un’associazione culturale molto attiva a Zoagli, il tuo luogo del cuore. Ci vuoi dire qualcosa in più di queste attività? So che l’evento più vicino si terrà il 27 giugno… 
“Anni fa ho fondato l’Accademia Internazionale delle Arti (no-profit) per collaborare con Comune di Zoagli e i Comuni del Golfo del Tigullio e aiutarli a portare ai cittadini e ai turisti, musica e altre forme d’arti di qualità. Il 27 Giugno 2019 dalle ore 17 alle ore 23 siete tutti invitati, a Zoagli, al “2°Art in progress event, in memoria di Greg Lake”. Si respirerà “l’aria del grande progressive”. Ospite speciale Ethan Emerson che terrà il concerto di pianoforte alle ore 21. Ethan ha studiato pianoforte con il nonno Keith Emerson, degli Emerson Lake and Palmer, uno dei più grandi pianisti della storia del progressive e con il padre Aaron, figlio di Keith. Ethan suonerà pezzi del nonno e qualcuno degli ELP. Madrine dell’evento Elinor Emerson, moglie di Keith Emerson e Regina Lake, moglie di Greg Lake. Aaron Emerson, figlio di Keith Emerson accompagnerà il figlio Ethan. Entrata libera. Il “2° Art in progress event in memoria di Greg Lake”, presenterà molti altri ospiti, poeti, artisti, musicisti con un reading poetico, una mostra di quadri e due concerti serali, tra cui FaFabulae, con i musicisti che mi accompagnano nel live di “Fabulae” e che appartengono alla mia band, La compagnia dell’Es: sono tutti molto bravi con curriculum incredibili… Pier Gonella (chitarra), Giulia Ermirio (viola), Andrea Zanzottera (pianoforte). Ospiti della Compagnia dell’Es saranno 1) il maestro Akhilesh Gundecha, tra i più grandi percussionisti di pakhawaj del mondo, con cui riproporrò il pezzo che ha suonato per “Fabulae”, Algoritmo un ponte tra i due mondi e un antico Mantra 2) gli Enten Hitti, ricercatori musicali e spirituali… io li definisco “Distributori di stelle…”. Loro suoneranno liuto, oboe, xilofono e campane di cristallo in alcuni pezzi di “Fabulae”.
Quello che fai per Zoagli è encomiabile. Quanto sei legata ai tuoi luoghi e quanto hanno contribuito nel tuo modo di fare arte? 
“Sona nata nella bellissima Verona dove ho vissuto la prima parte della mia vita, ora sono molti anni che vivo nel Golfo del Tigullio a Zoagli, una piccola città sul mare. Sicuramente i colori del paesaggio, in costante cambiamento, stimolano la mia vena poetica e i lunghi periodi invernali, di silenzio e solitudine, mi aiutano a studiare e a comporre. Amo il mare anche se ogni tanto desidererei il dinamismo di Londra o di Milano, ma tutto non si può avere…”

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