La Tonnara di Avola (prima puntata) di Mr. Hyde

1 – Il Mito
Anche quel giorno Don Carlo si affacciò dal balcone e rivolse il suo sguardo verso l’orizzonte , a quell’ora le sue imbarcazioni avrebbero dovuto essere di  ritorno. Mentre scrutava attraverso il cannocchiale verso una ben precisa direzione, ebbe un sussulto:  – Ccà su! – (Eccoli!). Il cappotto che aveva  intravisto, appeso al remo sollevato, significava che la pesca era stata abbondante. Una quantità di pescato superiore ai 100 tonni! Fu talmente abbondante  che il “ raìs” (colui che conduceva le operazioni di pesca ) chiese a Don Carlo di  regalare un paio di tonni alle famiglie povere del paese, i pesci pesavano abbastanza da sfamarle tutte..  –Ma cchi ssì pazzu? Li butto a mare piuttosto… Io non regalo niente a nessuno! – E così fu. Da quella volta,però, le sue barche, non pescarono più un tonno, fin quando Don Carlo non andò in rovina e la Tonnara smise di funzionare. Così il mito.

1 - Tonnara fine anni '40

La Tonnara a fine anni ’40

2 – La storia, il sito , i manufatti
Si trova ad Avola (SR), quest’area estesa circa 6000 metri quadrati che costituisce una sorta di istmo che si allunga sul mar Jonio:  mezzo secolo fa era già inattiva ed in stato di abbandono, difatti l’attività fu dismessa nel 1958. I manufatti in muratura furono edificati agli inizi del Novecento: ancora oggi si riconosce la imponente  abitazione estiva del proprietario, i depositi, l’alta ciminiera con le pareti costitute da mattoni pieni in laterizio a testimoniare la presenza di una Camperia, o Malvaraggio, ossia  l’impianto di inscatolamento, che funzionò a pieno regime fino agli anni ’40. – L’avvocato Carlo Loreto, dopo la guerra, preferì puntare sulla vendita del prodotto fresco, preferibilmente ai raitteri, coloro che vendevano il pescato al dettaglio. Ed infine la loggia (‘a logghia), area coperta che misurava all’incirca 900 mq dove stazionavano le barche a riposo e dalla quale, attraverso un grande arco in pietra , venivano calate in acqua,scivolando su un piano inclinato. Queste imbarcazioni iniziavano la loro navigazione verso il luogo ben individuato da incroci di rette ed allineamenti, dove stendere le reti per la mattanza finale.

2 - Planimetria Tonnara con dest uso

Planimetria della Tonnara con le destinazioni d’uso

Conservo ben nitido  il ricordo  di  questo luogo sotto un ampio tetto a falde coperte da coppi siciliani e sorretto  da una serie di maestose capriate appoggiate ai due muri perimetrali in spessa muratura di arenaria (Tufigni). La  pavimentazione era costituita da un lastricato in pietra bianca, con la superficie modellata dalla salsedine che ne aveva ammorbidito gli spigoli procurando un effetto “saponetta”. Ricordo anche quegli enormi barconi neri ricoperti di pece, gli scieri, lunghi fino a venti metri, l’odore di legno, di nafta, di mare, di alghe ma anche di cacca, perchè ultimamente le persone li usavano come comode latrine. Così questi gloriosi testimoni muti di sanguinose battaglie marine, venivano declassati a ruolo di gabinetti.
 
3 – Ai giorni d’oggi
Oggi della struttura sono rimasti in piedi i muri perimetrali, gli imponenti pilastri per reggere le capriate,  in pietra di colore ocra infuocato scavati dalla salsedine e la ciminiera costruita con mattoni pieni rossi. I tetti sono crollati quasi dappertutto e  tra le macerie crescono piante spinose ed erbacce.  Anche della loggia è rimasto ben poco: i barconi scomparsi, il tetto crollato, i grossi muri di spessore superiore ad un metro, non esistono più. Rifiuti, macerie e desolazione. Rimane in piedi solo la parete su cui fu ricavato l’arco di accesso al mare che resiste, indistruttibile: ultimo baluardo contro la forza delle onde che, piano piano, restituiscono al mare lo spazio sottratto dall’uomo..

3 - Il complesso nel suo insieme

Il complesso nel suo insieme

4 - La loggia st attuale

La loggia allo stato attuale

6 pensieri riguardo “La Tonnara di Avola (prima puntata) di Mr. Hyde

  • Gennaio 3, 2015 in 8:17 pm
    Permalink

    Giusto il tempo per scrivere questo articolo e 21 giorni dopo il crollo

    Risposta
  • Gennaio 3, 2015 in 8:19 pm
    Permalink

    Nell’ultima foto manca il muro laterale che comprendeva un arco-finestra rollato nel febbraio 2014 durante una forte mareggiata

    Risposta
    • Marzo 29, 2015 in 2:56 pm
      Permalink

      Ma si, ogni tanto passiamo dal malato e le sue condizioni sono sempre peggiori.Alla data in cui ti scrivo l’intero tetto della abitazione del “proprietario” è completamente crollato…

      Risposta
  • Gennaio 3, 2015 in 8:43 pm
    Permalink

    Mr. Hyde ma sei su tweetter ?

    Risposta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.