La Tonnara di Avola (seconda puntata) di Mr. Hyde

4 – I racconti , le nenie, e i canti di lavoro

“A quel gioco da disperati si arrischiava la vita per qualche ròtolo di pesce, e una volta i Malavoglia furono a un pelo di rimettercela tutta la pelle, per amor del guadagno, come Bastianazzo, mentre erano all’altezza dell’Agnone, verso sera, e il cielo era tanto fosco che non si vedeva più neppur l’Etna, e il vento soffiava a ondate che pareva avesse la parola…Si vedeva il vento sibilare nella vela della Provvidenza e la fune che suonava come una corda da chitarra. All’improvviso il vento si mise a fischiare al pari della macchina della ferrovia, quando esce dal buco del monte, sopra Trezza, e arrivò un’ondata che non si era vista da dove fosse venuta, la quale fece scricchiolare la Provvidenza come un sacco di noci, e la buttò in aria.” [ dai Malavoglia di Giovanni Verga]

1 - Corrado Frateantonio - La Mattanza
Corrado Frateantonio – La Mattanza

Nelle giornate di sole questa zona del porto si anima  di figure che ormai vi sono indissolubilmente  legate: persone che pescano dalla riva e marinai anziani seduti davanti ad un tavolino a giocare a carte e raccontare storie del loro passato,  epico e tragico. E  le preghiere e le imprecazioni, i canti e le  lotte con i loro grandi tonni pinna rossa, la fatica enorme per  arpionarli e caricarli nella camera della morte, l’odore di sangue e di sale difficile da dimenticare.  I canti, si  diceva. Si, perchè  i pescatori durante l’accerchiamento del banco e durante la mattanza, intonavano canti religiosi propiziatori o di ringraziamento: un po’ per coordinarsi, darsi un tempo, un po’ per dimenticare il dolore ai muscoli dovuto all’eccessivo sforzo per tirare su le reti e caricare i pesci, dopo averli arpionati, tirandoli su dalla camera della morte.

O cazza lu recu! (solo)
arigò (coro)
la tramuntana
arigò
runa vuci
arigò
a cu ti chiama,
arigò
e ti chiama
ang
lu Signuri
e lu Santu
Salvaturi
arigò
chi criau
arigò
ciel’e mari
arigò
e parrava
arigò
e dicia
arigò
chistu è figghiu
arigò
di Maria
arigò
e Maria
arigò
 Mandalena
arigò
chi di razzia
arigò
siti piena
arigò (…)

Il canto che è formato da frasi alternate pronunciate dal solo e dal coro, ha la struttura (chiamata dal solo – risposta dal coro) simile a quella di alcuni canti di devozione come ad esempio:

E cchiamatilu ca è capitanu (solo)
Ebbiva San Bastiamu! (coro)
E cchiamatilu ca n’aiuta
Ebbiva San Bastiamu!
Nun è santu di paura
Ebbiva San Bastiamu!
E’ santu ri devozioni
Ebbiva San Bastiamu!
Ringraziamulu ca n’aiutatu
Ebbiva San Bastiamu!
(….)

Nel corso dell’intera  processione che si svolge),  la prima domenica di maggio  ad Avola (SR), in onore di San Sebastiano, i devoti sfilano lungo un percorso di alcuni chilometri dalla cappella votiva fino alla Chiesa Madre, nel centro del paese. Anticamente la processione era una corsa a piedi nudi ed in mutande – I Nuri (i nudi) – così chiamavano coloro che, ottenuta una grazia, ripagavano il santo correndo lungo quel percorso e intonando, appunto questi cori. E il santo era pronto a vendicarsi per una promessa non mantenuta! Il fascino misterioso del connubio tra sacro e profano tanto frequente nei mari del sud..

3 _ La loggia lato mare

Le raccontano queste storie, non sempre volentieri,  però non devi incalzarli e rispettare le pause dei loro silenzi tenendo ben presente che vi trovate dentro una zona franca nel tempo e nello spazio, dove  i movimenti diventano lenti ma aumenta la facoltà di percepire e  di capire. Quando vai via perché devi rientrare nella vita di tutti i giorni, loro ti salutano garbatamente –Vieni quando vuoi : sono sempre qui, in giro, non mi muovo da questo posto…

2 - collage d'immagini

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