La Rua Catalana: “Fonexénos” (2019) – di Marco Valerio Sciarra

I suoni fanno strani percorsi. Trascinati dal vento, dalle esigenze di sopravvivenza, dalla curiosità dei viaggiatori, dall’accanimento dei ricercatori, a volte si ritrovano in territori che non riconoscono, che non sentono come propri ma poi a furia di danzare, di volteggiare a mulinello, di confondersi con altri suoni, con i suoni del luogo in cui sono capitati anche per caso, scavano, fino a mettere radici. Radici volatili, ma pur sempre radici, nuove e vitali, forse ancora più vitali delle vecchie. La Rua Catalana, l’insieme di musicisti campani attivi dal 2009, con “Fonexénos” (Bia Dischi 2019), il loro più recente progetto discografico, seguono questi percorsi tracciati dai suoni che si fondono in territori diversi, strani, eterogenei, contribuendo notevolmente al dialogo interculturale. In arrangiamenti che richiamano le atmosfere Ambient e World Music, le composizioni acustiche di stampo Indie Rock, con notevole uso di archi e drum machine, si avvalgono di una considerevole componente elettronica per amalgamare tutti gli elementi. I testi in inglese si miscelano bene ai flussi di voci provenienti da diverse parti del mondo. Le voci tradizionali dei fedeli in processione in una ricorrenza sacra del Sannio si fondono ai canti africani in una dimensione di rilassamento spirituale, riflessivo e sognante, per facilitare la commistione, senza scossoni. Un lavoro lento e che richiede attenzione. Bisogna prestare orecchio per lasciarsi andare a questo viaggio, a queste sette tracce che si possono scorrere come un’unica suite. Si può anche alzare il volume e lasciarsi trasportare nel futuro, in cui queste forme di linguaggio saranno più consolidate e, nel frattempo, trovare luoghi dell’arte in cui si ha ancora voglia di sperimentare, di dare valore alla diversità, alla singolarità e alla possibilità che tutti questi elementi possano interagire fra di loro. 

Leonardo De Stasio: voce, chitarra acustica, chitarra elettrica.
Corrado Ciervo: voce, violino, viola, batteria, percussioni, drum machine, pianoforte,
chitarra classica, chitarra elettrica, Synth. Carlo Ciervo: basso elettrico, voce, synth, drum machine.
Vittorio Coviello
: flauto. Giuseppe Tomaciello: drum machine.

Tracklist: 1. Procession. 2. Trip to the Dean. 3. William Walsh. 4. There you go.
5. In 7 violini. 6. All these days. 7. Reprise.

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