La ragazza magica: una favola musicale – di Patrizia Orlando

Il giorno in cui decise di nascere i pianeti si allinearono in modo strano, aspettò che il sole si alzasse e che, finiti i suoi riti,  facesse capolino da quelle colline, dove senti arrivare il profumo del mare e allo stesso tempo così vicine alle montagne da infastidire gli occhi alla loro vista spettacolare. Il suo certificato di nascita è una partitura musicale, parla una lingua diversa,  la luna in scorpione e venere in pesci. Le case astrali sono a un passo da quel posto dove le sfere fanno musica, producono suoni magici ed avvolgenti. In quel tardo mattino domenicale lei salutò con un piccolo vagito tanto per presentarsi e poi silenzio. Quel bisogno di silenzio che spesso l’accompagnerà lungo il suo cammino, quel bisogno di allontanarsi dal caos, dall’inutilità della superficialità, dal rumore. Quello di cui ha bisogno è sonorità. Lei è magia, fortunato chi lo percepisce. Passo dopo passo attraversa le cose, le persone, ti sorride e ti ascolta. Ama e si strugge per amore.
Spesso la senti cantare, buon segno: la ragazza è felice, tutto sembra a posto.
Cogli questi momenti, lasciati coinvolgere perché potrebbe cambiare tutto in un batter di ciglia. 
Lei, la ragazza magica, possiede passionalità e rabbia, dolcezza e sfrontatezza. Le sue tasche sono colme, i doni sono numerosi e numerosi sono i suoi amici. Uno in particolare cambiò la sua vita e le sue corde iniziarono a vibrare.
Il giorno che incontrò Jimi si sentì esplodere, Electric Ladyland la riportò a casa, la fece sognare, un pianto liberatorio la consolò, si ritrovò tra i suoi pari.

la ragazza magica 1

E che dire di Janis, di Nina, di Etta, di Aretha, di Ray, di Muddy, di Elmore, di Robert, di Arthur, di Otis, di Billie, del piccolo Walter, e degli amici… degli amici… degli amici. Furono giorni felici. Il canto di Janis la rincuorava, anche lei donna in cerca d’amore, Billie la inteneriva, Nina era revolution…

la ragazza magica 2

“Siamo nel mezzo di una rivoluzione, perché vedo il volto delle cose che cambiano. Si, la tua Costituzione, amico mio dovrà piegarsi. Sono qui a parlarti della distruzione di tutto il male che dovrà finire. //tutto andrà bene// Alcune persone avranno l’idea, so che diranno che sto predicando l’odio, ma se dovessi attraversare l’oceano, beh lo farei solo per comunicare, la battaglia giornaliera per restare vivi non è semplice come chiacchierare// tutto andrà bene// Sto parlando di una rivoluzione, perché sto parlando di un cambiamento, è più di un’evoluzione, sai, dobbiamo pulire i nostri cervelli, l’unico modo in cui possiamo stare in piedi infatti è quando tolgono il loro piede dalla nostra schiena”.
Con Etta grandi chiacchierate: A volte ho un buon feeling Ho la sensazione che non ho mai, mai avuto prima…” Aretha era il soul in assoluto… Ray, Muddy, Elmore, il piccolo Walter erano racconti di uomini, Robert il maestro lo si ritrovava sempre là, al solito posto, a quel crocevia a implorare il Signore… al contrario di Arthur che urlava il suo bisogno di sweet soul music con energia e voglia di vivere… e che dire del suo mentore Otis, entrambi segnati da un triste destino.

la ragazza magica 3

Gli anni passano e la ragazza magica continua a camminare. Non è mai stanca di conoscere gente nuova, arrabbiata e no, scanzonata o provocatoria, malinconica o felice; l’importante è continuare il cammino e aggiungere nuove sensazioni.
Il mondo è grande da attraversare e tanti sono i posti dove fermarsi ad ascoltare… però va bene. Per lei nulla è fatica o insofferenza.

la ragazza magica 4

Gli amici… degli amici… degli amici. Già, che dire di loro. Sono talmente tanti che qualcuno si offenderebbe se venisse dimenticato. Tante cose sono state dette di loro, nel bene e nel male, ma la ragazza magica non tradirebbe mai un amico.
Nella sua testa girano le voci, le chitarre stremate e a volte sacrificate in nome di quella grande energia vitale che è la musica… e i gesti di quelli che hanno raccontato tutto ciò, le loro vittorie e le loro sconfitte. 
Un giorno, sfogliando il suo album dei ricordi, vide capelli lunghi e fiori ovunque lasciare il posto a facce arrabbiate in abiti logori urlare rabbia e disapprovazione, facce meno arrabbiate ostentare un’eleganza dubbia e visi scoloriti che muovevano labbra poco convincenti. Il suo cammino fu lungo e a volte tortuoso, ma mai la ragazza elettrica lasciò il suo bagaglio in un deposito qualsiasi.
La vedi ancora oggi aggirarsi in abiti cangianti con occhi sorpresi o sornioni, uno strano sorriso sulle labbra e nei capelli tante sfumature. 
Se vuoi avvicinati, resterai sorpreso.

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