La Maschera: “ParcoSofia” (2018) – di Marco Valerio Sciarra

Anche se il sole di Napoli è molto simile al sole africano, poi in realtà non lo è. Può non essere un sole amico. La vita di un migrante senegalese si può trasformare in inferno anche nella città dell’amore e dei santi. Costretto a nascondersi nel buio della notte e combattere ogni giorno per un tozzo di pane. Nessun sorriso, nessun santo, nessuna compassione. Il sogno di un’umanità fatta di fratellanza e uguaglianza si infrange nella dura realtà. È una continua lotta per la sopravvivenza. Una perpetua, non dichiarata, guerra. Una città come Napoli, però, che esaspera gli scontri, permette anche gli incontri, così come il nascere di un’amicizia creativa, tra un senegalese e un napoletano che iniziano una collaborazione anche artistica. Perché comunque Napoli nei suoi vicoli, nei suoi rioni, nasconde quell’umanità che ancora riscalda l’anima. I sentimenti vissuti in maniera da spaccare il cuore, e ci si può sentire ancora bambini anche da adulti. Si può viaggiare con la fantasia immedesimandosi nei pensieri dei passeggeri che salgono e scendono dal treno e si può trovare un folle innamorato che canta una serenata alla donna corteggiata… e alla fine il sole è lo stesso che ci brucia la pelle, che ci fa innamorare. Il vento di mare ci porta a essere vicini tra continenti, più vicini di quanto si possa immaginare. Questo scambio, questo dialogo, è riportato negli undici brani (più una traccia fantasma) del disco “ParcoSofia”, l’ultimo progetto de La Maschera, che nasconde e mostra il vero volto di Roberto Colella (voce, chitarre, sax e tastiere) e dei suoi sodali Vincenzo Capasso (tromba), Alessandro Morlando (chitarre), Antonio “Gomez” Caddeo (basso e contrabbasso), Marco Salvatore (batteria), in collaborazione con il musicista senegalese Laye Ba. Nel corso dei brani si può anche apprezzare la presenza di alcuni grandi ospiti come Daniele Sepe (fiati), Michele Maione (percussioni), Arcangelo Michele Caso (violoncello), Michele Signore (archi) e tanti altri musicisti che hanno dato un contributo fondamentale negli arrangiamenti. Nasce una sperimentazione tutta particolare che fonde la tradizionale melodia napoletana ai ritmi africani, creando un’unica utopica tribù intercontinentale. Una sperimentazione che ricorda le ricerche delle sonorità più varie dei grandi autori partenopei del recente passato. Ci riavvicina al cuore pulsante di una certa musicalità che poi ha rafforzato le radici melodiche di tutto il nostro Paese e le rinnova, soprattutto le arricchisce, perché le sonorità provenienti dal continente nero hanno influenzato le possibilità compositive di tutta la musica che ascoltiamo attualmente a livello mondiale. La melodia si apre alla World Music e questo dialogo che si fa sentimento ci conquista, ci incanta e ci fa ballare anche. 

Tracklist: 1. Te vengo a cercà. 2. Case popolari. 3. Palomma ‘e mare. 4. Signora vita.
5. Binario 23. 6. Salaam Aleikum. 7. Senza fa rumore. 8. Dimane comm’ ajere.
9. Serenata. 10. Me sento sicuro. 11. 13 primavere.

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