La hot line di Malena – di Irene Spagnuolo

Virtù e perversione nove: “La hot line di Malena”
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Lei che annusava da sempre i corpi e gli sguardi doveva fare il salto. Immaginare e scatenare l’immaginazione altrui. L’avventura la divertiva. C’era dentro il mistero, il mistero di una realtà vecchia e variegata come il mondo che l’era digitale aveva catapultato in una dimensione scivolosa e favolosaScivolosa e favolosa, lo ripeteva tra sé mentre scriveva in versi l’identikit dell’uomo che avrebbe incontrato. Incontrato in rete. Che buffo, non toccare eppure esercitare lo stesso affondo… Lui più che navigato era un navigatore. Di quegli smanettoni che collezionavano video hard, gallery di procaci bellezze, racconti sul filo caldo della seduzione 4.0. Di Malena avrebbe voluto smascherare la volgarità vestita da poetessa. Sarebbe comparso via webcam come un predatore senza troppe smancerie, pronto a fustigarla di provocazioni sconce e di diktat slabbrati e arditi. Nudi, questo era l’accordo accuratamente confezionato per la circostanza. Malena aveva rinunciato senza drammi al prezioso vezzo della sua lingerie e era solo alle prese con la sciagurata arguzia che le solleticava il riso. Il selvaggio tecnologico le faceva quasi tenerezza, nella sua vorace ingenuitàQuale diavolo di perversione leggeva nella sua virtù? Malena scrollava dolcemente il capo con un sorriso caldo. Lo avrebbe accolto con i suoi occhi di velluto e poche sensuali parole e lui avrebbe consumato in un piccolo numero di rapidissimi minuti voglie e velleità. Uomo, cosa desideri più di tutto? Sono qui per servirtiUn approccio talmente intenso e diretto in quel primo piano disarmante che la baldanza virale sarebbe vacillata subito. Perfino la mano con la quale si teneva saldo il membro, neanche fosse una pesante e gigantesca verga, si sarebbe bloccata come in un fermo immagine. 
Non fingi neanche per un attimo di fare la dotta signora delle odi? Che sgualdrina. 
Oh uomo, io sono la signora delle odi perché mi è dato godere del piacere.
Come potrei altrimenti? Rispondi alla mia domanda, non sprecare il tuo fiato. 
Accidenti, sei brace ardente, Malena! Toccati, entra dentro di te. Muoviti, muoviti. Mostrami la lingua, fammi vedere sulle tue labbra come la scioglieresti sulle mie. 
Malena, regina della carne, avrebbe dato prova delle sue doti, dei suoi istinti animali, delle sue libere grazie. Girati, inginocchiati, fammi vedere quel bel panorama. Allarga, allarga i tuoi glutei sodi. Ma…ma…vacca! Gemiti, imprecazioni, gemiti. E un liquido momento di bava convulsa. 
Uomo, pensavo tu volessi stare più a lungo con me… Silenzio.
Va bene, merito forse questo scherno. Volevo spogliarti, spogliarti dall’aria di colta dama di sani sentimenti, piegarti alla verità, farti urlare chi sei. La foga ha avuto la meglio, ho perso subito il controllo. Comunque tu, tu…non sei quella che vuoi far credere di essere.
Di certo, uomo, non voglio far credere di essere una colta dama di sani sentimenti. Io sono Malena, la donna dell’eros. Scrivo versi. I versi dei miei amanti.
Aveva appena finito di annotare tutto e di scrivere la sua poesia quando il monitor segnalò l’avvio. Doveva solo fare click sulla solita finestrella, era già perfettamente appostata per la webcam. Lei e i suoi occhi di velluto. Per lui, il selvaggio tecnologico. L’impudente quanto inutile castigatore. L’uomo con la mano salda sul membro, neanche fosse una verga pesante e gigantesca. Avrebbe portato il maschio in calore all’ebollizione, subito. Con le sue parole, la sua bocca, le sue movenze, il suo spudorato candore. Vacca. Lo smanettone dell’hard avrebbe pronunciato più volte, quella parola, come sgualdrina e cagna. Con grinta, con furore. Con quella smania di bastonare il garbo per eccitarsi e sentirsi padrone. Padrone di un pezzo di femmina da capogiro. Padrone di una donna che in strada non avrebbe neanche osato avvicinare. Malena online, Malena in chat, Malena e il sesso virtuale. Non l’avrebbe mai posseduta, a letto. Non avrebbe mai osato salire le scale e stendersi accanto a lei. Ma lì, davanti a un monitor pulsante poteva sentirsi uno stallone. Malena, Malena… ma lei aveva già chiuso il collegamento. Malena, la donna dei versi, aveva altre avventure cui dedicarsi, altri uomini cui donarsi, altri sogni da realizzare. Si guardò allo specchio, si riavviò i capelli, stese un velo di rossetto rosso, indossò un perizoma animalier e si accovacciò sul letto a scrivere.

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