“La granita di mandorle” – di Cinzia Pagliara

All’università mi innamorai degli “Anni Perduti” di Vitaliano Brancati, e del modo così perfettamente siciliano (catanese in effetti) di rimandare, di allungare il tempo, di scioglierlo quasi per renderlo liquido e farselo scorrere addosso. Il protagonista non riusciva a staccarsi da Nataca (la Catania del romanzo) e rimandava la partenza per il continente ad un momento migliore ad un dopo, che non sarebbe arrivato mai, perché il dopo era riferito alla perdita della granita di mandorle… da nessuna altra parte si poteva gustare una granita così: soltanto a Nataca. Che la granita sia un’esperienza sensoriale da provare è innegabile: è un piacere per il palato, ma anche per gli occhi, anche per le narici, e perché no, perfino per il tatto… morbida come velluto ghiacciato. Erotica, ecco. Mi capita spesso e, soprattutto in periodo elettorale, di ripensare a quel romanzo, e a quell’idea di tempo rimasta immutata e ancora ben viva a Nataca-Catania e ovunque in Sicilia. Un tempo indolente, pigro, annoiato, sonnacchioso. Tempo da granite di mandorla macchiate di caffè. Tempo che ha sempre voglia di aspettare il dopo. La Sicilia sa sedurre, e ne è consapevole. Stordisce con tramonti infiniti su un mare che ha riflessi taglienti di rocce laviche o il bagliore perlaceo di sabbie bianchissime; ammalia con la potenza spettacolare del vulcano; confonde con la sua Storia che è un puzzle di civiltà i cui resti convivono sugli stessi territori, una accanto all’altra, senza mai perdere l’equilibrio estetico. Seduce e rende immobili, come prede non più in grado di opporre resistenza. Si può scappare, andare altrove, ma a Nataca devi sederti davanti ad una granita alle mandorle e parlare, parlare, parlare, aspettando che il dopo passi, o che non arrivi mai e, davanti alla granita, puoi parlare delle strade fatiscenti, dei viadotti che crollano, dei depuratori inesistenti, dei boschi sempre in fiamme, delle lunghe trafile della sanità… e infatti parli, parli, parli… e il dopo è già passato, quindi tanto vale ordinare un’altra granita. Con brioche.  

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