Gillo Pontecorvo: “La Battaglia di Algeri” (1966)

Queste nuove generazioni di disperati, figli di altri disperati che in Francia hanno tentato di integrarsi, sono i veri nostri interlocutori… basta ripercorrere o scoprire le scene deLa Battaglia di Algeri”, film di Gillo Pontecorvo del lontano 1966. Allora, un intero popolo di disperati, tenuto ai margini dalla feroce colonizzazione francese, trovò la forza di sollevarsi fino all’indipendenza. Questo accadde, dopo anni di inutile lotta, solo quando un pugno di terroristi, seminarono la morte con le stesse identiche modalità dell’ultimo attacco a Parigi… L’Algeri francese cadde nello sgomento… quella araba ritrovò una ragione di vita. Non c’è altra via, se non quella che porta a una vera e civile inclusione di questi nostri fratelli… più colpiti di noi dalla follia dell’estremismo religioso a servizio degli interessi economici del Nuovo Ordine.

Algeri, 7 ottobre 1957. I parà del colonnello Mathieu circondano il nascondiglio dell’unico superstite del Fronte di Liberazione Nazionale algerino, Alì La Pointe, e minacciano di far saltare con la dinamite la casa. Questi, in attesa della morte, ripercorre con la memoria gli avvenimenti nei quali, da sfruttatore di donne e pregiudicato comune, è maturato in uomo cosciente del suo diritto alla libertà. Tre anni prima, nel novembre ’54, la lotta era cominciata liberando la Casbah dai germi della malavita per fare della cittadella araba la roccaforte della rivoluzione: poi era esplosa con scontri individuali ed azioni terroristiche che avevano provocato reazioni da parte della popolazione francese. Nel gennaio del ’57 erano giunti il colonnello Mathieu ed i paracadutisti che, con un’azione militare e poliziesca non priva d’intelligente organizzazione e non aliena da sistemi di tortura, avevano progressivamente smantellato l’organizzazione algerina e risalita la piramide dei collegamenti fino ad isolare La Pointe e scoprirne il nascondiglio. Morto Alì La Pointe, la rivoluzione appare sedata. Ma nel dicembre del ’60 tutto ricomincia quasi per incanto e due anni dopo l’Algeria ottiene l’indipendenza.

regia: Gillo Pontecorvo;
produzione: Antonio Musu, Yacef Saadi per Igor Film/Casbah;
sceneggiatura: Franco Solinas;
fotografia: Marcello Gatti;
montaggio: Mario Serandrei, Mario Morra;
scenografia: Sergio Canevari;
costumi: Giovanni Axerio;
musica: Ennio Morricone, Gillo Pontecorvo.

Interpreti e personaggi: Brahim Haggiag (Alì La Pointe), Jean Martin (colonnello Philippe Mathieu)
Yacef Saadi (Djafar), Michèle Kerbash (Fathia), Ugo Paletti (commissario)
Fawzia El Kader (Halima), Mohamed Ben Kassen (il piccolo Omar)
Tommaso Neri (capitano Dubois), Samia Kerbash, Franco Morici.

algeri gico

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