Julien Doré: la “Rivoluzione francese” del Pop – di Jennifer Radulovic

Julien Doré – cantante, autore, musicista e attore – sta pian piano rivoluzionando la scena Pop francese con la freschezza dei suoi brani, la spensieratezza del suo crine aureo e soprattutto un talento musicale che negli ultimi tempi sta dando dimostrazioni significative. Originario di Alés, in Occitania, sarebbe fin troppo scontato affermare che a questo ragazzo (classe 1982) l’arte scorre nel sangue, visto che il suo cognome, lungi da un’occasionale omonimia, ci svela la discendenza dal celebre illustratore Gustav Doré (1832-1883). Julien, nato musicalmente con i gruppi e i live nel Sud del paese, si fa notare la prima volta attraverso un talent-show – in francese téléréalité – quando nel 2007 vince le “Nouvelle Star” e nello stesso anno viene eletto Uomo più sexy dell’anno dalla redazione francese del mensile “Elle”. Ma chi è il biondino dagli occhi azzurri che sta spopolando Oltralpe? Julien Doré è entrato nella scena pop contemporanea in punta di piedi, come un bravo ragazzo bon-ton il cui aspetto angelico (e per inciso molto francese) bene si accorda a un’apparente delicatezza. Julien però predilige ritmi vivaci, senza troppi eccessi e restando sempre nell’ambito di uno stile cantautoriale.
Con Coco Câline nel 2017 ha osato di più, offrendo ai suoi fan un testo super orecchiabile e dalle suggestioni estive che dall’Italia ci appare ottimo da ascoltare in una vacanza in Costa Azzura, ça va sans dire. Nel videoclip lo troviamo nascosto da un costume da panda a improvvisare un balletto un po’ goffo sullo sfondo di un poster che mostra un paesaggio caraibico con due palme. La canzone formalmente non dice nulla di compromettente, ma quel Coco Câline, che dà il titolo al brano e ne forma gli ipnotici ritornelli, si presta a molte interpretazioni. Dal nomignolo di un’anonima fanciulla che ci piace immaginare incontrata la sera su una spiaggia all’assonanza da provocateur con la cocaina e, in questo secondo caso, ogni parola assume un significato diverso, alla luce di un’energia figlia di paradisi artificiali. E quale paradiso più classico di un arenile dorato e dell’acqua cristallina? Se Coco resta un arcano (ma sono proprio i suoi possibili rimandi a conferirle charme) ben più chiara e codificale è l’ultima hit del cantante, Nous, cioè “noi”, licenziata nel 2020 all’interno dell’album “Aimée”.
La canzone è stupenda ed è schizzata subito nelle classifiche francesi. Anche per questo video, il gentile Julien non si prende troppo sul serio e con la camaleontica verve tipica della sua generazione si declina stavolta su una spiaggia vera, accompagnato da due piccoli dinosauri, in veste di esotici animali da compagnia. Una mise en scène che ribadisce il suo impegno per la causa animalista e ambientalista e, non a caso, sempre nel 2020 è uscito anche il singolo La fiévre, volto a denunciare il cambiamento climatico (il video è girato in Camargue). Con tutta evidenza, lo sforzo creativo della performance visiva di Nous è stato assai apprezzato da pubblico e critica, perché il 12 febbraio 2021, all’ultima edizione dei Victoires de la Musique – il premio nazionale della musica francese, di matrice istituzionale – Doré si è aggiudicato la statuetta per il Miglior Videoclip, una sezione che, oltre al contributo estetizzante della promozione canora, è ormai palese voglia conferire un riconoscimento a una canzone che non è entrata nelle nomination più classiche. Julien, comunque, ha vinto l’edizione 2015 del premio, trionfando in quell’annata come miglior interprete maschile.
Alla kermesse, un’altra étoile del panorama francofono, Clara Luciani (il cognome è italiano ma lei è corsa) si è esibita, non con brani nuovi, ma dando la voce a una splendida interpretazione di Déshabillez moi, successo datato 1967 di Juliette Gréco, mancata lo scorso luglio e a cui era doveroso dedicare un tributo durante la più importante manifestazione musicale di Francia. Gli estimatori di Clara, però, non hanno dovuto aspettare troppo per rivederla perché martedì 2 marzo è finalmente uscita la clip de Île au Lendemain (L’isola del giorno dopo), in coppia proprio con Julien Doré, che la inserisce nel già citato album “Aimée”. La canzone è dello scorso autunno, ma l’uscita del video ufficiale l’ha fatta nuovamente esplodere nei passaggi radiofonici e negli ascolti su Spotify, forte anche della recente vincita dell’autore ai Victoires. I due artisti, abbigliati di tutto punto, cantano uno accanto all’altra immersi nell’acqua di un fiume, lui fin sopra alle ginocchia, lei seduta a suonare il pianoforte che vibra, lambito da piccole onde, il tutto impreziosito dalla pellicola in bianco-nero che conferisce una dimensione drammatica a una musica molto émouvant.
Il brano ci offre un Julien in parte inedito, che alle sonorità più incalzanti e spiritose predilige svelare un aspetto di sé intimistico e profondo, segnato da malinconia. Il pubblico è già in visibilio per le due giovani star che hanno unito i loro temperamenti solitamente incendiari in una canzone di grande raffinatezza testuale e canora, ebbra di grazia e inebriata di nostalgia. Forse la massima migliore che possiamo cogliere dagli insegnamenti del giovane, ma già saggio Julien è custodita nella sua Nous, dove canta “Nous on s’en fout de vous, a significare che gli innamorati – ma vale per tutti noi – degli altri se ne devono fregare, pardon… f*ttere. 🙂

 33 giri pubblicati da solista: “Ersatz” (2008), “Bichon” (2011), “Løve” (2013),
Piano SØLO(2014), &” (2016). “Vous & moi” (2018), “Aimée” (2020).

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