Joumana Haddad, Nabil Salameh: “Al Maqam, la storia di Naìma” (2019) – di Gabriele Peritore

C’è stato un tempo in cui la cultura araba eccelleva in tutti i campi, la sua scuola, in un periodo che noi chiamiamo Medioevo e anche prima, faceva da punto di riferimento, in tutto il mondo conosciuto all’epoca, sia nelle arti che nelle scienze. Fioriva la matematica con il suo sistema di numerazione che ha rivoluzionato l’intero modo di misurare la vita. Una questione di misure, metri, metrica. Gli architetti erano richiesti in tutte le corti sulle sponde opposte del Mediterraneo, basti pensare a Ruggero il Normanno e a quello che è riuscito a creare a livello architettonico in Sicilia e nel sud Italia. Soprattutto però, c’erano la musica, la danza e la poesia. La danza, sia essa espressione del corpo o dello spirito, aveva una sua ritualità tesa a raggiungere un luogo ideale dell’anima, uno stato di benessere e bellezza in armonia universale, denominato Al Maqam. Così come la musica, anche la poesia poteva muoversi sui diversi Maqam. Attraverso la calligrafia e la metrica, con le sue diverse misure nell’intervallare le sillabe corte e quelle lunghe, a formare i “Mari di poesia”, attraverso l’intonazione e la sensibilità descrittiva, per ricongiungere l’uno al tutto e il tutto all’uno. La sintesi perfetta per cogliere l’attimo del balenare della luce tra due zone d’ombra. Il poeta e la poesia per tramandare le gesta del passato, per costruire ponti verso il futuro.
Al Maqam, la storia di Naìma (o del corpo che si rivela)”, pubblicato dalle Edizioni Kurumuni nel 2019, è un prezioso libretto che al suo interno riesce a intrecciare una silloge poetica e una composizione saggistica. La stesura delle liriche è affidata a Joumana Haddad, autrice, giornalista e attivista libanese. Lungo il corso dei versi si può intuire la tenace volontà di rivendicare la femminilità in tutta la sua essenza, lontano da ogni stereotipo e lottando contro ogni forma di preconcetto o luogo comune, sul fronte sociale, civile ma anche sentimentale. Strofa dopo strofa, con tutta la dolcissima insolenza che sa sprizzare, la scrittura si fa corpo, e la sua materia si fa vita. Fiera della propria libertà, da donna araba la recrimina in qualsiasi campo e situazione. Libera di scegliere, libera di coprirsi o svelare la propria intimità soltanto ai pochi eletti, libera di cedere alla follia, libera di credere in ciò che vuole, libera di desiderare, perché “è il desiderio che muove le montagne, non la fede”. La sezione saggistica è firmata da Nabil Salameh, autore, giornalista, storica voce dei Radiodervish, band di cui è anche fondatore.
Con il suo stile narrativo fluido e fiabesco da “Mille e una notte” ci racconta la storia di Naìma, la poetessa che ha contribuito notevolmente, con la sua scuola, allo sviluppo e alla diffusione della poesia araba nel periodo immediatamente preislamico. A portarne avanti il reale senso, l’unico senso, cioè ottenere la fusione tra materia e spirito attraverso l’incanto dei versi, anche al cospetto di Dio, anche a dispetto di Dio. Perché se esiste un Dio non può che essere amore, così la classificazione dei cento nomi per descrivere la divinità si allinea a quella per descrivere l’amore, il solo a permettere il risveglio, la rinascita, la trasformazione. Vita, Poesia, Amore. Questo è il senso di tutto. Ideale perpetrato e difeso anche contro i fanatismi integralisti che andavano prendendo piede. L’unione tra la sezione poetica e quella saggistica, all’interno del coraggioso libretto, intende esaltare il ruolo della donna sia nel passato, come nel caso di Naìma, sia nel presente tra i versi di Joumana Haddad. Questo complesso accordo riesce alla perfezione grazie alla direzione artistica della poetessa Marthia Carrozzo che nella collana Camminamenti, da lei curata magistralmente, trova le alchimie adatte per far coesistere forme di scrittura diverse tra loro, intrecciandole e facendole viaggiare sincronicamente, per regalarci un’esperienza unica di lettura che riesce a depositarsi, docilmente ma ricca di contenuti, nell’interiorità di chiunque voglia avvicinarsi a curiosare tra queste pagine.

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