Johnny Winter: “Let Me In” (1991) – di Luca Paoli

Ci sono album nella discografia di un artista o di un gruppo che sono considerati poco o comunque quasi mai citati nelle liste di preferenza di critici ed appassionati. È il caso di “Let Me In” di Johnny Winter, album che apre gli anni novanta per il chitarrista albino di Beaumont Texas. Primo ad essere inciso per l’etichetta Pointblank Records, prodotto da Dick Shurman e dallo stesso Johnny Winter. Composto quasi esclusivamente da cover (solo due brani a sua firma) vede il chitarrista, in splendida forma, alternare sfrenati R&R a blues d’atmosfera con la sua chitarra che sa urlare e sussurrare le 12 battute come pochi altri. Certo, se confrontato con i suoi album a cavallo tra i ‘60 ed i ‘70 perde nell’effetto sorpresa ma di sicuro è un disco onesto e suonato col cuore. Riascoltato oggi dopo quasi 30 anni fa la sua sporca figura e suona ancora fresco ed attuale. La formazione base è quella classica in trio con Johnny chitarra e voce, Jeff Ganz al basso elettrico e Tom Compton alla batteria… più il magico piano di Dr. John in Life is Hard e Sugaree;Billy Branch armonica in Hey You, If You Got A Good Woman e Shame Shame ShameKen Saydak al pianoforte in If You Got A Good Woman. Si parte alla grande con Illustrated Man di Fred James e Mary-Lou Brandon, col rock blues tirato, la chitarra elettrica subito protagonista e la voce cartavetrata del Nostro a graffiare. Si prosegue con Barefootin’ di Robert Parker, altro blues molto elettrico con una splendida chitarra slide. Life Is Hard di Fred James è, di contro, uno slow blues di grande suggestione ed impreziosito dal pianoforte del Dottore… sei minuti abbondanti con la chitarra elettrica ed il pianoforte che incantano ed emozionano. Lo shuffle detta il ritmo di Hey You di Mike Himelstein, con la presenza della armonica di Billy Branch. Altro blues lento dal suono acustico e Jazzato è Blue Mood di Jessie Mae Robinson, con uno splendido assolo di chitarra acustica. Il R&R  Sugaree  ci trasporta negli anni cinquanta, con un grande Dr.John al pianoforte. Puro divertimento. Medicine Man di Fisher e Douglas è un mid-tempo rock sorretto da un classico riff di chitarra elettrica, con la voce sempre notevole e un assolo centrale di chitarra elettrica slide e, nella parte finale, di chitarra elettrica di sicuro effetto. You’re Humbuggin’ Me di Morgan e Miller è un altro bell’esercizio chitarristico e vocale di Johnny. Si torna ad atmosfere più lente con il blues If You Got A Good Woman, brano scritto da  Winter per chitarra elettrica slide. Got to Find My Babe di John Heartsman è un funky blues ben sorretto da una notevole sezione ritmica e con la solita chitarra elettrica solista a far la differenza. Siamo quasi alla fine. Giusto il tempo di assaporare il rock’n’blues di Shame Shame Shame, con ancora l’armonica a duettare con la chitarra elettrica. La chitarra acustica slide sostiene la voce sofferta dell’albino in Let Me In, secondo brano scritto dal Texano. Chiude il disco You Lie Too Much di Mac Rebennack in arte Dr. John. In conclusione un ottimo disco di Rock-Blues che se preso singolarmente e non paragonato ai suoi lavori degli anni settanta, merita sicuramente una rispolverata. It’s Only Rock’n’Blues But I Like It. Da riscoprire.

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