John Strada: “Mongrel” (New Model Label 2016) – di Lino Gregari

John Strada è un Rocker emiliano dal respiro internazionale, con una vena tipicamente americana che ben caratterizza il suo sound di cantautore di razza. Giunto ormai al suo settimo Album, l’artista si presenta con una serie di canzoni molto valide che denotano la piena maturità di un songwriter mai banale; accompagnato da una Band che segue perfettamente il mood del leader e con la preziosa collaborazione del sempre bravo e attento Jono Manson, John Strada da libero sfogo alle sue pulsioni musicali, proponendoci un disco di chiaro respiro internazionale. Cantato in inglese, “Mongrel” è un concentrato di Rock americano che non ha eguali nell’asfittico panorama musicale italiano; grazie anche alle collaborazioni di veri e propri totem quali Michael McDermott e Bocephus King, John estrae dal cilindro un’opera che strizza l’occhio a Bruce Springsteen ma che si eleva a vero e proprio status musicale degno di proporsi a una platea che lo sappia apprezzare appieno. Il Rock la fa da padrone, tra le pieghe di questo Album, e l’iniziale Headin’ Home, impreziosita dalla chitarra di Jono Manson, apre da subito le danze con una bella armonia a cui fa seguito un refrain accativante, come di deja vu che tuttavia non guasta. La Band si presenta subito al meglio, e il sound di chiara matrice Springsteeniana si mostra palesemente; del resto il nome della formazione (The Wild Innocents) la dice lunga sulle intenzioni di questo gruppo di ottimi musicisti. Molto bella anche la seguente Who’s Gonna Drive che richiama il più classico Rock Americano ed è da rimarcare la splendida Promises, una ballad come se ne sentono davvero poche, scritta a quattro mani con James Maddock. Sorretta da un pianoforte in stato di grazia Promises è un gioiello di rara bellezza nel quale spicca il grande lavoro alle tastiere di Daniele “Hammond” De Rosa. Se una cosa stupisce, ascoltando questo disco, è sicuramente il fatto di non trovarne riscontri nelle classifiche di vendita nostrane: strano paese il nostro, dove si consacrano fenomeni da baraccone mediatico e si ripudiano artisti veri. I’m Laughing, cantata assieme a Michael McDermott è un altro pezzo da novanta, sospesa tra rock cantautorale americano e italiano, con la Band che davvero gira a mille per seguire i due leader: un brano intenso come ce ne sono pochi. Johnny & Jane è invece il tipico brano alla Bocephus King, con un incedere Honky Tonky di grande effetto che invoglia al movimento: un altro pezzo di grande spessore. 
Il resto del disco è di pari livello, e garantisce all’ascoltatore una piacevole, fresca ed elettrizzante escursione in un mondo che, alla nostra latitudine, si vede davvero poco. John Strada dimostra di meritare la considerazione di tutti i cultori del Rock con la erre maiuscola, e grazie alla solidità della chitarra di Dave Pola e alla efficace sezione ritmica garantita dalla batteria di Alex Cuocci e dal basso di Fabio Monaco, oltre al già citato Daniele De Rosa, fa sicuramente breccia nei nostri cuori. 
Disco da cinque casse… il massimo per noi.

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