John Frusciante: “Song to sing when I’m lonely” (2004) – di Benedetta Servilii

“A song to play when I’m lonely, win and never play a game againAscoltavo questa canzone mesi fa, mentre mi portavano via nel cuore della notte e mi ritrovo a canticchiarla ossessivamente ora, mentre riprendo da solo la strada verso casa.
John Frusciante era uscito dal gruppo, era stato via anni, tra droghe e tormentati viaggi esistenziali, poi era tornato. In fondo, sto facendo lo stesso anche io, con un po’ meno idee geniali nella testa ma pur sempre con una chitarra e la sensazione di avere qualcosa da raccontare. Sono passati sei mesi da quella notte, ma a me sono parsi un’eternità. Questa chitarra mi ha salvato, mi ha fatto compagnia quando temevo che non sarei tornato più alla mia vita; è stata l’unica a ricordarmi che un mondo era ancora possibile, bastava solo resistere “holding tight to dreams that never end (…). Ero in pericolo, mi hanno detto di prendere velocemente le mie cose e seguirli. Ho preso la chitarra, una felpa e un libro, il mio indispensabile per sopravvivere. Mi hanno portato lontano da casa, per giorni non ho nemmeno saputo dove fossi, mi hanno dato un nuovo nome e una nuova storia: “No one’s afraid to be called by another name, No one dares to be put down where they don’t belong, Nowhere’s anyone reason, Everything dying and leaving”.
Ricominciare, senza paura. Ma come potevo sentirla mia quella storia? Ho provato a raccontarla a me stesso strimpellandola, ha iniziato a piacermi lentamente poi, all’improvviso, ne facevo parte. Eppure sembrava ancora tutto fuori posto, “out of place in my own time”. Capivo perché mi ritrovavo in quella situazione, avevo sbagliato, anzi no! Avevo solo detto la verità in un mondo storto e avevo pestato i piedi a uno di quelli a cui non bisogna dare fastidio, ma me ne sono fregato e, nonostante questa vacanza forzata, lo rifarei altre mille volte. Ci sono momenti in cui non puoi fare altrimenti e non senti altro che l’urgenza di ribellarti. “Feel nothing when my life’s flashing before my eyes”, la vita mi stava dando un avvertimento, ma io non potevo tradirmi o, semplicemente, non ho avuto paura. È andata così, ho una totale devozione per me stesso e per le mie idee, la mia chitarra mi aiuta a dar loro un’intensità.  Forse è per questo che mi ritrovo nelle corde di John Frusciante che con la sua, di chitarra, è sempre stato un connubio alchemico. Credo che quella notte non avrei voluto ascoltare la musica e la voce di nessun altro. Avevo bisogno di lui, che aveva distrutto il suo mondo, ricostruendone uno nuovo dalle sue stesse ceneri e che aveva celebrato, a modo suo, il tormentato passaggio tra i due, sempre con la sua fedele compagna. Ce l’avrei fatta anche io.
Così, amici miei, sono andate le cose. Ora mi ritrovo di nuovo al punto di partenza, fermo davanti alla casa che ho sognato ogni notte, eppure non riesco ad entrare. Ho vissuto per mesi la vita di qualcun altro e penso di averla vissuta nel migliore dei modi. Tengo stretta la mia chitarra, l’unica che mi ha tenuto legato alla vita a cui speravo di tornare, l’unica che ci sarà in tutte le realtà parallele che dovrò ancora affrontare. Avete presente i viaggi onirici o quelle storie fantasy in cui ci si muove nel tempo e nello spazio e si ha sempre bisogno di focalizzare un oggetto per riuscire a ritornare nel mondo presente? Ecco, lei era il mio oggetto transazionale. Non la ringrazierò mai abbastanza. Mi aspettano altri accordi e altre melodie, lo so, ma ci sarà sempre una canzone che canterò quando sarò solo.
Cammino piano, così posso godermi ogni secondo di ciò che era mio, apro la porta lentamente per non rischiare un’overdose di realtà. Nulla è cambiato, o forse sì. Eccomi, sono tornato

A song to play when I’m lonely / When I never play a game again
No one to face when I’m falling / Holding tight to dreams that never end
I’ll be you / I do / i’ll be you / No one’s afraid / To be called by another name

No one dares to be good / Down where they don’t belong
Nowhere’s anyone’s reason / Everythings dying then revened
Out with these faults and you make me, baby / Faking a movement by no one seeing it

No one always find peace alone / No one choses to beat my pride down
Someone’s pierced right through me / People failed me being drawn up

So hard to fade a few moments / Love and pain are being clung to
By losing us / Falling / Only waiting for / Long times to be wrong / And true to us
Out of place in my own time / Drowning thinking that I’m dry

Hold on to facts that will never be proven / Faking an action cause no one is looking
Hello and I’m crashing / Feel nothing when my life’s flashing before my eyes
She’ll look through me down / It’s haunted so much / (I’ll be you, I do, I’ll be you)
A song to play when I’m lonely / Win and never play a game again

No one to face when I’m falling / Holding tight to dreams that never end
I’ll be you / I do / I’ll be you / No one’s afraid to be called by another name

No one dares to be put down where they don’t belong / Nowhere’s anyone’s reason
Everything dying and leaving / Out with these faults and you make me baby
Faking a movement but no one’s seeing it / No one always finds peace flung
No one chooses to beat my pride down
Symbols pierce right through me / People fail to be drawn up

Sunlight to fate accumulates / Loving pain to be clung to
Luminous bodies / Only waiting for long signs to be wrong

And true to us / Out of place in my own time
Drowning thinking that I’m dry / Holding onto facts that’ll never be proven
Faking an action cuz no one’s looking / Hello when I’m crashing
Feel nothing when my life’s flashing before my eyes
You should’ve threw me down / Is the content so much.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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