John Coltrane: “Blue Train” (1957) – di Ubaldo Scifo

Eccezionale album del 1957, anno in cui John Coltrane partecipa a una notevole quantità di sessioni di registrazione, in studio o dal vivo con gruppi diversi, oltre che con il suo sestetto. L’armonia, l’improvvisazione, l’esigenza di creare la sua musica e suonarla con un proprio gruppo lo spingono a una quasi frenetica ricerca di nuove esperienze musicali. Coltrane è sopraffatto dalle sue stesse idee, le esperienze con Miles Davis e Thelonius Monk lo hanno rinvigorito, esaltato e notevolmente arricchito stimolando la sua vena creativa rendendolo inarrestabile. È guarito dalla tossicodipendenza ed è consapevole, finalmente, della sue straordinarie capacità. Ora i critici (che qualche anno prima lo avevano snobbato e addirittura aspramente criticato) si sono accorti di trovarsi di fronte a un fenomeno, un musicista tra i maggiori artefici della storia del jazz. Nel suo articolo apparso nel 1958 sul Cleveland Call and Post il giornalista Bob Snead scrive: “I suoni che fluiscono dal sax tenore di John Coltrane sono tecnicamente più raffinati di quelli di qualsiasi altro tenorista, per quanto attiene all’uso della diteggiatura e dell’imboccatura. Il fatto che egli sia arrivato a un livello superiore rispetto alla maggioranza dei suoi contemporanei è dovuto a una serie di ragioni. La più importante è che ha dentro un desiderio esclusivo, quello di essere un grande musicista. Non grande agli occhi del pubblico, ma grande nell’opinione che ha di sé stesso”. Il giornalista proseguiva elogiandolo per il suo perfezionismo: John lavorava duro e la sua tenace applicazione e il suo continuo vivere immerso nella musica avevano notevolmente contribuito alla sua repentina ascesa.
Nell’album sono contenute cinque tracce scritte da Coltrane tranne I’m Old Fashioned di Jerome Kern e Johnny Mercer. Line-up di lusso, con una sezione fiati formata da Lee Morgan alla tromba e Curtis Fuller al trombone con John al tenore, poi Kenny Drew al piano e infine Paul Chambers al basso e Philly Joe Jones alla batteria, due vecchie conoscenze parte del quintetto di  Miles di “Round Midnight” (1957) e “Cookin’ / Relaxin’ / Working’Steamin’ With The Miles Davis Quintet” (1957, 1958, 1960 e 1961). Infatti si tratta di un hard bop molto vicino a quello  espresso in quelle sessioni: a volte travolgente, altre suadente ed accattivante. Coltrane al tenore mostra la sua grande anima in brani come I’m Old Fashioned e la tecnica straordinaria in Lazy Bird o, ancora meglio, nel micidiale assolo in Blue Train. In generale si avverte ancora l’influenza dello stile di Charlie Parker. Fuller e Morgan si dimostrano suoi validi interlocutori nelle parti solistiche con la loro classe, eleganza e freschezza di idee: non per niente nel giro di qualche anno sarebbero diventati elementi portanti di una delle formazioni più accreditate dei Jazz Messengers di Art Blakey.

John Coltrane: sax tenore. Lee Morgan: tromba. Curtis Fuller: trombone.
Kenny Drew: pianoforte. Paul Chambers: basso. Philly Joe Jones: batteria.
Tracks: Blue TrainMoment’s NoticeLocomotionI’m Old Fashioned / Lazy Bird.

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