Joe Cocker: “Unchain my heart” (1987) – di Benedetta Servilii

Mi sentivo un leone in gabbia e, forse, lo ero davvero. Mi muovevo avanti e indietro in quella stanza dove ero chiuso ormai da 24 ore, come se il mio movimento ripetitivo arrivasse come una minaccia a chi, in quella stanza, mi aveva rinchiuso senza che nemmeno me ne accorgessi. Si torna sempre dove si è stati felici e io, in quella stanza, avevo ricordi bellissimi. Adesso era vuota, la luce filtrava tiepida da una piccola finestrella in alto che lasciava intravedere, nella penombra, una porta che non si apriva mai. Era un insopportabile crepuscolo, dove le ore scorrevano uguali e senza soluzione. Sapevo chi era la responsabile di quel gioco al massacro, ma io lo ero almeno quanto lei. Lei aveva gettato le chiavi, io non mi ribellavo mai davvero. Mi muovevo nervosamente toccando le pareti in cerca di un minimo varco, sbattevo i pugni con violenza sperando che le mura si arrendessero alla mia disperazione. Niente. Caddi al centro della stanza esausto e dolorante, iniziai ad urlare implorando pietà. Unchain my heart, baby let me be/’Cause you don’t care, help me, set me free… Liberami!. Gridavo con tutta la forza che avevo in corpo, nessuno sembrava ascoltare la mia voce. Non volevo trascorrere lì un’altra notte e al calar del sole mancava non più di un’ora.
Provai a raggiungere la piccola fonte di luce salendo su un vecchio tavolo, unica risorsa a cui potevo aggrapparmi. Mi arrampicai con fatica, la grata in ferro lasciava filtrare la luce, ma non avrebbe mai permesso a me di tornare al mondo esterno, che ormai era divenuto un miraggio o solo un vecchio ricordo. Provai a forzare le sbarre, rompendo un piede del tavolo perché fungesse da leva. Uno sforzo inutile. Avevo perso tempo, 40 minuti e il buio sarebbe tornato a farmi compagnia. Il buio, si sa, è regno di mostri e fantasmi e io non potevo permettermi l’incontro con nessuno dei due.
Unchain my heart, ‘cause you don’t care about me/You got me sewed up like a narrow case/ But you let my love go to waste/Unchain my heart, set me free, tornai a gridare. Sentivo l’urgenza di una liberazione, la voce graffiante di Joe Cocker mi ricordava l’espressione perfetta di quel bisogno e io non potevo che utilizzare quelle parole, mentre tentavo di tornare alla vita con le unghie e con i denti. Nessun movimento, nessuna voce. 30 minuti. Quella finestra era la mia unica salvezza, in qualche modo dovevo forzarla. Cercai di rompere il muro intorno alla grata, sperando che cedesse, avrei attraversato la strettoia tentando un passaggio sulla carta impossibile per il mio fisico. Rompere del cemento con il legno non era impresa facile, ma non avevo alternative. Avevo scalfito pochi centimetri di quel perimetro e mi sembrava di aver scalato l’Everest, a piedi nudi. Grondavo sudore e sangue. Sentivo le lacrime cedere al controllo e all’idea di una resa. 10 minuti. I’m under your spell, just like a man in a trance, baby/But you know damn well, that I don’t stand a chance/Please, unchain my heart, let me go my way/Unchain my heart,/you were mean that day/Why lead me through a life of misery/When you don’t care a bag of beans for me/Unchain my heart, please, let me free, oh set me free/you don’t care/Oh, don’t you let me go/if you don’t love me no more/let me go… Lasciami andare”.
Tornavo sempre dove ero stato felice, pensavo che i ricordi curassero le ferite. Nel buio di quella stanza mi era improvvisamente chiaro quanto mi avessero invece intrappolato. Iniziai ad immaginare il mondo fuori da lì, il sole che avrei voluto vedere tramontare sul mare, il rumore della moka al mattino, il libro che avevo lasciato sul comodino, il viaggio di cui avevo studiato l’itinerario pur sapendo che avrei scelto sicuramente le strade meno battute per il gusto di perdermi e ritrovarmi, il vento tra i capelli, le risate dei bambini e l’odore di lei che non avevo ancora incontrato. Non potevo arrendermi. Ora zero. La luce era ormai svanita completamente. Mi chinai nascondendo la testa tra le braccia, indeciso se cedere al sonno o alla rabbia. Poi la calma di una soluzione semplice. Avevo gridato, mi ero ferito tirando pugni alle pareti, sanguinato per un vecchio legno che non avrebbe mai vinto sul cemento. Mi avvicinai alla porta, con il timore di fare un gesto che mi avrebbe inevitabilmente schiaffeggiato. Tirai a me il pomello della porta ruotandolo leggermente, la porta si aprì… e io mi svegliai. Il respiro rotto come se fossi di ritorno dalla Fossa delle Marianne. Aprii la finestra e il mondo si stava svegliando insieme a me, con il sole che sembrava aprire il suo sipario sulla vallata. Mi parlavo nei sogni più di quanto facessi allo specchio o davanti una birra. Il caffè era già sulla fiamma
… so, please, set me free…sarei stato pronto davvero? Di sicuro, non sarei tornato a dormire.

Unchain my heart, baby let me be / ‘Cause you don’t care, help me, set me free
Unchain my heart, baby let me go / Unchain my heart, ‘cause you don’t love me no more
Every time I call you on the phone / Some fellow tells me that you’re not at home
Unchain my heart, set me free /
Unchain my heart (unchain my heart), baby let me be
Unchain my heart (unchain my heart), ‘cause you don’t care about me
You got me sewed up like a narrow case / But you let my love go to waste
Unchain my heart, set me free /
I’m under your spell, like a man in a trance, baby
Oh but you know damn well, that I don’t stand a chance
Unchain my heart (unchain my heart), let me go my way
Unchain my heart (unchain my heart), you were mean that day
Why lead me through a life of misery / When you don’t care a bag of beans for me
Unchain my heart, oh please, let me free, alright
I’m under your spell, just like a man in a trance, baby
But you know damn well, that I don’t stand a chance
Please, unchain my heart (unchain my heart), let me go my way
Unchain my heart (unchain my heart), you were mean that day
Why lead me through a life of misery / When you don’t care a bag of beans for me
Unchain my heart, please, let me free, oh set me free / (Unchain my heart) you don’t care
Oh, don’t you let me go (unchain my heart) if you don’t love me no more
(Unchain my heart) / (Unchain my heart) let me go
I’m under your spell (unchain my heart) just like a man in a trance
And you know damn well (unchain my heart), that I don’t stand a chance, no, oh
(Unchain my heart) you don’t care / So please set me free (unchain my heart)

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