Joaquin Sabina: “La palabra y la música”- di Claudio Trezzani

Il mio amore per la città di Madrid mi ha portato a conoscere un po’ della vita e degli artisti locali negli anni. Ricordo ancora quando dieci anni fa entrai assieme ad un amico nel Museo della squadra di calcio dell’Atletico Madrid e, in attesa di entrare, ci fecero vedere un breve filmato sul centenario della squadra. Colonna sonora del filmato era una divertente canzone rock cantata da vari artisti… Motivos de un Sentimento. Però fra le voci una mi aveva colpito in particolare, roca ed espressiva com’era. Rientrato in Italia, le mie ricerche mi hanno poi condotto a scoprire che la voce che mi aveva cosi colpito apparteneva a Joaquin Sabina, tifosissimo dell’Atletico Madrid e artista famosissimo in Spagna e nei paesi di lingua spagnola e no. Con una buona dose di curiosità ho approfondito le ricerche (in questo caso Dio benedica internet) e ho scoperto la vita di un artista vero che oltre ad essere un cantautore vincitore di vari premi della critica, è anche un celebrato poetaUna vita la sua che lo ha visto finire in esilio a Parigi e poi a Londra nel 1970, per la sua opposizione, anche violenta al regime franchista (lanciò assieme ad un gruppo anarchico, una bomba molotov di notte in una banca a Burgos). Proprio a Londra cominciò la sua carriera di musicista e cantautore. Si manteneva suonando in piccoli caffè e alle stazioni della metropolitana e, leggenda vuole che nel 1974, tra il pubblico del locale dove stava suonando (il Mexicano-Taverna) una sera si trovasse George Harrison che festeggiava il suo compleanno. Il Beatle gli diede una mancia di cinque sterline che, si dice, il buon Joaquin conservi ancora gelosamente fra i suoi cimeli di famiglia. Nel frattempo cominciò anche a scrivere canzoni che assomigliavano a vere poesie e a raccoglierle in una prima raccolta chiamata “Memorie dell’Esilio”, che vendeva personalmente al mercato di Portobello. Con la caduta del regime franchista in Spagna, riuscì ad ottenere un nuovo passaporto e, nel 1977, rientrò in patria. Il suo trasferimento con la moglie a Madrid nel 1978 fu fondamentale per il proficuo avvio della sua carriera discografica. Venne anche adottato dalla città che lui, andaluso di nascita, ormai considera ancora oggi la sua città. Proprio una della sue prime canzoni, Pongamos que Hablo de Madrid è stata per anni considerata inno ufficioso della capitale spagnola, superata solo da un’altra sua canzone uscita però nel 1998 e cioè Yo Me Bajo En Atocha. Quest’ultima una vera e propria dichiarazione d’amore che ogni amante di Madrid non può evitare di ascoltare. Poesia pura. Fu sopratutto negli anni 90 che esplose in Spagna e nei paesi sudamericani il suo successo, culminato nel 1992 con uno dei suoi lavori più riusciti ed amati, Fisica Y Quimica”. Disco da oltre un milione di copie che contiene alcune delle canzoni più suonate nei suoi apprezzatissimi spettacoli liveIronico, metaforico, mai banale, definito da molti il narratore ufficiale dei difetti della Spagna moderna ma anche dei suoi difetti, che sono soprattutto legati all’amore sviscerato per le belle donne, a cui non ha mai saputo rinunciare. Moltissime le canzoni che hanno le sue donne e le sue mogli come protagoniste. Uno stile, il suo, oscillante fra un narratore folk alla Dylan e uno alla Mellencamp, con una leggera sfumatura di tradizione spagnolaUna carriera ancora in piena evoluzione la sua, nonostante passati problemi di salute, con un disco uscito in questo 2017, “Lo Niego Todo”, nella cui title-track ci tiene a negare ogni leggenda metropolitana narrata su di lui in maniera sempre ironica e velenosa: “Ni ángel con alas negras / Ni profeta del vicio / Ni héroe en las barricadas / Ni ocupa, ni esquirol / Ni rey de los suburbios / Ni flor del precipicio / Ni cantante de orquesta / Ni el Dylan español” ma anche aggiungendo alla fine “nego tutto e anche la verità”Ennesimo disco riuscito, di un artista che in Italia e nei paesi non dl lingua spagnola non è di facile “digeribilità”, anche legato al fatto che il suo spagnolo è molto metaforico, fatto di espressioni colloquiali, citazioni di strada e anche letterarie ma, una volta compreso, con la pratica della lingua parlata, non si può non ammirarne la capacità narrativaSegnalo per chi si vuole avvicinare a questo artista, lo stupendo live uscito nel 2015, con dvd annesso, “500 Noches Para una Crisis” e, per chi vi scrive, il suo capolavoro assoluto… e cioè “19 Dias Y 500 Noches”, uscito nel 1999Buon Ascolto.

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