Joao Gilberto: Que reste-t-il de nos amours? – di Isabella Dilavello

Il passo pesante di chi non vorrebbe arrivare mai a destinazione. Il capo chino con lo sguardo sulla punta delle scarpe, per non inciampare. Nei sassi, nel sole. In una mano il sacchetto della spesa. Un sacchetto di stoffa, di quelli che si possono usare mille volte e tieni in borsa, non si sa mai. L’altra mano ogni tanto si solleva, nel tentativo di aggrapparsi a un braccio, appoggiarsi a un muro. Cerca sostegno o una scusa per fermarsi, trovando solo aria sottile. L’autobus dal quale è scesa è già lontano. Sospira, passo dopo passo. Tanto vale andare, si dice. Ma si dice anche che il tempo fa quel che vuole. Si dice che Parigi val bene una messa. Si dice che se tagli i capelli a luna crescente, torneranno presto lunghi e forti. Se ne dicono tante di storie per convincerci, rassicurarci. Per sentirsi saldi sulla via presa e non tornare indietro. Tanto vale andare. Il passo pesante come ogni settimana. Nel sacchetto quel che serve o forse solo l’illusione. Nel sacchetto le cose preferite dai ricordi. Nel sacchetto anche una piccola pianta fiorita, ché i fiori recisi una settimana non resistono bene. Ogni settimana è come un anno in più. Ogni settimana è tempo in meno che resta. Solleva il capo per un attimo, quel che basta per vedere il cancello aperto e riconoscere la via di piccole croci. Tu non sei lì, si dice. Ma tanto vale andare. Di tutto un amore, quello che resta è l’andare al prossimo incontro.

Que reste-t-il de nos amours?

Ce soir le vent qui frappe à ma porte
Me parle des amours mortes
Devant le feu qui s’ éteint
Ce soir c’est une chanson d’ automne
Dans la maison qui frissonne
Et je pense aux jours lointains

Que reste-t-il de nos amours
Que reste-t-il de ces beaux jours
Une photo, vieille photo
De ma jeunesse
Que reste-t-il des billets doux
Des mois d’ avril, des rendez-vous
Un souvenir qui me poursuit
Sans cesse
Bonheur fané, cheveux au vent
Baisers volés, rêves mouvants
Que reste-t-il de tout cela
Dites-le-moi

Les mots les mots tendres qu’on murmure
Les caresses les plus pures
Les serments au fond des bois
Les fleurs qu’on retrouve dans un livre
Dont le parfum vous enivre
Se sont envolés pourquoi?

Que reste-t-il de nos amours
Que reste-t-il de ces beaux jours
Une photo, vieille photo
De ma jeunesse
Que reste-t-il des billets doux
Des mois d’ avril, des rendez-vous
Un souvenir qui me poursuit
Sans cesse
Bonheur fané, cheveux au vent
Baisers volés, rêves mouvants
Que reste-t-il de tout cela
Dites-le-moi
Un petit village, un vieux clocher
Un paysage si bien caché
Et dans un nuage le cher visage
De mon passé

Testo e musica: Charles Trenet Léo Chauliac. 

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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