Jive Mother Mary: “The Long Odds” (2019) – di Claudio Trezzani

Negli States le band nascono ancora alla vecchia maniera, e hanno poi la possibilità di crescere e dar sfogo al proprio talento: amici da un vita, mille viaggi nei van e mille concerti in fumosi bar da due soldi… I Jive Mother Mary vengono dal North Carolina e sono tutto questo. Un gruppo di amici che suonano (eccome se suonano!) insieme da oltre 12 anni. Suonano Southern, un suono sporco, con una predilezione per la melodia e una voce che lascia il segno. Basta premere il tasto play del nostro lettore, e parte “The Long Odds” (2019)… un groove destinato a rimanerci nelle orecchie a lungo: Look at Me Now (Good God Amighty), melodica ma con un riff killer che la voce splendida di Mason Keck (che è anche chitarrista) è un inizio eccellente. “Le muse ispiratrici” dei Jive Mother Mary sono i padri del genere: Lynyrd Skynyrd, Allman Brothers Band, ma anche Led Zeppelin, per quell’abilità di non tralasciare mai le armonie che ti entrano nelle orecchie. Gli altri membri della band oltre al citato leader, sono Tyler Schulz all’altra chitarra e voce, Keith Ingalls al basso elettrico (ultimo arrivato del gruppo) e Seth Aldrige alla batteria. I Jive Mother Mary hanno assimilato alla grande l’esperienza e il modo di suonare vero e live dagli artisti con i quali hanno condiviso il palco in questi anni: Blackberry Smoke, The Steel Woods… anche Grand Funk Railroad. Leggende vere… ciò ci fa capire il rispetto che godono, a ragione, fra gli addetti ai lavori. Burning Up The Highway si regge sul riff sporco e una ritmica perfetta, la chitarra graffia l’aria mentre i cori e la tastiera le danno un sapore southern e, come si usa in quel Sud tanto caro ai fratelli Allman, l’assolo si incastra alla perfezione. Quando parliamo di groove e di melodia l’esempio più lampante è la title track, un pezzo solare, che le radio americane ameranno sparare a tutto volume nelle calde estati dei Festival nei quali sicuramente questi quattro ragazzi saranno protagonisti. Il loro suono è molto personale, le ispirazioni sono quelle giuste e, basta ascoltare pezzi come Broader Shoulders oppure Rabbit Hole, per accorgersi che le classiche ballad southern con un tocco melodico non comune hanno uno spazio tutto loro e brillano di luce propria: il secondo soprattutto è un brano che si regge su di un giro di chitarra acustica davvero splendido. Fantastica ed evocativa Home Is Where The Heart Is, southern rock e amore per la propria terra, cori che accompagnano un suono di chitarra in crescendo e cattura le orecchie fino all’esplosione finale; probabilmente la vetta del disco. Si suona alla grande anche in North Carolina! Chiusura finale con la delicata I Can’t Get To Sleep, ispirata e semi acustica: splendido modo di finire un disco eccellente, per una band che possiede tutto per emergere e aggiungere il proprio nome all’elenco delle migliori band del nuovo southern rock americano. Se amate il genere non lasciateveli sfuggire, ne vale assolutamente la pena.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo slideshow richiede JavaScript.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: