Jimmy Page: “Death Wish II” (1982) – di Alessandro Gasparini

Siamo nell’anno 1982. Mentre la nazionale di Bearzot si laurea campione del mondo per la terza volta e tra Argentina e Inghilterra viene combattuta la guerra delle Falkland (o Islas Malvinas a seconda del punto di vista) il regista Michael Winner si trova alle prese con il secondo capitolo della saga “Death Wish (in italiano il giustiziere della notte), naturalmente con Charles Bronson ancora nei panni di Paul Kersey. Il produttore Menhaem Golan aveva dato carta bianca al regista nell’affondare il dito nella violenza più trucida, d’altronde era questo il sovente canovaccio della sua Cannon Film. Di questa casa cinematografica si possono ricordare memorabili film d’azione, fantascienza e horror trai quali “Delta Force e “Rombo di tuono (con Chuck Norris), “Space Vampires (di Tobe Hooper) e “I dominatori dell’universo (con Dolph Lundgren). Se nel primo capitolo della saga del 1974 si respirava un’aria da cinema mainstream ed era ancora fresca l’uscita del libro ispiratore di Brian Garfield, in questo caso siamo nel campo del B-Movie propriamente detto. Detto ciò, l’accompagnamento musicale per un film del genere avrebbe dovuto rendere in modo cinico e asciutto un background urbano satollo di stupri, omicidi e degrado generalizzato.
Un grande jazzista come
Herbie Hancock aveva musicato magistralmente il primo film della serie, ma “Death Wish IIera altra storia. Per un lungometraggio la cui intenzione era quella di trasmettere allo spettatore crudezza, disperazione e sete di vendetta, quale compositore poteva esser più adatto se non uno che aveva saccheggiato e violentato la musica nera americana e l’aveva portata agli estremi della tecnica? Fu persino troppo facile convincere Jimmy Page, il quale era vicino di casa di Michael Winner. Page stava attraversando un periodo tutt’altro che felice, caratterizzato dall’inattività dopo la morte di John Bonham (e la conseguente fine dei Led Zeppelin) e il breve progetto degli XYZ (con il bassista Chris Squire,  il batterista Alan White degli Yes e il cantante Dave Lawson dei Greenslade).
Page, accompagnato da ottimi strumentisti e dalla GLC Philarmonic, suona chitarre acustica ed elettrica, sintetizzatore, basso e theremin (singolare strumento di fabbricazione sovietica che annovera una vasta gamma di suoni).
Il
lato A parte con Who’s To Blame, la quale ricorda immediatamente In The Evening dall’ultimo disco dei Led ZeppelinIn trough the out doordel 1979. Ma ad irrompere non è la voce di Rober Plant bensì quella di Chris Farlowe (ex Colosseum e Atomic Rooster). Nel film il brano accompagna i titoli di testa, senza voce e con il sottofondo del radio-notiziario di Los Angeles che informa sulla cronaca nera. The Chase inizia come un hard blues lento per poi essere bombardato dalla batteria e dalle tastiere che fanno da preludio agli assoli e ad un atmosfera ansiogena perfettamente orchestrata. City Sirens dà l’occasione di sentire la voce di Gordon Edwards in uno brano scanzonato e disimpegnato. Jam Sandwich è senza dubbio il capolavoro del disco, nonché l’episodio più vicino agli Zeppelin prima maniera. Batteria marziale, riff vigoroso e assoli carichi di adrenalina. Da antologia la scena in cui la gang, di cui fa parte un ancora sconosciuto Lawrence Fishburne, ascolta il pezzo alla radio prima di infastidire Paul al parco divertimenti con la figlia e la compagna (Jill Ireland, moglie di Bronson). Carole’s Theme è una composizione classica e struggente. Si consuma il dramma della giovane Carole mentre i suoi carnefici sono a piede libero. Kersey inizia a meditare la sua vendetta e il ritorno per le strade. The release parte pomposo per poi mutare in maniera camaleontica in un viscerale rhythm’n blues stradaiolo.
Il lato B è aperto da Hotel Rats And Photostats, con arie lugubri, violini stridenti e sintetizzatori impazziti. A Shadow In The City rende alla grande l’immagine di unombra che si aggira in città, il Nostro Paul Kersey. Suoni minimali si alternano a sonorità dal sapore prog e krautrock, mentre nel finale si cede il passo ad una marcetta in bilico tra lo psicotico e il funereo. In Jill’s Theme tribalismi e cry baby fanno da preludio ad un’esecuzione orchestrale a tratti sopra le righe e a tratti malinconica, che strizza l’occhio ai temi di John Williams e Bernard Hermann. Mentre in Prelude l’incedere da ballad si interseca con la chitarra irruenta, Big Band, Sax And Violence porta all’orecchio un’insolita allegria grazie alla performance del sax. Tale leggerezza apre la strada alla funkeggiata Jam Sandwich, la quale precede il brano conclusivo Hypnotizing Ways (Oh Mamma). Ritorna la voce di Chris Farlowe nella classica forma da canzone rock con assolo di Page, il quale può finalmente sbizzarrirsi con ciò che lo ha reso famoso. Uno score perfettamente cucito addosso al film. Cangiante nel seguire lo sviluppo della trama e ossessivo nell’accompagnare la vendetta di Kersey. Una vendetta dipinta sullo sfondo di una Los Angeles putrida che, come si percepisce dai titoli di coda, continua a vivere la sua notte come se niente fosse.
Un’affresco senza speranze che pare anticipare di 22 anni la stessa Los Angeles immortalata da un altro Micheal (il regista
Michael Mann) nel suo “Collateral (2004) con Tom Cruise e Jamie Foxx.
La carriera solista di Jimmy Page era solo agli inizi. Di lì a poco avrebbe collaborato al progetto R&B The Honeydrippers con Robert Plant e Jeff Beck e all’album folk-rock di Roy Harper What Happened To Jugula?” (1985). Il suo primo e ad oggi unico disco solista Outrider(1988), colonne sonore escluse, verrà dato alle stampe solo nel 1988. Michael Winner dirigerà l’anno successivo il film d’avventura “L’avventuriera perversacon Faye Dunaway, mentre il 1984 sarà l’anno di “La casa in Hell Street (Scream for help). Quest’ultimo lungometraggio sarà un ritorno al B-Movie, essendo un thriller con cast composto da interpreti giovani e per lo più sconosciuti al gran pubblico, per il quale si avvarrà delle musiche di un altro ex Zeppelin il bassista Joh Paul Jones. Alla colonna sonora collaboreranno anche Page e il cantante degli Yes Jon Anderson. Winner morirà nel gennaio 2013 a seguito di una lunga malattia al fegato. Nel 2019 gli verranno mosse accuse di molestie da parte dell’attrice Marina Sirtis, da lui diretta in “L’avventuriera perversa (1983) e “Il giustiziere della notte III” (1985).

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