Jim Morrison (forse) non è morto – di Andreas Finottis

Di tutte le leggende del rock l’unica che potrebbe avere un fondo di verità è quella di Jim Morrison, che non sarebbe morto. C’erano molti motivi che potrebbero averlo spinto a inscenare la sua morte e aveva spesso detto di volerlo fare, come confermò anche Ray Manzarek al Daily Mail nel 2008: riteneva che Jim fosse alle Seychelles e avesse inscenato la sua morte per sfuggire alla notorietà. Era stanco della vita da rockstar e aveva problemi di alcolismo, l’ultimo “L.A. Woman” era un disco che diceva addio, intriso di un senso di fine, come se sapesse che era l’ultimo che faceva. Delle varie ipotesi, la più incredibile è che si sia fatto una plastica facciale per rendersi irriconoscibile e abbia ricominciato a fare musica col nome di Barry Manilow, cambiando completamente genere ma ottenendo ugualmente molto successo. I sostenitori di questa tesi sono numerosi e portano come prove che Barry Manilow prima della morte di Jim Morrison nessuno lo conosceva, l’età e la struttura fisica sono identiche, stessa corporatura e, soprattutto, stessa ampiezza del viso, che anche se ne cambi l’aspetto facendo una plastica facciale l’ossatura sottostante non riesci a cambiarla. Hanno anche analizzato le due voci e sono sovrapponibili come due impronte digitali uguali, pure la maniera in cui compongono le canzoni è simile, benché con generi musicali diversi (rock per Jim Morrison e pop commerciale per Barry Manilow).
Personalmente continuo a crederci poco perché gli occhi sono di due persone diverse e rispecchiano due personalità quasi opposte. Sicuramente Jim tramite suo padre (ammiraglio) aveva la possibilità di accedere alle più avanzate tecniche di chirurgia facciale in uso ai servizi segreti, con cui dicono i sostenitori della tesi abbia fatto un patto per evitare di essere perseguitato, in quanto era tra i leader più seguiti della ribellione giovanile dell’epoca e si era accorto che stava cominciando la repressione. Ma è più probabile, come ipotesi, quella del suo amico Manzarek, che abbia inscenato la sua morte e poi si sia ritirato in qualche località sperduta a fare una vita libera, a contatto con la natura. Però, anche se non fosse vero e fosse morto, Lui vive grazie all’attualità della sua arte che ancora oggi, dopo cinquant’anni dalla scomparsa, parla a ragazzini che non erano nemmeno nati quando lui c’era. Quindi c’è ancora.
Popola i 
giorni strani di oggi come popolava i giorni strani di ieri, con la sua musica.
Strange Days è una delle canzoni migliori dei Doors, molto avanti per l’epoca, il settembre 1967, in cui venne pubblicata in apertura dell’album omonimo. Parla dei giorni strani che ci hanno trovati e durante le loro strane ore noi andiamo avanti da soli, con i corpi confusi e le memorie maltrattate. L’estraniamento come unica forma di sopravvivenza della propria personalità, per non alterare quel rapporto naturale con l’universo, che viene cancellato aderendo pedissequamente alle regole che la società impone all’individuo. Gli artisti di strada, della copertina, che prendono vita nel video, minacciati e scacciati da un inquietante “pretone“, ironico cameo di Ray Manzarek, rappresentano al meglio la fantasia oppressa dal conformismo. Così, ogni essere umano che vuole disertare dalla vita imposta vivrà strani giorni, ma in quei strani giorni avrà sempre vicina la voce di Jim Morrison, che non lo farà sentire solo ma parte di una tribù diversa, che guarda e vive in modo sghembo la realtà circostante. Niente è più vivo e attuale di ciò. 

Strange days / have found us / Strange days / have tracked us down
They’re going to destroy / Our casual joys / We shall go on playing
Or find a new town / Yeah! / Strange eyes / fill strange rooms
Voices will signal their tired end / The hostess is grinning
Her guests sleep from sinning / Hear me talk of sin
And you know this is it / Yeah! / Strange days have found us
And through their strange hours / We linger alone / Bodies confused
Memories misused / As we run from the day / To a strange night of stone
I giorni strani ci hanno trovato / I giorni strani ci hanno scovato /
Stanno andando a distruggere / Le nostre gioie casuali.
Noi dovremmo andare a giocare / O a cercare una nuova città 
Yeah! / Gli strani occhi riempiono le strane camere
le voci segneranno la loro stanca fine / l’hostess sta sorridendo
i suoi clienti dormono a causa di un peccato / mi senti parlare di un peccato
e tu sai che questo lo è / Yeah! / I giorni strani ci hanno trovato
e durante le loro strane ore / noi tiriamo avanti da soli / corpi confusi
memorie maltrattate / mentre scappiamo dal giorno / verso una strana notte di pietra.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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4 pensieri riguardo “Jim Morrison (forse) non è morto – di Andreas Finottis

  • Aprile 18, 2015 in 7:33 pm
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    La Storia del Rock è piena di Leggende.
    E questa è una delle più affascinanti, seconda solo a quella su Paul McCartney.
    E’ il modo con cui il Rock si rigenera, rinnovando se stesso e i suoi eroi.
    Non ci è dato di sapere dove alberghi la verità, ma quando la puntina cala sul vinile e Jim intona “Break on Through”, il primo brano del primo Album dei Doors, la musica viene a ricordarci che il Re Lucertola è ancora tra noi

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  • Luglio 6, 2016 in 12:02 pm
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    parole sante…

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  • Novembre 5, 2016 in 8:58 pm
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    A parte la risibilità del pezzo che lei ha scritto, il naso di Barry Manilow è uguale a quello di Jim Morrison…
    Caro articolista lei sta malissimo…

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  • Novembre 6, 2016 in 12:02 pm
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    Egregio “Nello Specifico”, sono “l’articolista” e le faccio notare che (a parte la sua maleducazione dato che non ci conosciamo) lei definisce risibile un articolo riassuntivo delle congetture sulla morte di Morrison… è ovvio che possano essere risibili in quanto appunto congetture ed è ancora più palese che non siano congetture fatte da me, io le riporto, riassumendole. Come non bastasse, avendo lei come minimo frainteso il senso dell’articolo, adduce un’osservazione insensata, da cui si presume abbia letto solo il titolo e guardato le foto, perché se lei avesse letto con un minimo di attenzione il peraltro breve articolo avrebbe notato che non c’è scritto quello che lei crede d’aver letto, non ho mai scritto che hanno il naso uguale ma l’esatto contrario, ovverosia che alcune fonti sostengono che Morrison si sia sottoposto a un’intervento chirurgico per modificare il suo volto, quindi dopo una modifica un volto sarà diverso da prima, naso compreso. Inoltre ho pure scritto che, nonostante certe “prove” che portano i sostenitori della tesi Manilow, io la ritengo un’ipotesi improbabile, concludendo con quanto personalmente penso e spero: se fosse vero che Morrison ha inscenato una finta morte mi piace pensare che abbia potuto fare la vita che voleva, libero da ogni condizionamento.
    La saluto e la invito a leggere meglio quel che legge (?) e a rileggere quel che scrive – Andreas Finottis
    ps qui in redazione, compreso io, stiamo tutti benissimo, nonostante lei

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