Jefferson Airplane: “After Bathing at Baxter’s” (1967) – di speea

Siamo nella favolosa Baia di San Francisco nell’anno della piena esplosione della Summer of Love, anno di grazia 1967 e i Jefferson Airplane, dopo il decollo con “Takes off” (RCA 1966), ingaggiano Grace Slick che prenderà subito dopo il posto della partoriente e mamma per scelta Signe Toly Anderson e che dalla sua band, The Great Society, porterà in dote due brani che segneranno la storia della band, della west coast e direi dell’intera storia delle 7 noteSomebody to love e White Rabbit che faranno decollare l’aeroplano più hippies della storia. L’album che contiene questi due brani è “Surrealistic Pillow” (RCA 1967): pubblicato a febbraio sarà da subito pietra miliare del “Moviment” e, soprattutto, pilastro fondamentale per tutto ciò che verrà successivamente, indicando la rotta giusta da seguire per tantissime band ed artisti dell’epoca. Del resto Frisco“ era all’epoca una città in pieno fermento musicale e culturale ed esattamente contrapposta alla scena di Londra. Era anche il periodo degli acid-test: letterari quelli di Jerry Rubin e Timothy Leary; musicali quelli di Jerry Garcia e degli altri musicisti sulla piazza che non facevano mistero di questi loro esperimenti, tutti insieme in una comune o in posti che riuscissero a coniugare il “good trip“ con la realizzazione musicale.
In questo contesto i Jefferson Airplane si misero subito alle spalle il successo commerciale di “Surrealistic Pillow” e si buttarono a capofitto nel lavoro per la registrazione di “After Bathing at Baxter’s” (1967), un album che resterà unico per struttura ed idea nella loro produzione, un disco pienamente lisergico che avrà da subito la connotazione dei brani lunghi che permetteranno a Kantener, Slick, Kaukonen, Balin, Casady e Dryden di ottenere lo spazio giusto per sperimentare con la possibilità di lanciarsi in spazi allargati che contenessero distorsioni e meravigliose assonanze musicali… il tutto condito da ballate, dialoghi, esotismo ed esoterismo, in un viaggio fantastico nel profondo delle loro idee musicali che avevano comunque una caratteristica fondamentale: Il sogno e la poeticità. L’album contiene cinque titoli con dentro due brani per ogni episodio, tranne il primo, Streetmasse, che ne contiene tre: The ballad of you & me & Pooneil, A small package of value will come to you, shortly, Young girl sunday blues… e qui, da subito, è palese la potenza delle chitarre di Kaukonen e Kantner, le voci di Balin Slick si rincorrono con quella di Marty più pacata ed allineata mentre Grace è da subito aggressiva e protagonista… il tutto supportato dal basso di Casady (Grace in un intervista disse che Jack fu uno dei motivi del suo ingresso nella band… lo trovava maledettamente sensuale) e la batteria di Spencer Dryden, tutt’altro che metronomicamente preciso, ma presente e corposo
Dalla prima traccia, soprattutto nelle parti vocali, come in un meltin pot, le varie vocalità si rincorrono e poi si ricongiungono verso un punto preciso Martha Wild tyme diventano, in questo contesto altamente lisergico, la vera trasgressione di tutto l’album, due momenti più pacati e che riportano indietro di qualche mese, a “Surrealistic Pillow”, con Kantner assoluto e giusto protagonista con entrambi i brani scritti in solitaria e che per un attimo danno una sterzata alla barra dritta di navigazione. Il lato A si chiude con Hymn to an older generation, con l’episodio kaukoniano The last wall of the castle e con il momento più magico ed alto di Grace Slick: Rejoice è dedicato allo scrittore irlandese James Joyce e qui la fantasia e la leggenda si dilatano a dismisura. Evocazione di un testo del grande scrittore con una visione” di Grace in pieno acido, protagonista assoluta e sublime con le sue tonalità: i compagni sono spettatori consapevoli del loro ruolo di comprimari in quel viaggio, sublimazione assoluta della sua grandezza e dichiarazione d’amore per Joyce, il tutto condito da una sensualità ancora più forte ed accennata con i flauti che ancora ci riportano a “Surrealistic Pillow”. Il lato B si apre con How suite it is che contiene Watch her ride, scritta da Paul Kantner e da lui narrata con la voce… e poi Spare chaynge, scritta dai futuri Hot Tuna insieme al batterista Dryden: il passaggio sarà poi propedeutico a una chiusura con i fiocchi che porta il disco ad un finale che vede Schizofrenic love suite vetta assoluta e con Wont you try / Sunday afternoon stagliate per sempre nella memoria collettiva di tutti noi e di quel popolo pacifista che inseguiva un sogno…. un’anticipazione di “Blows against the empire” (RCA 1970), dove l’aeroplano sarà sostituito da una navicella piena di freaks in cerca di un pianeta nuovo dove poter cantare “free body / free minds / free drugs / free music”.
Questo viaggio per ora finisce qua, a bordo di quest’aeroplano hippies che ricorda le case del quartiere Haight-Ashbury di San Francisco e la Summer of Love in piena esplosione, con le piante di marjuana che tentano di lenire le ferite di una città divorataviolentata dal consumismo più sfrenato… con carcasse di auto, plastica, barattoli, ciminiere. Siamo ormai certi, comunque, che nella mente di Ron Cobb, fumettista ed ideatore della coverKantner aveva già instillato la sua idea sopra accennata di “Blows against the empire”, perché su lato sinistro della copertina si vede una navicella spaziale, magari pronta ad intervenire e salvare gli occupanti dall’intervento dell’elicottero della police che sulla destra sembra controllare, minaccioso, il volo del nostro airplane, con i palloncini colorati e di ritorno da un bagno a Baxter. In futuro sarà la sola Grace ad occuparsi delle grafiche della band. Pochi mesi dopo i Jefferson Airplane si riuniranno per “Crown of creation” (RCA 1968) che vedrà la luce a settembre e che ancora manterrà piccoli strascichi di quella reunion lisergica.

Marty Balin: voce (tracce 1-3-4-5-8-10-11).
Jorma Kaukonen: voce (traccia 6) e chitarra solista (tracce 1-3-4-5-6-8-9-10-11).
Paul Kantner: voce (tracce 1-3-4-5-8-11) chitarra ritmica (tracce 1-3-5-6-8-10-11)
chitarra acustica (traccia 4).

Jack Casady: basso elettrico (tracce 1-3-4-5-6-7-8-9-10-11).
Spencer Dryden: batteria e percussioni (tracce 1-3-4-5-6-7-8-9-10-11)
effetti sonori (traccia 2) arrangiamenti fiati (traccia 7).

L’album fu registrato da tra Giugno ed Ottobre del 1967 presso gli RCA Studios
ad Hollywood e fu pubblicato dalla RCA Victor il 27 Novembre 1967.

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