Jefferson Airplane: “After Bathing at Baxter’s” (1967) – di Luca Paoli

Abbiamo passato da poco la metà degli anni 60 e la musica pop sta avendo una radicale trasformazione. La canzone di 3 minuti usata per ballare alle feste lascia il posto ad una forma di suono più complesso, dissonante, distorto con influenze anche orientali… è la musica Psichedelica. In America si respira un nuovo clima dettato dalla nuova cultura dei giovani che pensano e sperano di poter salvare il mondo predicando l’amore libero e manifestando contro le guerre. Sono gli Hippies o figli dei fiori. Si fanno anche dei test sotto l’effetto delle droghe mentre si compone e si suona (acid test) per provare a  portare la fantasia distante dalla realtà. A Los Angeles il 1967 è un anno fondamentale per la cultura Hippie, dove gruppi come i Jefferson Airplane e i Greateful Dead risiedono e suonano. Vivono tutti insieme in grandi case dove mettono in pratica la nuova cultura. Proprio in quell’anno gli “Aeroplani” escono sul mercato col loro nuovo album intitolato “After Bathing At Baxter’s”, che segue di un anno “Surrealist Pillow”, loro disco di grande successo che conteneva il brano Samebody To Love che li impongono alla pari dei Greateful Dead, i padrini dell’acid Rock. Il disco si compone di dodici brani suddivisi in cinque suites: Streetmasse, The War is Over, Hymn to an Older Generation, How Suite It Is e Shizoforest Love Suite. Si parte con The Ballad of You & Me & Pooneil, con le chitarre già belle acide e le voci che volano già alte, in particolare quella di Grace Slick che si pone subito in evidenza con i suoi saliscendi fantastici. A Small Package of Value Will Come to You, Shortly è una sorta di pasticcio alla Frank Zappa, con suoni e voci senza senso (forse il tutto preso durante un acid test). Young Girl Sunday Blues è un rock, sempre con le chitarre di Paul Kantner e di Jorma Kaukonen belle in pista, sempre con le voci di Martin Balin e di Paul Kantner a reggere gli svolazzi vocali di Grace Slick. Martha è un brano lisergico, quasi orientale, con le percussioni a dettare il ritmo, la chitarra di Kaukonen molto liquida e sempre le voci molto belle. Wild Tyme, bel rock sempre cantato a più voci con Grace sempre protagonista e la solita chitarra a ricamare in modo acido la melodia. E’ la volta di The Last Wall of the Castle, brano dal bel tiro dove le chitarre sono sempre più fuori dal mondo, forse in un pianeta allieno. Rejoyce è una ballata scritta e cantata alla grande da Grace Slick che si cimenta anche al pianoforte. Brano dalla forte suggestione con ancora l’oriente che si insinua nella bella melodia. Il lato B si apre con Watch Her Ride, sempre su coordinate psichedeliche, con le belle voci a dettare la melodia. Segue Spare Chaynge, brano mistico che si apre con le chitarre elettriche a creare una sorta di Jam orientaleggiante, dove l’acido regna incontrastato. Two Heads, altro brano a firma di Grace Slick, sorta di folk rock con la voce della Nostra che tocca vertici assoluti. I due brani che chiudono l’album sono uniti in un’unica traccia… Won’t You Try / Saturday Afternoon e chiudono in bellezza un album di imprescindibile importanza nella storia del Rock, marchiando a fuoco un periodo fantastico, dove sperimentazione, fantasia e follia vanno a contaminare la musica popolare. Pochi mesi prima, in Inghilterra, esce un album che spazza via tutto quello che è stato fatto fino a quel momento… la sala di registrazione per la prima volta diventa un musicista aggiunto. Non ci si limita più a comporre le solite canzoncine ma si sperimenta, si registrano rumori, suoni mai sentiti all’epoca, pur mantenendo la melodia. Ad inciderlo sono quattro ragazzi di Liverpool e lo intitolano  Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band.

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