JD Simo: “Off At 11” (2019) – di Claudio Trezzani

Avevamo lasciato JD Simo, il talentuoso chitarrista girovago con un album sorprendente, “Rise & Shine” (2017), definendolo la nuova speranza del southern rock più puro, quello dei fratelli Allman, e lo ritroviamo oggi avendoci visto giusto. “Off At 11” è un disco di soli otto pezzi, una finestra spazio-temporale fra gli anni 70 e i giorni nostri, con inserti personali che rendono Simo un artista unico. Come in quegli anni mai dimenticati, siamo in presenza di brani a volte molto lunghi, vere e proprie jam session, che sfociano nella chiusura stupenda di Accept, lunga ben 16’48”. Un pezzo stupendo, ispirato, commovente nel suo spirito rétro, con il suono acido della chitarra che viaggia in questo buco temporale che pare dare ragione a Einstein. Incurante delle mode, dei singoli radiofonici, Simo è concentrato esclusivamente sulla creazione di musica che emozioni e lo emozioni. L’apertura con il classico di Little Walter, Boom Boom Out Go The Lights, mette in chiaro che la chitarra e il suo suono celestialmente funky-psichedelico è la base portante del lavoro: il capolavoro del bluesman di Chicago viene letteralmente rivoltato come un calzino, e il risultato è davvero incredibile. Ma l’overture non è nulla, già nel secondo brano, la title track, Simo si lancia in un pezzo che scorre come un torrente che non si può arrestare, la musica sgorga impetuosa rendendoci certi che on stage assumerà una forma totalmente differente. Ci troviamo echi di Duane Allman, di Jerry Garcia ma anche jazz e rock: non c’è una meta predefinita nella mente del chitarrista, solo la sua anima avvolta in una catartica cascata di note. You Need Love è un brano più canonico, scelto opportunamente come singolo, ma non per questo meno entusiasmante: un Jimmy Page prima maniera avvolto in una coperta hippy. Blues rock di stampo british ma suonato a Monterey. Altre due cover nel disco: BB King e Slim Harpo, il blues classico dei padri, intinto però nell’acido lisergico che scorre dalle sue dita verso la sei corde, mediante un talento cristallino in grado di generare un sound fluido e mai banale. Con l’impianto ritmico coinvolto appieno nel progetto e una produzione mai invasiva, la classe pura di JD Simo esce in modo prorompente. Un disco eccezionale, non ci vengono altri aggettivi, un artista che si conferma ormai riferimento e capofila di un rock psichedelico e southern discendente direttamente dalla musica di Hendrix, Allman e Jerry Garcia. Il lavoro non è un punto d’arrivo ma la partenza di un viaggio che dal vivo sarà ancora più schizofrenico ed emozionante: sono brani che fluiranno verso le orecchie del pubblico in modo sempre differente. L’anima si sa, come l’acqua assume forme sempre diverse a seconda dei momenti ed invidiamo profondamente chi assisterà a questi show che avranno il pregio di rinverdire i fasti di un tempo glorioso: Ascoltare il disco significa salire su una macchina del tempo, e ritrovarci a casa… Buon ascolto.

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