Jason Weiss: “Always In Trouble: An Oral Story Of ESP-Disk’…” (2012) – di Govind Singh Khurana

Tra le etichette discografiche indipendenti che hanno fatto la storia la ESP-Disk’ non è solo la più oltraggiosa, citando il titolo, ma anche una delle più longeve. La creatura di Bernard Stollman ha attraversato la storia a partire dalla metà degli anni 70, con spirito libero, a volte assolutamente incosciente, eppure con una grande visione di ciò che era avanti al proprio tempo, o addirittura oltre. Trovarsi al momento giusto nel posto giusto… ma in questo caso lo scopo e il premio non sono il successo o il profitto (come nel caso di etichette ben più celebri come la Atlantic di Ahmet Ertegun o la Island di Chris Blackwell) ma semplicemente esistere e testimoniare al pubblico che avrebbe ascoltato qualcosa di mai sentito prima. Bernard Stollman nasce in America il 19 luglio del 1929 e la sua vita è già segnata dai grandi eventi della storia. La sua era una famiglia di origine ebraica, con radici tra la Polonia e la Lituania, arrivata negli Stati Uniti prima del blocco dell’immigrazione del 1920 e capace di costruire una realtà imprenditoriale di successo in ambito dell’abbigliamento partendo da zero, continuamente reinventandosi. Non c’è alcun calcolo e nessuna apparente vocazione musicale a portare Stollman al mondo della musica. Solo la volontà di sperimentare nuove esperienze e evitare la chiamata alle armi per la guerra in Corea… e così Stollman si ritrova avvocato e poi ancora chiamato sotto le armi a servire in Germania e poi a Parigi. Forse fu proprio l’esperienza parigina, in cui entrò in contatto con l’ambiente culturale del tempo, a spingerlo verso il mondo della musica e della controcultura; lavorando come avvocato e seguendo il repertorio di alcuni musicisti Jazz come Charlie ParkerBillie Holiday e per la Folkways di Moe Asch, altra etichetta storica americana, il cui repertorio ora è stato acquisito dallo Smithsonian Institute. A quel punto fonda la ESP-Disk’, ovvero, Esperanto Based Music: musica ispirata all’esperanto o, ancora meglio, a un linguaggio universale; filosofia che ha accompagnato ogni uscita della label e, se il primo titolo è “Ni Kantu En Esperanto” (1964), raccolta di canzoni in lingua, dal secondo disco in poi emergono le vocazioni Jazz avanguardiste dell’etichetta. Albert Ayler, Pharaoah Sanders, Ornette Coleman, Giuseppi Logan e Sun Ra (vero e proprio best seller dell’etichetta) sono soltanto alcuni dei nomi che hanno pubblicato se non esordito su ESP-Disk’, mentre un altro aspetto fondamentale della produzione dell’etichetta è quello legato alle pubblicazioni con William Burroghs o Timothy Leary o, ancora, al mondo del rock, come The Fugs o Pearls Before Swine (due gruppi che entrarono poi in conflitto con l’etichetta) o, per finire, alla scoperta e alla valorizzazione del Jazz europeo. Esplorare un intero catalogo di una vita necessiterebbe di un libro a sé, e in quest’opera l’autore, John Weiss, dopo un ‘introduzione sulla figura di Stollman, preferisce lasciare parlare gli artisti e altri addetti ai lavori senza censure, tra ricordi e, nel caso di The Fugs o Pearls Before Swine, Stollman parla addirittura di un intervento di sabotaggio del governo americano, a causa dell’impegno dell’etichetta contro la guerra in Vietnam. Difficile scoprire la verità, certo è che l’azienda è sopravvissuta anche a tempi difficili, in cui Stollman, a 50 anni, fa un concorso come avvocato per il settore trasporti dello stato di New York, entrando al livello più basso… e poi ancora alla rinascita, dopo il suo pensionamento a 62 anni. Il libro è pubblicato dalla Wesleyan University, ed offre uno spaccato efficace della vita e dei  rapporti nel mondo del Jazz dell’epoca e delle sue evoluzioni.  Sun Ra ci ha lasciati nel 1993, Bernard Stollman nel 2015, ma una cosa è certa: ciò che hanno realizzato rimane ineguagliato… musica per il futuro. Per approfondire segnalo anche un’intervista a Bernard Stollman realizzata da Cliford Allen e pubblicata da Allaboutjazz.com nel 2005https://www.allaboutjazz.com/bernard-stollman-the-esp-disk-story-by-clifford-allen.php

“Always In Trouble: An Oral Story Of ESP-Disk’. The Most Outrageous Record Label in America”
di Jason Weiss (Wesleyan University Press 2012 – 284 pagine) 

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