Japanese Breakfast: “Soft Sounds From Another Planet” (2017) – di Capitan Delirio

La caratteristica peculiare della songwriter americana Michelle Zauner è la capacità di esprimersi in modalità poliedrica nell’ambito di uno stesso disco, cambiando spesso genere lungo la lista delle tracce. Come dice il titolo di questo ultimo album, “Soft Sounds From Another Planet”pubblicato lo scorso mese di luglio, l’autrice predilige le atmosfere soffici, morbide, per poi spaziare, sperimentando tra i generi e dando sfogo alle infinite facce della propria natura. La morbidezza del tappeto sonoro trova, a volte, le asprezze delle correnti rock che lo attraversano, distorcendo i toni e rendendoli più intensi; sonorità che la riallaccia al suo passato con la band Little Big League e che troviamo in molti brani di questo secondo disco da solista, tra cui la title track ma, soprattutto, nella vibrante Till Death. L’ironia è un elemento fondamentale che caratterizza le sfaccettature, a partire dal nome dato al progetto, Japanese Breakfast, che per Michelle è un modo di unire le culture occidentale e orientale, per lei che ha origini coreane. L’ironia, appunto, è il sale che insaporisce molti dei brani e trova la sua forma migliore in Road Head. Brani come This House o il riuscitissimo e arioso Boyish, mettono in risalto la sua anima romantica e nostalgica, oltre a evidenziare il suo talento creativo e tecnico; basta lasciarsi trasportare dalla semplicità melodica: voce, chitarra e poco altro. Tra le sue infinite sfumature troviamo anche quella in cui ha voglia di smentirsi e divertirsi. Agli arrangiamenti più semplici, quindi, preferisce, ad un certo punto, quelli più complessi, elaborati al sintetizzatore attraverso una articolata ricerca elettronica che tira fuori la sua natura sensuale, in un ritmo da discoteca, tutto da ballare, come nel caso di The Machinist, un altro punto di alto livello di un disco che ne può elencare parecchi. Non è facile infatti trovare un unico brano che possa essere indicativo per dare un’idea delle sue varie parti. L’unica traccia che ci sembra riesca a sintetizzare desiderio di sperimentare e di sedurre, anima malinconica e natura rock, con spruzzate decise di ironia, è Diving Woman, con il consiglio spassionato di perdersi tra le varie anime dell’album, ascoltandolo per intero, per riscoprire il divertimento attraverso la molteplicità sensoriale proposta da Michelle Zauner.

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