Jack Oblivian And The Sheiks: “The Lone Rangers Of Love” (2016) – di Giorgio Cocco

Buone nuove dalla famiglia Oblivians, dopo “Shattered” (2014) dei Reigning Sound di Greg Cartwright (una meraviglia da portare sulla fantomatica isola deserta), è la volta di Jack Yarber, cinquant’anni appena compiuti da festeggiare con la sospirata uscita di “The Lone Rangers Of Love” (2016), questo magnifico disco registrato a varie riprese nella nativa Memphis e prodotto dalla Mony, etichetta discografica di sua proprietà. Al suo fianco, una consuetudine da un paio d’anni a questa parte, un’allegra ed inverosimile combriccola di sceicchi del Tennessee, gli amiconi Keith Cooper (chitarra), Frank McLallen (basso) e Graham Winchester (batteria).
“The Lone Rangers Of Love” è l’ennesimo lavoro solista di Yarber, tra infinite collaborazioni e progetti collaterali (’68 Comeback, Jack-O & the Tearjerkers, Andre Williams, solo per citarne alcune) ed ha avuto una lavorazione a dir poco rocambolesca. Pronto per l’uscita già nel 2014, in occasione del tour europeo, non se ne fece più nulla a causa dello smarrimento del master in un impianto di duplicazione croato. Le registrazioni vennero in seguito fortunosamente ritrovate per poi essere interamente rivedute e corrette da uno Yarber non troppo convinto del risultato (sono note le sue manie perfezioniste) fino a questa nuova, laboriosa e definitiva versione.
Una cosa è certa ci si diverte parecchio ascoltando questa raccolta di pezzi, inediti e cover, che fila via tutta d’un fiato. Yarber dà la stura alle passioni musicali di una vita e confeziona un fantastico “best of” dell’american Rock più autentico e passionale. Tanti anche i riferimenti agli eroi di gioventù nonché concittadini Alex Chilton e soprattutto Tav Falco un padre putativo con cui Jack ha spesso condiviso i palcoscenici. Siamo quindi su un terreno sostanzialmente diverso rispetto alle produzioni devastanti e iconoclaste degli Oblivians (valga per tutti, “Popular Favorites” del 1996) e più in linea con band di recente affermazione come Much & The Mires, King Tuff  e Jim Jones Revue che fanno del recupero delle sonorità più tipicamente R’n’R il proprio credo musicale. Naturalmente c’è dell’altro in “The Lone Rangers Of Love” 12 brani tutti degni di nota, si passa con la disinvoltura dei fuoriclasse dal Roots Rock al Garage Punk Revival, nel mezzo tutta la sapienza e la schizofrenia creativa di Jack e i suoi sceicchi.
Le casse cominciano a vibrare con il riffone tagliabudella di Boy In A Bubble, Boogie Punk stradaiolo che ci catapulta all’istante al 1976 nei locali maleodoranti del CBGB’s; si prosegue l’assalto all’arma bianca con Hey Killer (scritta da Shawn Cripps dei Limes), pezzo combat Rock come non se ne sentivano da tempo. La più lenta Fast Friends arriva subito dopo ed è una perfetta driving song da mettere su dopo una notte di bisbocce, guida il meno ubriaco mentre gli altri ronfano privi di sensi sui sedili. Canzone straordinaria che si infila sottopelle già dopo un paio di ascolti.
Home In My Hand (trovata nell repertorio del cantante rockabilly Ronnie Self) è uno scherzo decisamente ben riuscito con tanto di treni a vapore (WauuuWauuu) e l’armonica di Billy Gibson a moltiplicarne gli umori C&W. La tiratissima Downtown invece rimanda alle foto di famiglia, quelle ingiallite, con i Compulsive Gamblers (prima leggendaria band per Jack e gli altri fratellini Oblivian). In Stick To Me Garage Rock e R’n’B si fondono mirabilmente donando splendore al brano più orecchiabile del disco. Blind Love pulsa Rock Blues malsano e, mentre con la title track si omaggiano i Dirtbombs di “Ultraglide In Black Back”, La Charra (part 1 & 2) è fatta di Punk Blues grezzo e abrasivo alla maniera di Cramps e Gun Club. Gli ultimi due brani in scaletta sono altrettante cover: Ride Like The Wind, il successo internazionale di Christopher Cross, qui riproposta in versione talmente stralunata (quasi waitsiana) da risultare appena riconoscibile e Runnin’ From The Law di Gene Nitz, una Rawhide minore ma non per questo meno divertente.
Ci mancano gli Oblivians e vorremmo che “Desperation” del 2013 non rimanesse l’ultimo capitolo della loro storia e a questo proposito c’è da essere ottimisti, a breve partirà da Los Angeles un tour che li vedrà nel mese di Luglio anche in Europa, nessuna notizia invece su un nuovo album. Comunque, vada come vada, se Greg&Jack continueranno a fare uscire piccoli grandi capolavori come “Shattered” e “The Lone Rangers Of Love”  la malinconia si avvertirà solo un po’.

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Un pensiero riguardo “Jack Oblivian And The Sheiks: “The Lone Rangers Of Love” (2016) – di Giorgio Cocco

  • Ottobre 2, 2016 in 10:30 am
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    Una rilettura sincera delle Radici dell’American Music. Un Album fresco e coinvolgente che vale la pena di ascoltare attentamente…
    …anche se poi ti cattura immediatamente!

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