J. P. Soars: “Let Go Of The Reins” (2019) – di Claudio Trezzani

J. P. Soars è un artista emergente nel mondo del Blues ma è nella musica da un po’ più di tempo. Nativo della Florida, da ragazzo è stato folgorato dal suono dei Metallica e ha iniziato a suonare come chitarrista in una band di thrash metal che aveva un discreto seguito nel sud-est degli Stati Uniti. In seguito però, ebbe la definitiva folgorazione ascoltando BB King e la sua The Thrill is Gone, per cui, eccoci qui ora a parlare di un artista non comune: uno che ha stupito la platea dell’International Blues Festival del 2009, con il suo suono oscillante fra il Blues, la palude e i club fumosi e con una voce che graffia l’aria. In “Let Go Of The Reins” (Whiskey Bayou Records 2019) ci sono pezzi autografi e qualche cover… ma tutti i brani sono di qualità altissima: nessun passaggio è da scartare e, già dalla copertina, si intuisce che l’umidità della Louisiana riempierà l’aria del lavoro. J. P. lo mette in chiaro da subito, con l’opener Been Down So Long, uno swamp con il giro di chitarra ossessivamente ripetuto che non ti esce più dalle orecchie e un assolo che è davvero splendido. Il secondo brano, If You Want To Get Heaven, è una cover degli Ozark Mountain Daredevils, un brano con un groove molto interessante: il lavoro del chitarrista è eccelso e mai banale, sorretto da una voce che sembra nata per cantare Blues. Una rilettura personale della canzone originale che che ha il pregio di renderla autenticamente propria. La title track ha un intro che pare venire dal suo passato di metallaro: un po’ cupo un po’ psichedelico, ha un riff oscuro e un suono che oscilla fra le radici, la palude e moderni suoni foderati di metallo. Un brano davvero originale. C’è spazio anche per brani strumentali come Crows Nest, che prende spunto, oltre che dal Blues elettrico classico, anche dal Jazz chitarristico, essendo il Nostro un fan del grande Django Reinhardt, punto di riferimento assoluto della chitarra Jazz, a cui vengono giustamente tributati gli onori del caso con una splendida Minor Blues. Un omaggio riuscitissimo aggiungeremmo. Il disco si chiude con un brano sorretto dal suono del banjo, Old Silver Bridge, un ritorno alla radici che regala un’immagine di Soars seduto sul portico a suonare da aggiungere idealmente alla copertina del disco. “Let Go Of The Reins” è un piccolo gioiello, non solo di Blues elettrico ma anche di Swamp, con una spruzzata di Jazz e Psichedelia: un album originale, nonostante siano presenti anche delle cover, di un artista che non è più una scoperta ma una piacevole conferma. Attendiamo il suo prossimo lavoro, qui sulla riva della palude della Louisiana. Ascoltatelo… se amate il Blues non ve ne pentirete.

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