Ivan Graziani: “Parla Tu… Ivan Graziani dal vivo” (1982) – di Fabrizio Medori

Ivan Graziani è molto più di quanto appare, è il cantante dalla voce sottile e potente, il chitarrista aggressivo e delicato, l’autore rude e romantico, è una sorta di Dottor Jekyll & Mister Hyde, come il titolo del brano che intitola questo storico doppio album dal vivo. “Parla Tu… Ivan Graziani dal vivo” (Numero uno 1982)  stupisce per l’energia che riesce a fotografare, perché trasmette l’idea di un concerto unico, sebbene sia registrato in luoghi diversi, perché ogni brano viene interpretato e riarrangiato, mantenendo sempre lo spirito dell’originale, perché la voce ti entra dentro la testa e le chitarre ti graffiano il cuore. Una sola, però, è la caratteristica essenziale dello stile di Ivan Graziani e di questo disco in particolare: la straripante personalità, l’indiscutibile capacità di imprimere un riconoscibilissimo marchio di fabbrica a ogni nota prodotta, a ogni passaggio della puntina sul disco, perché preferiamo sempre riferirci al supporto originale dei nostri tesori musicali.
Ivan Graziani era un chitarrista molto spettacolare e un cantante di grande impatto, ma era anche un abilissimo cesellatore di suoni, un artista a suo agio tanto nell’ambiente asettico dello studio di registrazione quanto sul palco, per molti anni a capo di un classico trio rock, chitarra, basso e batteria. Per questo tour il gruppo base, formato da Graziani, il bassista Fosco Foschini e il batterista Gilberto “Attila” Rossi, viene affiancato da un secondo chitarrista, Daniele Angelini e dal tastierista Maurizio Lucantoni, ottenendo un risultato sonoro particolarmente efficace, ricco di sfumature e di dinamica. Le canzoni di Ivan sembrano delle piccole sceneggiature, racconti brevi che inglobano l’ascoltatore in un’atmosfera nella quale musica, testo e interpretazione formano un blocco avvolgente e coinvolgente.
Si parte forte con Dottor Jekyll & Mister Hyde, brano di grande impatto nel quale risaltano passione e rock’n’roll. Una ruvida intro di chitarra elettrica apre Angelina, un boogie-woogie che riserva un piccolo ma significativo sipario al pianoforte e ai cori e che lascia spazio ad uno dei brani più significativi dell’artista abruzzese, Taglia La Testa Al Gallo, nel quale le chitarre elettriche sostituiscono perfettamente le splendide acustiche della versione originale, in un bellissimo crescendo. Un altro classico della canzone d’autore italiana è Pigro, ritratto al vetriolo del mediocre uomo medio italiano, sempre pronto a puntare il dito contro gli altri, glissando goffamente sui propri difetti.
Se Fuoco Sulla Collina fosse un film, sarebbe sicuramente un lavoro capace di mettere d’accordo critica e pubblico, perché la storia accompagnata da quest’altro gioiello musicale fatto di intrecci e di equilibri sonori, è un viaggio onirico in bilico tra illusioni e disillusioni. Lontano Dalla Paura è un inedito, colonna sonora di un film, “Il Grande Ruggito” (1981) di Noel Marshall, e che ben figura in mezzo al meglio del repertorio di Ivan. Bellissima la lunga cavalcata di Isabella Sul Treno, ennesimo ritratto di figura femminile, impreziosito da una lunga coda strumentale. L’atmosfera diventa delicata e soffusa con la prima di quelle che vengono presentate dall’autore come quattro canzonacce alle quali sono molto legato: Lugano Addio, primo grande successo del cantautore, una delle migliori fusioni di musica e testo, nel quale il ricordo di Marta ci apre un po’ del mondo interiore del Graziani giovane.
Altra gemma acustica è la breve versione di Paolina, che ritrae una giovane donna priva di grandi slanci come in un delicato acquerello. La successiva eroina è Agnese, descritta in maniera estremamente efficace dalle poche e leggere pennellate della voce di Graziani, in un delicato crescendo intriso di spiagge degli anni sessanta e di tristi paesaggi urbani del decennio successivo. Ancora più forti le suggestioni cinematografiche raccontate in Motocross, storia di malavita ambientata in un paese di provincia e vista dalla parte dell’ingenua vittima, nella quale il continuo intreccio di arpeggi delle chitarre è la base perfetta per questo pulp di periferia. La lunga e articolata improvvisazione strumentale racconta molto più di mille parole, nel suo caleidoscopio di emozioni che in qualche momento sfiora la psichedelia più hard. Il gran finale, prima della sorpresa conclusiva, ce lo regala l’inedito Medley, tra Monna Lisa e Digos Boogie.
Il racconto del tentato furto della Gioconda viene ulteriormente valorizzato nella versione dal vivo, sprigionando energia in un’altalena di stati d’animo, sempre perfettamente collegati a un testo mai banale o scontato. Il dialogo tra chitarra e basso introduce l’ultimo riff di Monna Lisa e un’esplosione musicale la fa sfociare in Digos Boogie, un divertente rock che sotto un abito scanzonato nasconde una notevole profondità musicale, figlia di influenze che vanno da Elton John agli Who. Il brano che intitola il disco, Parla Tu, appartiene al repertorio dell’Anonima Sound, il gruppo nel quale Ivan Graziani ha fatto il suo esordio tra i professionisti, ed è registrato dal vivo, ma durante il soundcheck di un concerto. È una classica canzone sentimentale della metà degli anni Sessanta, arricchita da un evocativo arpeggio surf e da un testo dall’elevato livello poetico. Questo disco è un’ottima testimonianza delle emozioni e delle sensazioni che caratterizzavano i concerti di uno dei più grandi cantautori italiani.

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