Insaziabile – di Irene Spagnuolo

Virtù e perversione cinque: Insaziabile”
I pensieri umidi, in fondo, sono già sesso. Impregnati di note bollenti e furiose, sfiorati da capricci torbidi, avvolti da intrepide dolcezze. Quelli di Malena sono fatti di parole lucide e vogliose sulla carta che si imbratta di lussuria. Lei ha il dono di immaginare le scene così come la realtà le porterà sul palcoscenico della sua alcova. Lei ha il dono di accoglierli tutti, gli uomini in cerca di una poetessa in calore. Lei ha il dono di lasciarli andare, dopo aver succhiato la linfa di un’ora o di una notte, senza chiedere mai altro che un piacere che finisca nei suoi versi. Quel giorno il desiderio aveva bussato in anticipo e lei aveva pensato da sé, alla sua intimità allegra; ma giunta la sera la brama di virilità era tornata a farsi forte e i suoi giochi in solitudine non le bastavano mai: amava le acrobazie di coppia. Uscì dalla schiuma del bagno caldo, si asciugò e si profumò prima di agghindarsi con una parigina color carne cui abbinò calze e reggicalze del medesimo colore. Si alzò su un tacco 15 rosso e si sedette in poltrona con un calice di bollicine. Prese il diario e annotò il ritratto dell’uomo della sera. 
Sarebbe stato un maschio muscoloso, all’incirca quarantenne, con una ribelle chioma nera sul bel volto spigoloso e gli occhi verdi, brillanti e audaci. Uno capace di far bagnare una donna con lo sguardo, la voce bassa e roca, le spalle possenti e i silenzi tenebrosi. La giacca su una t-shirt bianca e un paio di jeans, una leggera abbronzatura e le mani forti. Avrebbe tenuto il capo leggermente chino, avrebbe soffiato per spostare un ciuffo di capelli e l’avrebbe salutata con un gesto e un accenno di sorriso. Si sarebbe versato da bere e l’avrebbe fissata per qualche minuto, il tempo di metterle addosso la foga di avvicinarsi ad eccitarlo. Era il tipo cui piaceva accendere le donne e poi concedersi come un amante indimenticabile. Uno di quelli che fottono sempre, la vita e l’orgoglio. Malena sarebbe stata bravissima a farlo sentire esattamente come voleva. Si sarebbe avvicinata, prima lieve e languida a strusciarsi col seno sul suo petto poi a sfiorargli il collo con le labbra e infine ad aderirgli addosso per sentire il dono in mezzo alle gambe. Si sarebbe spogliato e fatto spogliare con il corpo tosto e il membro già alto e duro
L’avrebbe sbattuta sul letto e posseduta con un vigore travolgente. “Sei proprio una lurida femmina insaziabile”, le avrebbe detto. “Te ne stai qui ad aspettare chi viene a castigare la tua fame, ti apri come una verginella che improvvisamente scopre la delizia dell’orgasmo e ti fai scopare come una professionista, non provi neanche un po’ di pudore”. Malena avrebbe goduto, goduto bene, goduto ripetutamente… e anche l’uomo che faceva bagnare le donne con lo sguardo avrebbe goduto, goduto bene, goduto ripetutamente. Le loro lingue avrebbero posseduto ogni centimetro del loro corpo. I loro respiri si sarebbero mescolati, a letto, sul tavolo, nella vasca da bagno. I seni di Malena sarebbero stati baciati, strizzati e copiosamente spruzzati. Il sesso si sarebbe dipinto sulle loro facce, durante tutti i colpi dell’uomo tra le cosce di Malena. I lunghi silenzi sarebbero stati interrotti solo da gemiti forti e libidinosi. Lui sarebbe scivolato nel fondoschiena di Malena alla fine, nell’acqua tiepida agitata dai loro corpi sedotti e slabbrati dalla smania. L’avrebbe lasciato solo, Malena, ad asciugarsi,  porgendogli gli abiti dalla porta del bagno con le guance ancora arrossate e i boccoli di miele scomposti. Nella stanza si sarebbe rimesso la giacca e avrebbe atteso. Avrebbe atteso un bacio e una supplica. Era abituato alle suppliche. Alle donne che gli cadevano ai piedi e cercavano di trattenerlo. A quelle che lo lusingavano con complimenti e sogni. A quelle che si facevano spuntare lacrime di tristezza. 
Malena lesse a voce alta i pensieri umidi che chiudevano così: “Solo lo bacerò, voluttuosamente, ma lui attenderà invano una supplica”. Posò il diario sul letto e decisa si avvicinò alle sue labbra infilandogli in bocca la lingua. Si baciarono (nuovamente) appassionatamente. Poi lui la scostò, quasi infastidito. La fronte corrucciata, gli occhi a terra, dondolandosi sulle gambe: “si, sei una lurida femmina insaziabile”
Il riso leggero di Malena gli arriva come una lama nel costato. “Sono donna di versi e verità, mio caro. Non potrei darti più di quello che tu sai dare. Che la vita non ti ingombri troppo, di etichette e pregiudizi!” La porta sbattuta tremò. I passi giù dalle scale furono arrabbiati e precipitosi. A Malena le rime sgorgarono di getto, intrepide e vagamente compassionevoli. Non nascose però a se stessa che era ancora umida e divorata dalla lussuria.

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