Illinois Speed Press: “The Illinois Speed Press” (1969) – di Nick Blackswan

Norman Paul Cotton, soprannominato “King” dagli amici, frequenta la Thornton Township Highschool di Harvey, Illinois… è il 1958. Cotton ha solo quindici anni, suona la chitarra e ha in testa e nel cuore una passione irrefrenabile per la musica. Così, con alcuni compagni di liceo fonda la band dei The Capitols, che nel 1961 cambia nome in The Mus-Twangs e pubblica un primo singolo, Marie, distribuito da un’etichetta locale, la Nero e poi, a livello nazionale dalla Smash, una sussidiaria della Mercury Records. La band cambia ancora il nome in Starfires e Cotton, mai pago di esperienze, suona anche nel Carol Vega Trio. In questo periodo, siamo nel 1963, Cotton conosce Kal David, chitarrista degli Exceptions, band in cui milita anche Peter Cetera (poi, membro dei Chicago).
Così, quando nel 1965, Paul fonda i Gentrys con Frank Bartell al basso e Fred Page alla batteria, chiama nella line up anche David. Il gruppo cambia nome in The Rovin Kind, realizza un primo singolo, Everybody, vince svariati premi e partecipa al celebre show televisivo American Bandstand.
Nel 1967, i Rovin Kind diventano la band di casa del Whisky a Go Go di Chicago, dove sono notati dal produttore James William Guercio che li mette sotto contratto con la Colombia Records, fa loro cambiare nome in Illinois Speed Press e nel 1968 trasferisce il combo a Los Angeles.
Qui inizia un’altra storia, breve, brevissima, ma come si dice in questi casi, decisamente intensa.
Gli Illinois Speed Press suonano praticamente ovunque, ma soprattutto al celebre Whisky A Go Go di Hollywood, dove diventano gli anfitrioni delle serate, e al Newport Pop Festival, grazie al quale acquistano una discreta notorietà nazionale. Esce il primo singolo, Right On Time e, finalmente, a inizio l’avventura. Nel 
1969 Guercio produce il loro primo album, “The Illinois Speed Press” che raggiunge la posizione 144 della Billboard 200. Questa in breve è la storia degli Illinois Speed Press, una band che durerà il tempo di un lampo e che, dopo morti (Fred Page) e defezioni, si trasformerà sostanzialmente in un duo (Cotton e David) e pubblicherà nel 1970 un altro disco intitolato “Duet”, prima di sciogliersi definitivamente. Tuttavia, per quanto annoverato fra le cose minori del periodo, il loro esordio, nonostante sia trascorso quasi mezzo secolo dalla sua uscita, suona ancora meravigliosamente bene e merita di essere riscoperto per certe intuizioni davvero notevoli, soprattutto se rapportate a quegli anni.
Il disco, infatti, suona acido come 
la morsura, e fonde mirabilmente rock venato di hard, noise, country (immancabili gli echi losangelini) e grintoso R&B. Ma il segno distintivo del sound sono soprattutto le chitarre di Cotton e David, il cui tiro incrociato, i riff grezzi, gli assoli sovrapposti, saranno fonte d’ispirazione per Ronnie Van Zant e Gary Rossington dei Lynyrd Skynyrd.
L’album inizia con la spiazzante Overture, esperimento che convoglia, in tre minuti e mezzo cacofonici, noise, acidi, west coast, aggressioni hard. Suoni sovrapposti e casino totale, la cui ispirazione non può essere che Trout Mask Replica di Captain Beefheart, uscito l’anno prima. Il bra
no, sembra messo lì apposta per stupire e sviare l’ascoltatore, visto che poi il disco procede in modo più lineare, ma non per questo meno eccitante. A parte alcuni episodi più morbidi, come il country sognante di Here Today o il folk indolente di Sky Song, la scaletta si compone di uno sferragliante susseguirsi di riff e assoli in acido, in cui le chitarre sono le principali, se non uniche, protagoniste della scena. Get In The Wind e la sua psichedelia sottesa ricorda molto da vicino i Cream. Hard Luck Story è un bluesone lento dal riff solido, le chitarre in assolo perenne e la voce nerissima di Cotton in bella evidenza. Il R&B è, invece, la chiave di lettura di Be A Woman, con le voce raddoppiate che fanno tanto CS&N; Beauty, costruita su una ariosa melodia frammezzata da derive psichedeliche, contiene continue schermaglie chitarristiche che ricordano inevitabilmente i Lynyrd Skynyrd; così come la conclusiva Free Ride sembra anticipare a livello chitarristico alcune cose che nel 1973 confluiranno nell’esordio di Van Zandt e soci. Il capolavoro è la monumentale P.N.S.(When You Come Around), otto minuti di ballata country rock, in cui le chitarre elettriche viaggiano rapide su un tappeto di pianoforte e chitarra acustica (ed è impossibile non pensare ai contemporanei Allman Brothers Band).
Il successivo “Duet” (1970), possiederà un suono più country oriented e risulterà meno efficace e pimpante a livello compositivo. La band, però, è già al capolinea. Nello stesso anno, Paul Cotton andrà a prendere il posto di Jim Messina nei Poco, band in bilico fra country e soft rock; mentre David seguirà la sua passione per il blues suonando per John Mayall e fondando i The Fabulous Rhinestones, band con cui rilascerà tre album. Gli Illinois Speed Press torneranno sulle scene solo nel 2009 per qualche estemporanea rimpatriata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

illinois-speed-press-interno

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.